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venerdì, 1 Marzo 2024

Ma chi sono gli alieni? 

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Cosa si intende per Alieno? E per invasione biologica? Quali tipi di specie aliene esistono? E Sono tutte ugualmente pericolose? E cosa dice la normativa UE? Scopriamo tutto questo e molto altro con Pio Federico Roversi, Direttore del CREA Difesa e Certificazione 

La parola ALIENO riveste una particolare importanza se parliamo di Protezione delle Piante in Agricoltura, nelle Foreste e nel Verde Urbano, non solo perché la associamo a organismi che non fanno parte di questi sistemi e quindi non hanno condiviso con i nostri ambienti una storia evolutiva millenaria – che ha permesso di costruire delicati equilibri, grazie ai quali oggi vediamo in estate campi di grano dorati e in ogni stagione verdi boschi di Pini e Abeti – ma anche perché, in qualche misura, la abbiniamo a un pericolo per la natura. 

La normativa UE 

Per questo e per capire l’impegno necessario per difenderci dalle specie aliene nocive, è indispensabile richiamare le definizioni che la Normativa Fitosanitaria del nostro Paese e quella internazionale hanno codificato nei principali documenti elaborati allo scopo di supportare chi opera nelle attività istituzionali e nella ricerca per proteggere i sistemi agricoli e forestali da nuove aggressioni. 

Un documento di fondamentale importanza è lo Standard della FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura), noto come ISPM-5 “Glossario dei termini fitosanitari”, sviluppato per fornire un vocabolario armonizzato e concordato a livello internazionale, associato con l’attuazione della Convenzione Internazionale per la Protezione delle Piante (IPPC) e le Norme Internazionali per le Misure Fitosanitarie (ISPMs). 

La definizione di SPECIE ALIENA inserita nel documento FAO è la seguente: “Una Specie Aliena è un individuo o una popolazione, in qualsiasi fase della vita, o una parte vitale di un organismo, che non è indigeno di una zona e che è entrato per opera dell’uomo nella zona”. 

Ma a questa definizione è necessario aggiungerne un’altra, perché non tutte le specie introdotte in nuovi ambienti hanno importanza ai fini della protezione delle piante. 

Ulivi con disseccamenti

Un altro termine dell’ISPM 5 da tenere a mente, con specifico riferimento a specie in grado di causare danni, è “SPECIE ALIENE INVASIVE, ovvero specie che, a seguito del loro insediamento in nuove zone o per la loro diffusione in nuovi ambienti, sono diventate dannose per le piante, o anche specie che, in base ad un’Analisi del Rischio condotta in modo definito dalla normativa, sono identificabili come potenzialmente nocive per le piante”. 

Tenendo a mente queste definizioni, è necessario considerare la Legislazione Fitosanitaria dell’Unione Europea ed in particolare il Regolamento 2016/2031 del Parlamento Europeo e del Consiglio relativo alle misure di protezione contro gli organismi nocivi per le piante e il Regolamento Delegato della Commissione UE 2019/1702 del 1° agosto 2019 relativo all’elenco degli organismi nocivi prioritari. 

C’è alieno e alieno 

La normativa dell’UE identifica, infatti, come estremamente pericolosi tra gli ALIENI, gli Organismi Nocivi da Quarantena, definiti come organismi, che in riferimento a un territorio determinato hanno le seguenti caratteristiche: 

a) la loro identità è stata accertata ai sensi in modo ufficiale; 

b) non sono presenti nel territorio oppure, se presenti, la loro presenza all’interno di tale territorio non è ampiamente diffusa; 

c) sono in grado di introdursi, di insediarsi e di diffondersi all’interno del territorio oppure, se già presenti nel territorio, ma non ampiamente diffusi, sono in grado di introdursi, insediarsi e diffondersi all’interno delle parti di detto territorio in cui sono assenti; 

d) il loro ingresso, il loro insediamento e la loro diffusione hanno un impatto economico, ambientale o sociale inaccettabile; 

e) sono disponibili misure realizzabili ed efficaci per prevenirne l’ingresso, l’insediamento o la diffusione all’interno del territorio e per attenuarne i rischi e l’impatto. 

