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lunedì, 26 Febbraio 2024

Verde urbano e siccità/2: dalla ricerca i giardini “salva acqua”   

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E’ possibile realizzare un giardino bello che richieda poca acqua ed ancor meno manutenzione? E con quali piante? Come utilizzare cactus e succulente  solo dal punto di vista ornamentale? Cosa si intende per  Xeriscaping?  Cosa sta facendo la ricerca in questa direzione?  Scopriamo le attività del CREA Orticoltura e Florovivaismo per assicurare paesaggi e spazi verdi in grado di minimizzare i consumi di acqua. 

Il paesaggio asciutto: lo Xeriscaping 

Con Xeriscaping, “paesaggio asciutto”, termine coniato nel 1981 dalla Denver Water in Colorado, si definisce una pratica finalizzata alla creazione di paesaggi e spazi verdi, minimizzando i consumi di acqua, in altre parole preservando le risorse idriche da sprechi. Al riguardo vengono scelte piante che si adeguano meglio al clima locale o originarie dello stesso o altrimenti che abbiano elevate capacità di riserva idrica; al contempo, gli strati del terreno vengono sistemati in modo da evitare perdite di acqua per filtrazione, evaporazione, dilatazione ed erosione.  

Sia i cactus che le succulente, anche se spesso provenienti da altri continenti, sono piante fondamentali nello Xeriscaping, perché si integrano in qualsiasi paesaggio e offrono la stessa varietà di forme, trame e colori delle piante che richiedono acqua. I giardini così progettati, guadagneranno in bellezza, perché le piante resistenti alla siccità affrontano bene le estati secche e, se scelte con criterio, fanno bella mostra di sé tanto in estate quanto in inverno, rimanendo decorative senza richiedere costanti attenzioni. Negli ambienti dove si fa sovente riferimento al cosiddetto “Mediterranean gardening”, una delle principali strategie adottate è proprio l’idonea scelta della specie vegetali: le piante succulente e Cactaceae, proprio per la loro capacità di sopravvivere in contesti ostili sotto il profilo idrico, rappresentano spesso una scelta obbligata.  Come si può creare il verde dove l’acqua viene a mancare e come si riesce a non sacrificare la bellezza del giardino al risparmio idrico? Contrariamente all’immagine comune del paesaggio “salva acqua” come distesa polverosa di rocce e ciottoli disseminata di cactus, vengono inserite, oltre a quest’ultime, anche piante di tipo succulento con fiori spesso profumati, a sua volta resistenti alla siccità e anche molto decorative. In entrambi i casi sia i cactus che le piante succulente si integrano in qualsiasi paesaggio ed offrono la stessa varietà di forme, trame e colori delle piante che richiedono acqua.  

Tali giardini, pertanto, guadagneranno in bellezza, perché le piante resistenti  alla siccità affrontano bene le estati secche, e, se scelte con criterio, fanno bella mostra di sé tanto in estate che in primavera, rimanendo decorative senza richiedere costanti attenzioni. I vantaggi dall’uso di queste piante sono: minori spese idriche, più acqua disponibile per altri usi e per le persone, meno tempo e lavoro necessario per il mantenimento, minori input energetici per la loro gestione, assenza d’uso di prodotti fitosanitari per la loro difesa, grandi capacità di assorbimento di anidride carbonica, in molti casi elevata produzione di fiori e frutti eduli. Cactus e  succulente inoltre, sono molto importanti per gli insetti pronubi, in quanto forniscono con le loro fioriture, polline e nettare anche in periodi dell’anno, in cui le altre specie vegetali sono a riposo, garantendo riserve alimentari per le nuove colonie. 

Le piante Xeriscape per eccellenza: le cactacee e le succulente 

Le specie vegetali che per eccellenza sono definite Xeriscape, ovvero Cactaceae e succulente, sono piante che, per la straordinaria varietà di forme, di dimensioni e di fioriture e per la grande adattabilità a contesti pedoclimatici subottimali, sono spesso protagoniste degli spazi a verde, soprattutto di quelli di ambienti siccitosi, dove, in rapporto al particolare andamento delle precipitazioni, il risparmio idrico diventa obiettivo fondamentale della realizzazione di parchi e giardini. Uno dei principali punti critici per l’utilizzazione di queste piante sono, accanto all’eccessiva umidità del substrato soprattutto nel corso della stagione fredda, le basse temperature invernali. Gli effetti del cambiamento climatico però, stanno determinando un aumento delle temperature medie stagionali e una riduzione sensibile delle piogge, di conseguenza le condizioni sono diventate favorevoli per la presenza di queste specie, alcune delle quali (fico d’india, agave) sono ormai naturalizzate. Sono numerosi gli spazi a verde nel meridione e nelle zone costiere, in cui queste piante vengono utilizzate per realizzare giardini rocciosi, composizioni varie, bordure, aiuole riproducendo paesaggi esotici senza particolari accostamenti con altre piante ornamentali oppure combinati con il paesaggio ed altre piante di diverse altezze e dimensioni creando ambientazioni molto suggestive. Le piante succulente più utilizzate nei giardini “salva acqua” sono piuttosto eterogenee e comprendono numerose specie xerofite appartenenti a diverse famiglie botaniche, quali: Crassulaceae, Liliaceae, Amaryllidaceae, Portulacaceae, Compositae, Euphorbiaceae, Vitaceae. La famiglia tipo che, però, comprende il maggior numero di generi utilizzati, specie e varietà di succulente è sicuramente quella delle Cactaceae, seguita, per numero di specie, da Mesembryanthemaceae ed Asclepiadaceae. 

