TESTATA GIORNALISTICA ONLINE DEL CREA, ISCRIZIONE N. 76/2020 AL REGISTRO STAMPA DEL TRIBUNALE DI ROMA DEL 29/7/2020

20 C
Roma
martedì, 25 Giugno 2024

CREA per l’Impresa /2: Innovazioni per la trasformazione alimentare

Della stessa Rubrica

Quali innovazione in termini di prodotto e processo possono rendere le piccole e medie imprese italiane sempre più competitive sui mercati, con un occhio attento alla sostenibilità ambientale? oCme la ricerca, in particolare quella del CREA Ingegneria e Trasformazioni agroalimentari, avvicina il mondo produttivo con quello imprenditoriale, lungo l’intera filiera? Scopriamolo insieme a Tiziana Cattaneo, dirigente di ricerca 

Il contesto 

Il tema della diffusione dell’innovazione verso le imprese e i territori rurali italiani è diventato nell’ultimo decennio una delle questioni più dibattute su ogni tavolo e in ogni evento che riguardi il settore agricolo. La conoscenza e l’innovazione sono importanti leve di competitività e sostenibilità. 

Ricordiamo che innovazione non è sinonimo solo di ricerca e, anche se in alcune situazioni il confine è labile e indefinito, essa viene intesa come la soluzione disponibile e matura per il superamento di eventuali difficoltà tecniche, economiche e sociali riscontrabili nelle attività produttive e nei territori. Naturalmente sia le problematiche emergenti che le soluzioni disponibili possono essere un importante punto di partenza per la ricerca per individuare risposte più efficaci o sviluppare ulteriori avanzamenti della conoscenza. 

il ruolo del CREA in progetti nazionali e regionali con il contributo del Centro Ingegneria e Trasformazioni agroalimentari   

In questo contesto il CREA ha lavorato e lavora per avvicinare sempre più le attività di ricerca alle esigenze del mondo produttivo, coinvolgendolo direttamente  attraverso l’attivazione di meccanismi di dialogo con il mondo imprenditoriale, mediante un tipo di “rapporto paritetico ricerca/produzione/trasformazione”. E’ anche importante sottolineare come il nostro settore agro-alimentare sia caratterizzato dalla presenza di piccole e medie imprese (PMI) per il 90% circa. 

L’ultimo quinquennio ha visto impegnato il CREA nella realizzazione di progetti dedicati a proporre non solo soluzioni per la produzione ma anche  innovazioni nella seconda parte della catena produttiva orto-frutticola con i seguenti obiettivi: 

  • valutare possibili soluzioni digitali anche per lo studio di processo/prodotto,  
  • favorire la riduzione degli scarti, introducendo innovazioni di prodotto,  
  • individuare soluzioni che possano ridurre i costi di produzione,  
  • sollecitare azioni per una sostenibilità ambientale, economica e sociale, 
  • impostare adeguate soluzioni di trasferimento della ricerca. 

Facciamo qui riferimento a tre progetti di particolare interesse per il settore: 

  1. Progetto AGRIDIGIT – sottoprogetto AGROFILIERE. Il sottoprogetto AgroFiliere, finanziato dal MASAF (DG – DSR4 – prot. 0036503, 20/12/2018, registrato il 18/01/2019), si occupa dello sviluppo e dell’applicazione di tecnologie digitali (elettroniche, meccatroniche, informatiche e telecomunicazioni) integrate per il rafforzamento sostenibile di produzioni di campo (macchine e sistemi digitali agricoli, di filiera (ortofloricola, frutticola e cerealicola) e per le trasformazioni agroalimentari. È coordinato dal CREA – Centro di ricerca Ingegneria e Trasformazioni agroalimentari.
  1. Progetto PRO.F.U.MO. Il progetto biennale PRO.F.U.MO. “Innovazione di PROdotto e di processo per la valorizzazione delle Filiere frUtticole di MOntagna”, finanziato dalla Regione Lombardia (PSR 2014–2020, op. 16.2.01) ha l’obiettivo di differenziare la produzione frutticola Valtellinese sviluppando prodotti innovativi a base di mela e di mirtillo, che possano contribuire a sostenere la redditività delle aziende di montagna. Nel progetto vengono valutate due cultivar di melo – la cv. “Bernina”, ticchiolatura-resistente ottenuta dal programma di Miglioramento genetico dell’Università di Bologna e la cv. “Red Moon” a polpa rossa – e una cultivar di mirtillo anch’essa di nuova introduzione, abbracciando tutta la filiera di produzione, dal campo alla tavola. Per ogni tipo di prodotto verranno valutati la qualità (sensoriale e commerciale) e la sicurezza alimentare. I nuovi prodotti trasformati, caratterizzati anche dal punto di vista nutraceutico (attività antiossidante, contenuto in composti fenolici), potranno facilmente trovare il proprio posto in un mercato sempre più attento al valore salutistico degli alimenti, contribuendo al sostegno della redditività delle aziende locali.
  1. Progetto FRUFRUN. Il progetto prevede la valorizzazione delle eccedenze di produzione frutticola dell’areale sabino attraverso la produzione di trasformati di frutta a base di farina di frutta ad alto contenuto nutrizionale ottenuta per mezzo di processi di essiccazione a basso consumo energetico. 

L’innovazione proposta, di prodotto e di processo, consiste quindi nello sviluppo di un processo produttivo, che a partire da un solo input di modesto valore commerciale e producendo un solo trasformato di base ad alto valore aggiunto e alta caratterizzazione nutrizionale, possa diversificarsi esclusivamente nelle fasi finali di rifinitura del prodotto. 

L’attività di sostegno a questo progetto pilota è finanziata dalla sottomisura 16.2.1 del PSR Lazio 2014-2020 nell’ambito del Regolamento (UE) n. 1305/2013 e ss.mm. e ii.

L’attività svolta in Agrofiliere, inerente le “Integrazioni digitali multiscala per le trasformazioni agroalimentari, svolta presso la sede CREA.IT di Milano e di Treviglio, ha permesso lo sviluppo di una piattaforma digitale per il controllo dei processi di disidratazione e alcuni miglioramenti sensoristici per l’implementazione degli impianti

Nel progetto PRO.F.U.MO è stata in particolare realizzata un’innovazione strumentale relativa al superamento del problema di essiccamento dei mirtilli, che presentano una buccia molto dura che non favorisce l’evaporazione dell’acqua contenuta nei frutti. I ricercatori CREA.IT, sede di Milano in collaborazione con il personale tecnico di Treviglio, hanno proposto quindi uno strumento per la foratura semi-automatica dei frutti. 

Il possibile recupero delle eccedenze frutticole dell’areale sabino ha visto, nel primo anno di progetto il recupero di esuberi di pesche e pere con produzione di prodotti innovativi, realizzati come farine base disidratate sempre dal gruppo di ricerca CREA.IT di Milano. 

Altre soluzioni sono in via di definizione e saranno disponibili tra dicembre 2024 e luglio 2025. 

Per ulteriori aggiornamenti, si ricordano i collegamenti ai social di Ente.  

Tiziana M.P. Cattaneo,
Dirigente di ricerca

Da 35 anni impegnata nella ricerca pubblica

#lafrase La creatività è contagiosa. Trasmettila (Albert Einstein)

Gli ultimi articoli