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giovedì, 26 Maggio 2022

Biodiversità animale: studi e prospettive per i bovini

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Biodiversità e nutrizione: un percorso comune verso la sicurezza alimentare e lo sviluppo sostenibile. I risultati del progetto MIQUALAT del CREA Zootecnia e Acquacoltura indicano come migliorare la qualità nutrizionale del latte bovino, contribuendo parallelamente al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Lo sforzo scientifico e gli investimenti nella ricerca e nella promozione della biodiversità animale costituiscono una efficace strategia per garantire un paniere alimentare diversificato, nutrizionalmente equilibrato, funzionale alla salute umana, che sia allo stesso tempo sostenibile dal punto di vista ambientale, accettabile da parte dei consumatori, socialmente equo per i produttori e resiliente ai cambiamenti climatici

Studiando la biodiversità animale è possibile ottenere un latte che contiene diverse quantità di molecole benefiche per la salute umana?

A questa domanda ha fornito risposta affermativa il progetto MIQUALAT – Miglioramento della qualità nutrizionale e dell’immagine salutistica del latte per i contenuti in molecole funzionali ad azione prebiotica e protettiva, finanziato dal Mipaaf, con il coordinamento del CREA con il suo Centro di ricerca Zootecnia e Acquacoltura (sedi di Monterotondo e Bella) e la partecipazione dell’Università della Tuscia, Dipartimento per l’innovazione nei sistemi biologici, agroalimentari e forestali (DIBAF).

Quale è stato il punto di partenza?

Il latte è un alimento che contiene elementi nutritivi importanti quali proteine, grassi, carboidrati, vitamine minerali e ha molteplici funzionalità fisiologiche. Ciò nonostante, la salubrità degli alimenti di origine animale è un argomento sempre più discusso e, ai giorni nostri, alcune nuove tendenze alimentari non solo invitano ad escludere latticini, carne e uova dalla dieta, ma talvolta li condannano, etichettandoli come nocivi per la salute umana. L’idea che viene trasmessa da alcuni media è quella di un alimento “negativo”, ricco di ormoni, antibiotici, con un rapporto grasso-proteine non “fisiologico”; in definitiva un alimento adatto al vitello, non all’uomo. Non sempre tali conclusioni sono supportate da basi scientifiche valide. A sua volta, il consumatore non possiede la formazione scientifica necessaria per poter analizzare oggettivamente tali notizie o per aggiornarsi sulle pubblicazioni del settore. Ad oggi, non c’è una vera evidenza che il consumo di latte vaccino possa rappresentare un rischio per la salute, ovviamente nelle dosi raccomandate dalle linee guida nazionali e internazionali; anzi, la letteratura più recente sembra sostenere il potenziale ruolo salutare del latte.

Fig. 1 – Mandria di bovini da latte presenti al CREA Centro Zootecnia e Acquacoltura di Monterotondo

Quale l’obiettivo principale del Progetto?

L’obiettivo del Progetto è stato quello di individuare bovini che producessero un latte “naturalmente arricchito” in composti prebiotici bioattivi e principi protettivi per migliorare la percezione positiva dei consumatori e stimolare la ripresa del consumo di latte. È stato quindi caratterizzato il latte di 4 razze per la presenza di molecole funzionali con effetti benefici sulla salute umana (oligosaccaridi, antiossidanti, acidi sialici, acidi grassi). Contestualmente, è stata analizzata la componente genetica degli animali ed è stata valutata la sua possibile associazione con le caratteristiche del latte. L’identificazione di loci genici con effetto sui caratteri desiderati nel latte rende, infatti, possibile una valutazione più precisa del valore genetico degli animali da selezionare per le generazioni future. Il miglioramento genetico animale è un settore di straordinaria importanza, dal momento che consente di ottenere un lento, ma continuo miglioramento nelle performance produttive e/o funzionali negli animali in produzione zootecnica.

Fig. 2 – Manze meticce, risultato dell’incrocio Pezzata Rossa e Frisona, CREA Centro Zootecnia e Acquacoltura

Come è stato organizzato il Progetto e quali sono i principali risultati?

Il disegno sperimentale ha previsto il campionamento di latte (2 momenti della lattazione) sia nelle razze Frisona, Pezzata Rossa e loro incrocio (meticci) allevate in un sistema intensivo presso il CREA-Zootecnia e Acquacoltura di Monterotondo, sia nella razza Podolica, allevata al pascolo nel sud Italia.

I risultati delle analisi sul latte hanno dimostrato che esiste una notevole biodiversità sia nella tipologia che nel contenuto delle molecole funzionali tra le razze bovine studiate. In particolare, si è osservato come la razza Podolica produca un latte con un contenuto maggiore di queste molecole.

Per le caratterizzazioni genetiche degli animali sono state utilizzate tecniche ad alto rendimento (“hightroughput”) sia a livello del genoma (SNP array) che dei geni espressi (sequenziamento di tutto l’RNA). Sono stati individuati segnali genici e varianti associati con la biosintesi delle molecole funzionali. Anche se i risultati sono stati ottenuti su di un numero limitato di animali, la biodiversità identificata ai diversi livelli potrà essere utilizzata al fine di ottenere un miglioramento della gamma di prodotti in sintonia con le esigenze dei consumatori.

Fig. 3 – Vacca Podolica con vitello, CREA Centro Zootecnia e Acquacoltura

Quali sono i benefici per i produttori?

Nel Progetto sono state studiate sia la razza Frisona che la Pezzata Rossa, razze già utilizzate per la produzione di latte. Gli animali meticci, risultato dell’incrocio tra queste due razze, producono un latte con caratteristiche quanti/qualitative intermedie rispetto alle due razze parentali, oltre a mostrare caratteri funzionali (riproduttivi, resistenza alle malattie) migliorativi rispetto alle razze parentali.

