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domenica, 31 Maggio 2026

TEA di contorno

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Dalle melanzane senza semi ai pomodori che resistono ai parassiti, fino agli agrumi arricchiti di antiossidanti, il CREA guida l’avanguardia dell’agricoltura italiana con le Tecnologie di Evoluzione Assistita (TEA). Grazie al progetto TEA4IT, sostenuto con 10 milioni di euro dal Masaf, la ricerca accelera verso colture più resilienti ai cambiamenti climatici, resistenti alle malattie e invitanti per i consumatori, senza modificare l’identità genetica delle varietà italiane. 

Il CREA è oggi tra i protagonisti nello sviluppo e utilizzo delle New Genomic Techniques (NGT), ribattezzate in Italia con il termine di Tecnologie di Evoluzione Assistita (TEA). Si tratta di strumenti innovativi -come genome editing e cisgenesi – che permettono di migliorare le piante in modo mirato, intervenendo su specifici caratteri, senza alterarne l’identità genetica. In questo modo è possibile ottenere varietà più resistenti alle malattie, meglio adattate ai cambiamenti climatici, migliorate dal punto di vista qualitativo, mantenendo un forte legame con le tradizioni e i territori di origine. 

TEA4IT: le nuove biotecnologie per l’agricoltura del futuro 

Dopo il progetto BIOTECH, primo grande programma nazionale dedicato alle biotecnologie vegetali innovative, nasce TEA4IT, iniziativa da 10 milioni di euro promossa dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. Il CREA è stato individuato come punto di riferimento nazionale per le biotecnologie agrarie e coordina una rete che coinvolge Università ed Enti di ricerca pubblici e privati con l’obiettivo di portare in campo le piante ottenute con le TEA. 

BIOTECH, avviato nel 2018, ha rappresentato il ritorno dell’Italia in questo settore dopo oltre vent’anni. Il progetto si è focalizzato sulle principali filiere del Made in Italy: cereali, orticole, vite, agrumi e specie arboree. Attraverso genome editing e cisgenesi sono state sviluppate piante più resistenti a siccità, salinità e malattie fungine, con l’obiettivo di ridurre l’uso di fitofarmaci e incrementare sostenibilità e qualità delle produzioni. Tra i risultati ottenuti figurano pomodori più tolleranti agli stress, basilico resistente alla peronospora e viti più resistenti a oidio e peronospora. La ricerca ha, inoltre, lavorato su caratteristiche richieste dal mercato, come frutti e ortaggi di maggiore qualità e conservabilità. BIOTECH ha dimostrato che l’Italia possiede competenze scientifiche di alto livello. 

TEA4IT raccoglie questa eredità e punta alla sperimentazione in campo delle nuove varietà. Il progetto è articolato in quattro aree principali: TEA4IT-SOL dedicato a pomodoro e melanzana, TEA4IT-CER per cereali come riso, frumento e orzo, TEA4IT-TREE per vite, agrumi, melo, kiwi e pioppo, e TEA4IT-FUND dedicato alla ricerca di base. La sperimentazione in campo rappresenta un passaggio essenziale: permette, infatti, di verificare in condizioni reali l’efficacia delle innovazioni osservate in laboratorio. Le prove saranno realizzate nelle aziende CREA distribuite sul territorio nazionale. Un aspetto centrale di TEA4IT-FUND riguarda l’identificazione dei geni coinvolti in caratteri complessi come resa, qualità e tolleranza agli stress. La conoscenza genetica è infatti indispensabile per applicare in modo efficace le TEA. Il progetto lavora, inoltre, sul superamento della “recalcitranza” di alcune specie, cioè la difficoltà di rigenerare nuove piante in vitroutilizzando approcci innovativi orientati alla produzione di piante prive di DNA estraneo. 

Tra le colture protagoniste c’è la melanzana. Grazie alle attività di BIOTECH sono state sviluppate linee innovative di melanzana lunga nera prive o quasi di semi e con polpa che non imbrunisce dopo il taglio, caratteristiche molto apprezzate sia dai consumatori sia dall’industria di trasformazione. In TEA4IT-SOL queste linee saranno valutate in campo per verificarne crescita, resa e comportamento agronomico. Parallelamente si lavora a nuove varietà tolleranti a siccità e salinità, più vigorose o prive di peli, così da facilitare coltivazione e raccolta. 