Inclusi in una successiva categoria di ALIENI temibili troviamo poi gli Organismi Nocivi da Quarantena Rilevanti per l’Unione Europea che, a loro volta, includono un gruppo ancora più ristretto di ALIENI, quello delle specie più pericolose, ovvero gli Organismi Nocivi Prioritari, gli ALIENI il cui potenziale impatto economico, ambientale o sociale per il territorio dell’Unione Europea è più grave rispetto agli altri Organismi Nocivi da Quarantena.

Cerambicide in tronchi provenienti dal Camerun

Gli ALIENI Nocivi Prioritari includono 16 specie di Insetti, 2 Batteri, 1 Fungo e 1 Nematode e tutti gli Stati Membri dell’UE sono obbligati ogni anno ad effettuare appositi monitoraggi e analisi al fine di consentire la tempestiva individuazione di eventuali focolai con un elevato grado di affidabilità. 

Ai fini della Difesa delle Piante, un ALIENO è quindi un organismo o un microrganismo che vive in aree geografiche diverse dai nostri territori e che è capace, se introdotto accidentalmente nel nostro Paese, attraverso merci piante o prodotti agricoli, di causare danni importanti, in grado non solo di ridurre le produzioni agricole, ma anche, come successo di recente, di causare vere proprie “INVASIONI BIOLOGICHE”, con la morte delle piante infestate su ampi territori. In particolare, queste ultime possono essere scatenate da gran parte delle Specie ALIENE maggiormente temibili.  

Le invasioni biologiche  

Gli ALIENI nocivi alle piante sono spesso organismi in grado di moltiplicarsi in modo esplosivo e diffondersi con rapidità nei Paesi dove vengono accidentalmente introdotti, colonizzando, in breve tempo, porzioni molto ampie di territorio, con effetti devastanti sulle colture. 

Basti pensare, a titolo di esempio, che una sola coppia di Cocciniglie tartarughe, il piccolo insetto di origine Nord Americana che attacca i Pini domestici, sviluppando 4 generazioni, in un anno potrebbe moltiplicarsi così velocemente da raggiungere più di 31.000.000 di esemplari. 

L’arrivo in nuovi territori e la successiva diffusione di ALIENI in grado di compromettere le colture, qualora l’organismo dannoso sia capace di forti incrementi numerici ed elevate capacità di diffondersi, si possono configurare come vere e proprie INVASIONI BIOLOGICHE, fenomeno divenuto una costante del nostro tempo in relazione ai sempre più intensi e rapidi scambi commerciali e ai cambiamenti climatici, che hanno favorito l’acclimatazione di nuove specie,  anche provenienti da aree tropicali e subtropicali. 

Olivi disseccati a seguito dell’attacco di Xylella fastidiosa (Foto P.F. Roversi)

Ma le Invasioni biologiche non sono una caratteristica esclusiva delle specie aliene nocive alle piante, anche altri organismi possono causare seri problemi ecologici ed economici, aumentando in modo impressionante le loro popolazioni, basti pensare al tristemente noto Granchio blu, ormai ampiamente diffuso nelle aree marine, dove sta devastando le coltivazioni di molluschi. 

A questo si aggiunga che le stesse piante annoverano tra di esse Specie Aliene altamente invasive, come testimonia la rapida diffusione in tanti ambienti della Penisola e delle principali isole italiane – aree protette incluse – dell’Ailanto, pianta di origine asiatica ormai rinvenibile quasi ovunque. 

Ecco perché affrontare la problematica del controllo delle Specie Aliene è ormai diventata una priorità assoluta, se non si vuole assistere impotenti alla progressiva distruzione di quell’immenso patrimonio di prodotti dell’agricoltura e di preziosi ambienti naturali, che rendono unico nel pianeta il nostro Paese. 

Pio Federico Roversi
Direttore del CREA DC

Entomologo, ricercatore in difesa fitosanitaria delle piante

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