Altri utilizzi dei cactus e succulente 

In molte parti del mondo in particolare nelle aree decisamente inospitali, che costituiscono l’habitat della maggioranza delle Cactaceae e succulente, parecchie di esse vengono utilizzate localmente per usi alimentari, medicinali e per la costruzione di utensili e strutture. Nelle aree dove mancano gli alberi, e, quindi, il legno, si fa ricorso spesso ai fusti disseccati di Cereus, per sostituire tavoli e tronchi, per la costruzione di capanne o di ripari; e dove manca l’erba, le pale di Opuntia liberate dai glochidi (piccole spine) sono usate come foraggio. D’altronde quelle molto giovani, i cui glochidi sono facilmente raschiati via, le cosiddette “nopalitos”, in Messico vengono mangiate fritte e in Texas bollite.

Tutti conoscono i frutti dell’ Opuntia ficus indica, i fichi d’india, dato che l’Italia meridionale, e in particolare la Sicilia, è una forte produttrice dei frutti di questa pianta, così ben naturalizzata da permettere spesso perfino l’esportazione. Parecchie altre specie di Opuntia, fra le quali Opuntia tuna, Opuntia streptacantha e Opuntia cardona sono spesso coltivate allo stesso scopo. Nei luoghi di origine i nativi mangiano regolarmente i frutti di diversi Cereus, quelli di Hylocereus undatus (Pitaya), e le bacche bluastre di Myrtillocactus geometrizans sono vendute nei mercati messicani con il nome di “garambullos”. Ottimi sono considerati inoltre i frutti del grande saguaro, Carnegia gigantea, raccolti a un’altezza che può superare i 10 mt.

Alcune specie di Echinocereus sono chiamate con il nome di “strawberry cactus” (cactus-fragola) dato che i frutti, d’altronde carnosi in tutto il genere, sono commestibili. Essi sono spinosi, ma le spine divengono molli quando il frutto matura ed è facile toglierle. Guardando l’apparato spinoso degli Echinocactus, nessuno si aspetterebbe che questa pianta possa avere qualche utilità e invece sotto il rivestimento di aculei, si nasconde una polpa dolciastra e acquosa, che ricorda vagamente il sapore del cocomero o anguria, con la quale vengono fatte delle conserve che prendono il nome di “dulces de viznaga”.

Dal sapore particolare sono invece i frutticini di Mammillaria prolifera che vengono prodotti in grandi quantità in estate sulle piante, fino a creare dei cerchi rossi nelle aree apicali, di particolare carattere ornamentale. Famosi sono gli usi di Agave tequilana per la produzione di liquori come la tequila, dell’Agave angustiliana per il mezcal e della A. salmiana per il pulque. Importanti sono gli usi di Aloe barbadensis e Aloe Arborescens e di Plumeria frangipani, per le applicazioni medicinali e cosmetiche. In molti paesi si consumano in insalate le foglie e i fiori di Carpobrotus edulis e Portulaca oleracea, che sono un’importante fonte di acqua, sali minerali e vitamine per molte popolazioni africane.

Di particolare interesse sono attualmente gli studi legati a Rhodiola rosea e a Kalanchoe daigremontiana, che assunte sotto forma di compresse o consumando direttamente le foglie, possono svolgere azione di prevenzione nei confronti delle infiammazioni e nello sviluppo di forme tumorali. 

Cosa fa la ricerca 

Oggi la Ricerca su cactus e succulente, condotta in Italia soprattutto nelle serre e nei laboratori del CREA Orticoltura e Florovivaismo di Pescia (PT), è in grado di fornire agli operatori del verde urbano, informazioni sulle caratteristiche botaniche, fisiologiche ed estetiche di questa tipologia di piante (sviluppo vegetativo, colori e durata delle fioriture, resistenza alle patologie e agli stress idrici e termici, terreni e substrati più adatti alla loro crescita). Grazie a queste indicazioni sarà più semplice, quindi, la scelta delle specie più adatte alla realizzazione di aree verdi, in cui le piante richiedano un minimo di cure colturali, di acqua e di energia e, al contempo, svolgano tutte le funzioni richieste loro. Molto importanti sono, inoltre, gli studi dei consorzi microbici, legati a queste piante, che vivono in condizioni di stress termico e idrico estreme.

Microrganismi che potrebbero essere selezionati dalle radici, valutati in laboratorio, moltiplicati e utilizzati su piante “nostrane”, per aumentarne la resistenza a vari stress di tipo biotico e abiotico. Numerose sono, infine, le ricerche legate all’estrazione dalle piante succulente di sostanze – come i  metaboliti secondari – ad uso medicinale e cosmetico e l’introduzione di innovazioni vegetali legate al mondo “spinoso”, dalle forme a volte stranissime e dalle colorazioni fiorali intense, importantissimi aspetti quando al cliente si vuole fornire qualità estetica associata a bassa manutenzione.   

Domenico Prisa 
Ricercatore CREA – Orticoltura e Florovivaismo

Si occupa dello studio e della protezione mondiale di cactus e succulente come membro dello IUCN SSC (Cactus and Succulent Plant Specialist Group)e della British Cactus and Succulent Society,  

ricerca e applicazione di microrganismi e biofertilizzanti in agricoltura, coltivazione delle piante con metodi sostenibili e a basso impatto ambientale, studio di piante e metodiche legate allo Xeroscaping

#lafrase I fiori tra le spine, colori e profumi di realtà divine (cit. Prisa)

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