Le piante parassite dei generi Orobanche e Phelipanche stanno causando gravi danni alle colture di pomodoro in Italia. Nel progetto TEA4IT SOL sono state sviluppate linee di pomodoro ottenute tramite genome editing per ridurre gli strigolattoni, molecole che favoriscono la germinazione dei parassiti. I primi risultati mostrano minori infestazioni mantenendo rese produttive simili alle varietà tradizionali. 

Anche gli agrumi rappresentano un settore strategico. Nel progetto CITRUS Biotech l’obiettivo principale è stato l’arricchimento in composti antiossidanti. Attraverso l’uso del gene Ruby è stata trasferita la colorazione rossa delle antocianine in agrumi contenenti licopene. Altri interventi hanno riguardato la produzione di piante DNA-free e la modifica dei processi che regolano la sintesi di beta-carotene. Le nuove linee saranno ora testate in campo all’interno di TEA4IT-TREE. La ricerca di base punta, inoltre, a ottenere frutti senza semi, con minore contenuto di furanocumarine (sostanze naturali che possono rendere la pelle più sensibile alla luce solare), e dal portamento più adatto per produrre agrumi più attrattivi. La massima ambizione è rendere vite e agrumi tra le colture modello per le innovazioni biotecnologiche. 

Nel settore dell’uva da tavola, uno dei comparti di punta dell’export italiano, le TEA offrono strumenti per sviluppare varietà senza semi, più resistenti alle malattie e con migliore conservabilità. TEA4IT-TREE lavora direttamente su cultivar di alto valore commerciale per migliorarne resistenza e qualità senza alterarne l’identità varietale. Parallelamente, TEA4IT-FUND studia nuovi geni coinvolti nella shelf-life e nella conservazione post-raccolta, oltre a tecniche per rendere più efficiente il miglioramento genetico della vite. 

Con TEA4IT, l’Italia punta dunque a costruire un’agricoltura più sostenibile, resiliente e competitiva, capace di coniugare innovazione scientifica, qualità delle produzioni e tutela del Made in Italy, anche in termini di proprietà intellettuale generata, in attesa che l’Europa adotti un quadro normativo chiaro. 

Concetta Licciardello, Primo ricercatore, CREA Centro di ricerca Olivicoltura Frutticoltura Agrumicoltura

Laureata in Scienze Biologiche, con un Dottorato in Biotecnologie vegetali e una Specializzazione in Biochimica Clinica. Lavora al CREA dal 2003 e si occupa di genetica, biologia molecolare e biotecnologie applicate allo studio della variabilità, del miglioramento della qualità dei frutti e della resistenza/tolleranza ai principali stress biotici e abiotici

#lafrase: Con gli occhi bassi, rivolti verso quella terra da cui proveniamo e che tanto ci dona

Maria Francesca Cardone Ricercatrice presso il CREA Centro di ricerca Viticoltura ed Enologia

Il filo conduttore della sua attività è lo studio dei genomi e della loro evoluzione e plasticità. Da più di dieci anni studia il genoma della vite per capire quali sono i geni responsabili dei caratteri di interesse per il miglioramento genetico. E’ autrice di più di 80 lavori scientifici di cui 50 su riviste internazionali indicizzate. H-index: 21

#lafrase In natura non esistono due esseri viventi identici e la ragione di questa diversità è nel DNA. Perciò è studiando la diversità genetica che possiamo capire il perché di ciò che vediamo e migliorarlo

Laura Toppino
Primo Ricercatore CREA Centro Genomica e Bioinformatica

Svolge la sua attività di ricerca nel campo del miglioramento genetico delle specie orticole e principalmente di melanzana, mediante la complementazione di metodologie classiche con tecniche biotecnologiche avanzate per introdurre caratteri innovativi nel pool genetico e nel panorama varietale delle specie oggetto di studio al fine di ottenere risultati trasferibili alla realtà produttiva.

#lafrase Chi conosce tutte le risposte, non si è fatto tutte le domande (Confucio)

Alessandro Nicolia
Ricercatore CREA Centro di ricerca Orticoltura e Florovivaismo

L’attività di ricerca è da sempre stata focalizzata sull’utilizzo delle tecniche di ingegneria genetica nelle specie agrarie, ed in particolar modo, dal 2012 in poi, sul genome editing in pomodoro e altre Solanaceae.

#lafrase Utilizzare le biotecnologie nel miglioramento genetico delle piante è naturale tanto quanto lo è respirare per noi esseri umani

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