Dalla sinergia tra ricerca scientifica, quella del CREA, e mondo produttivo, Italia Ortofrutta, può nascere un nuovo modello di sostenibilità per l’ortofrutta italiana? L’abbiamo chiesto a Vincenzo Falconi, direttore di Italia Ortofrutta e ideatore “Generazione Ortofrutta”, il progetto, presentato nell’ultima edizione di Macfrut, che, in collaborazione con OP, CREA e Masaf, punta sull’approccio sostenibile come leva strategica per creare valore aggiunto e rafforzare la competitività del comparto.
La sostenibilità come scelta concreta per il settore ortofrutticolo e ponte ideale tra produttore e consumatore: una opzione da percorrere fino in fondo, grazie a parametri scientifici rigorosi e ad una certificazione riconoscibile. Questa, in breve, l’idea alla base di “Generazione Ortofrutta”, l’innovativo progetto ideato da Vincenzo Falconi, direttore di Italia Ortofrutta, l’organizzazione che rappresenta oltre il 40% della produzione ortofrutticola italiana.
Cosa è la sostenibilità per Italia Ortofrutta?
“Per noi la sostenibilità è un modo di intendere la produzione ortofrutticola a 360 gradi, tenendo insieme la dimensione ambientale, quella sociale ed economica. L’agricoltore non è soltanto un produttore di cibo, è anche un custode del territorio, del paesaggio e delle risorse naturali e questo ruolo ci chiama in causa direttamente. Come sistema delle Organizzazioni di Produttori crediamo che questo approccio debba diventare sempre più concreto, misurabile e condiviso. Per questo abbiamo lavorato alla costruzione di uno standard, che permetta di trasformare principi e buone pratiche in parametri chiari e verificabili.”
Perché essere sostenibili fa bene all’impresa?
“Molte delle pratiche che definiamo sostenibili aiutano anche le imprese a migliorare l’organizzazione produttiva. Penso all’efficientamento energetico, alla gestione dell’acqua, all’innovazione tecnologica che serve per affrontare in generale il cambiamento climatico. C’è poi un tema di mercato. I consumatori sono sempre più sensibili all’argomento sostenibilità e ne fanno un criterio di scelta sullo scaffale. Le imprese che riescono a dimostrare in modo credibile il proprio impegno hanno maggiori possibilità di differenziarsi e di costruire valore aggiunto. E c’è anche un elemento strategico. Oggi molte opportunità di investimento e di sviluppo passano attraverso la capacità di presentare progettualità strutturate e coerenti con gli obiettivi di sostenibilità. Questo vale per i contratti di filiera, per l’accesso ai fondi e più in generale per la competitività futura delle imprese agricole. Per questo diciamo spesso che la sostenibilità non è un costo aggiuntivo o un accessorio: è una leva di crescita.”
Ci parli di Generazione Ortofrutta
“Generazione Ortofrutta nasce dall’idea di costruire uno standard di sostenibilità specifico per il settore ortofrutticolo italiano, capace di mettere insieme il lavoro delle Organizzazioni di Produttori, il contributo scientifico del CREA e il supporto istituzionale del MASAF. Il progetto è stato presentato al Macfrut 2026 e fin dall’inizio abbiamo percepito grande interesse da parte del settore, perché rappresenta un percorso nuovo per l’ortofrutta italiana. L’obiettivo del gruppo di lavoro, in cui il CREA ha un ruolo molto importante, è definire parametri scientifici e indicatori misurabili inerenti tutte le fasi produttive, dal campo al magazzino, e arrivare a una certificazione riconoscibile in grado di valorizzare il lavoro fatto dalle OP agli occhi del consumatore finale. Uno degli aspetti più importanti è proprio il metodo con cui il progetto è stato costruito. È un percorso condiviso tra mondo produttivo, scientifico e istituzionale. Crediamo che questa collaborazione sia la vera forza dell’iniziativa. Generazione Ortofrutta è anche un progetto che punta a rafforzare il sistema organizzato e la capacità delle OP di fare aggregazione e massa critica. Allo stesso tempo vogliamo rendere più chiaro e comprensibile anche nei confronti della GDO il valore di una produzione sostenibile, attraverso una certificazione unica e riconoscibile. Siamo solo all’inizio di un percorso che avrà molte tappe, ma crediamo che ci siano tutte le condizioni per costruire uno strumento utile e credibile per il futuro del settore ortofrutticolo italiano.”
Chi è


Giornalista pubblicista e componente dell’Ufficio Stampa CREA
Svolge attività di branding, media relations, implementazione ed aggiornamento contenuti dell’area stampa del sito CREA, pianificazione eventi, rassegna stampa press e audio-video; news e comunicati stampa su seminari, convegni, eventi, studi e attività scientifiche dell’ente.