La Podolica è una razza autoctona (originaria dei territori in cui vive) dalle grandi capacità adattative; essa unisce alla grande rusticità e frugalità, la spiccata attitudine materna. Ha delle basse produzioni di latte, non confrontabili con quelle delle razze ad alta specializzazione, e il latte non viene utilizzato per il consumo diretto, ma è interamente trasformato nel prodotto locale di eccellenza, “il cacio cavallo”.

Al di là dei diversi fattori che possono influire sulla quantità e qualità del latte prodotto (fisiologici ed ambientali), acquista sempre maggiore importanza e interesse la valorizzazione delle caratteristiche nutraceutiche del latte, per le quali l’attenzione alle razze autoctone riveste ulteriore significato. In esse, infatti, è possibile identificare alleli capaci di contribuire in maniera determinante al miglioramento, o per lo meno allo studio, di tali caratteri nelle razze a maggiore diffusione.

I direttori delle associazioni di razza Frisona, Pezzata Rossa e Podolica, presenti al convegno finale del progetto, si sono dimostrati molto interessati alle indicazioni derivanti da MIQUALAT e ai risultati ottenuti.

Fig. 3 – Mungitura manuale nella razza Podolica, CREACentro Zootecnia e Acquacoltura

Quali ricadute per i consumatori e l’ambiente?

La valorizzazione delle caratteristiche qualitative del latte di diverse razze bovine è importante ai fini del mantenimento della biodiversità ed i risultati ottenuti sia nella mandria sperimentale del CREA che nella razza rustica locale non sono un traguardo, ma il punto di partenza per ulteriori studi.

È importante che i risultati ottenuti dalla ricerca scientifica raggiungano e vengano apprezzati dai consumatori per creare una maggiore consapevolezza delle qualità del latte naturalmente arricchito di sostanze nutraceutiche benefiche per la salute umana. A tal fine, nel corso del Progetto sono state effettuate interviste pubblicate online su riviste indirizzate al pubblico generico (Dolcesalato, Agronotizie, Repubblica, Ruminantia) ed è stato pubblicato un video sul canale CREAtube nell’ambito del format giornalistico “CREA BREAK”. Nel corso della manifestazione annuale “La Notte europea dei Ricercatori” è stato possibile seguire in streaming sul canale di Frascati Scienza un intervento recante, in modalità semplice e intuitiva, le tematiche del Progetto e i risultati raggiunti.

Questi ultimi rispondono a 3 dei 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (Sustanaible Development Goals, SDGs) dell’Agenda 2030, in linea con le dimensioni economica, sociale e ambientale dello sviluppo sostenibile. Proponendo un latte “naturalmente arricchito” di componenti salutari si risponde al SDG3 (Salute e Benessere) in un’ottica “ONE HEALTH”: la salute umana e la salute degli animali sono interdipendenti e legate alla salute degli ecosistemi che li ospitano. La biodiversità animale si collega al SDG15 (La vita sulla Terra) e questo obiettivo, a sua volta, si interconnette con il goal SDG13 (Agire sul clima), perché il mantenimento della biodiversità è importante, anche al fine della mitigazione e dell’adattamento ai cambiamenti climatici.

I due tipi di allevamento proposti entro MIQUALAT rispondono in modo diverso al concetto di sostenibilità, poiché un allevamento estensivo, come quello della Podolica, è meno impattante sull’ambiente e rientra in un concetto di “agrobiodiversità”. Quest’ultima rappresenta l’insieme di tutte le componenti della diversità biologica importanti per un ecosistema agricolo, tra le quali le varietà delle specie vegetali coltivate, le razze delle specie animali di interesse zootecnico allevate, le specie di insetti (per es., api, baco da seta) e microrganismi (per es., lieviti, batteri, micorrize) presenti. Inoltre, la valorizzazione della razza Podolica è importante per le zone rurali, considerando sia l’aspetto economico che sociale: il formaggio “cacio cavallo” è un prodotto di nicchia per il quale il consumatore è disposto a pagare un prezzo aggiuntivo. Inoltre, gli allevamenti di Podolica si trovano in zone collinari del Sud Italia, in paesi con pochi abitanti, e quindi possono offrire occasioni di lavoro e contribuire all’economia di questi “paesini”.

Concludiamo con le parole chiave che contraddistinguono il Progetto.

Biodiversità; salute umana; salute animale; salute dell’ambiente; sostenibilità economica e sociale.


Alessandra Crisà
Ricercatore CREA-Zootecnia e Acquacoltura, sede di Monterotondo (RM)

Le sue attività riguardano principalmente l’applicazione di metodiche di biologia molecolare, genetica, genomica, trascrittomica, bioinformatica per studi di biodiversità, e dei caratteri produttivi e funzionali ai fini del miglioramento genetico in diverse specie di animali domestici.

#lafrase Non smetterò di meravigliarmi dei meccanismi molecolari che regolano il funzionamento di ogni singola cellula.

Cinzia Marchitelli
Ricercatore CREA-Zootecnia e Acquacoltura, sede di Monterotondo (RM)

Le sue tematiche di ricerca si sviluppano nel campo del miglioramento genetico degli animali di interesse zootecnico. In particolare, la sua principale esperienza consiste nella applicazione delle scienze “OMICHE” allo studio del genoma animale per comprendere la rete di geni che regolano i numerosi fenotipi delle produzioni animali d’interesse economico e per studiare la biodiversità animale.

#lafrase “βίος (bíos): vita. Sono biologa fin da bambina, perché ho avuto sempre interesse a capire i fenomeni della natura e le leggi che li governano, e a studiare gli esseri viventi. La perfezione della natura mi lascia a bocca aperta.

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