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venerdì, 1 Marzo 2024

Lotta biologica: un’antica modernissima frontiera  

Della stessa Rubrica

L’assenza di antagonisti naturali, quando un organismo nocivo alieno che si alimenta di piante, arriva in un nuovo territorio, gli permette di diffondersi e proliferare in modo talmente incontrollato, repentino ed aggressivo da provocare una vera e propria invasione biologica, con ricadute devastanti sull’agricoltura e sull’ambiente. La lotta biologica ricrea l’equilibrio ecologico, evitando ulteriori danni all’agricoltura e l’ulteriore immissione di sostanze chimiche nell’ambiente.  

Associata alla parola ALIENI, intesa come “Insetti Alieni” – che  includono 16 delle 20 specie di Organismi Nocivi Prioritari dell’UE – è da considerare la tecnica di difesa delle piante e delle colture che prende il nome di LOTTA BIOLOGICA, millenaria strategia di controllo basata sulla elementare osservazione che in natura ogni organismo (anche quelli che arrecano danni in agricoltura), è accompagnato da comunità di antagonisti naturali, quali predatori, parassiti, parassitoidi e agenti di malattia che, nel loro complesso, costituiscono nella maggioranza dei casi il freno più importante alla supermoltiplicazione o aumento numerico esplosivo delle popolazioni

Sono spesso proprio queste comunità di nemici naturali, evolutesi insieme agli organismi nocivi, che impediscono ad innumerevoli specie che si alimentano di piante, frutti, semi, di diventare dannosi e distruggere boschi e raccolti. 

Cimice dei pinoli

Quando, ad esempio, un ALIENO che si alimenta di piante – siano esse essenziali per la produzione di cibo o importanti perché parte di aree verdi urbane o parte di ecosistemi inseriti in parchi naturali – è introdotto accidentalmente in un nuovo territorio, di norma non arriva insieme con la comunità dei suoi principali nemici naturali, che nel territorio di origine ne tengono a freno le popolazioni. 

Conseguenza di un arrivo dell’ALIENO senza organismi antagonisti, in particolare specifici, è a volte proprio una rapida diffusione e crescita numerica incontrollata che si definisce “INVASIONE BIOLOGICA”, i cui effetti, in particolare nel caso di Insetti dannosi alle piante, possono essere devastanti. Basti pensare alla Cimice asiatica per le piante da frutto, al Punteruolo rosso per le Palme, alla Cocciniglia tartaruga per il Pino da pinoli. 

Uova di Cimice Asiatica

Le specie ALIENE, possono diventare fattore di danno in quanto possibili vettori di malattie delle piante o, all’opposto, in quanto esse stesse incluse tra le malattie facilmente trasmesse da piante malate a piante sane, grazie a specie indigene di vettori come il caso della Xylella insegna. 

In molti casi nei quali specie ALIENE di interesse fitosanitario compromettono campi e raccolti, i sistemi di lotta diretta basati sull’impiego di biocidi – come ad esempio insetticidi naturali o di sintesi per gli insetti – si rivelano incapaci di contenerne il numero al di sotto della soglia di sicurezza, oltre a presentare gravi ricadute ambientali per la maggiore quantità di inquinanti che vengono immessi nell’ambiente. 

L’attenzione dei ricercatori, che si occupano di contenere alcune delle più dannose specie ALIENE di Insetti, è da tempo concentrata sulla possibilità di individuare nei territori di origine degli organismi nocivi i loro principali nemici naturali, introdurli per motivi di studio, indagarne le potenzialità di controllare le specie Aliene, le possibilità di acclimatazione nei nuovi territori e gli eventuali impatti ambientali e, se le ricerche danno esito positivo, utilizzarli in programmi di LOTTA BIOLOGICA CLASSICA, il cui scopo è di ricostruire un nuovo equilibrio e impedire all’Alieno di causare danni, limitandone il numero

Pio Federico Roversi
Direttore del CREA DC

Entomologo, ricercatore in difesa fitosanitaria delle piante

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