TESTATA GIORNALISTICA ONLINE DEL CREA, ISCRIZIONE N. 76/2020 AL REGISTRO STAMPA DEL TRIBUNALE DI ROMA DEL 29/7/2020

20 C
Roma
martedì, 25 Giugno 2024

Industria alimentare tra tradizione e modernità 

Della stessa Rubrica

Come sono cambiati i macchinari per trasformazione agroalimentare? In che modo le tecnologie di ultima generazione contribuiscono alla qualità e alla sicurezza del cibo, oltre che alla competitività del nostro Made in Italy? Scopriamo insieme le ricerche del CREA Ingegneria e Trasformazioni Agroalimentari

Piccolo può anche essere bello

Il settore agro-alimentare si trova oggi ad affrontare l’impegnativo compito di dover conciliare la richiesta di maggior produzione con l’esigenza di gestire in maniera sostenibile le risorse umane e di preservare l’ambiente. 

Le aziende di grandi dimensioni possono materialmente e finanziariamente adeguarsi alle condizioni dettate dal mercato globale, ma le realtà produttive medio-piccole si trovano in una situazione molto più critica. Per queste ultime, una delle prospettive più interessanti consiste nell’accedere e dedicarsi a mercati alternativi, cosiddetti “di nicchia”. Si è soliti assegnare a questo termine un significato marginale, quando invece nei mercati “di nicchia” sono collocati anche prodotti di elevata qualità, di alto valore aggiunto e redditività. Quindi, seppur di piccole dimensioni, queste realtà possono costituire un mercato complessivamente in grado di fornire grandi numeri. È prevedibile che, in un periodo non lungo, , faranno riferimento a questi mercati numerose imprese medio-piccole (PMI, Piccole e Medie Imprese) 

Una posizione di rilievo occupano gli aspetti di controllo e monitoraggio dei requisiti di sicurezza igienica, che debbono ovviamente essere soddisfatti, anche da produzioni “di nicchia”. In questo caso la notevole variabilità delle materie prime, che deve essere considerata come una ricchezza in termini di biodiversità, comporta però una maggiore variabilità delle caratteristiche igienico-sanitarie e di stabilità dei prodotti ottenuti. La gestione dei pericoli microbiologici rende necessaria l’adozione di sistemi tecnologicamente flessibili per il loro contenimento e per il controllo del rischio

Il dibattito sulla riduzione dell’utilizzo di fonti energetiche tradizionali e non rinnovabili, sulla riduzione o l’azzeramento dell’emissione di inquinanti, è tutt’ora aperto su scala planetaria, ma tuttavia è possibile individuare alcune linee di tendenza. 

Le soluzioni impiantistiche che si possono adottare sono numerose, e possono essere adattate con facilità alle necessità specifiche delle singole realtà. Questa flessibilità è utile per consentire anche un’efficace integrazione con impianti già esistenti e permettere la scelta della combinazione più vantaggiosa per il raggiungimento degli obiettivi prefissati. La crescita e la diffusione di una “coscienza alimentare” rispettosa della nostra cultura, insieme alla possibilità di scegliere e consumare alimenti, che rispettino l’ambiente anche sotto il profilo delle energie impiegate per produrli, hanno dato un’ulteriore spinta positiva in questo senso. 

Possibili soluzioni 

La valutazione delle caratteristiche strutturali dell’industria alimentare italiana porta a ritenere che una strada percorribile per l’abbattimento dei costi alla produzione, l’incremento della produttività e della competitività, nel rispetto dell’ambiente, sia la definizione di macchine per la trasformazione dei prodotti agroalimentari con spiccate doti di miniaturizzazione, semplificazione del funzionamento, ridotto consumo energetico e/o funzionamento con fonti energetiche rinnovabili. 

Tali impianti ad oggi sono dotati di dispositivi per la sicurezza degli operatori e di sensoristica digitale per la standardizzazione e il controllo a distanza dei processi di trasformazione.  

In questo quadro rientra anche la possibilità di impiego di attrezzature mobili, in particolare per servizi in aree disagiate. La stesura di manuali operativi in grado di fornire agli operatori le informazioni di base e la terminologia corretta in materia di modalità produttive, di trasformazione, di stabilità e sicurezza delle produzioni è un altro punto di fondamentale importanza. 

In questo contesto, la ricerca in agricoltura riesce a supportare adeguatamente la domanda dell’industria ed è in grado di fornire e trasferire risultati utili al rilancio della competitività del settore, nel rispetto della tradizione, seppur con occhio vigile agli sviluppi dell’innovazione. 

La ricerca CREA per la valorizzazione delle risorse frutticole e delle eccedenze in un’ottica sostenibile 

La collaborazione tra ricerca pubblica e industria privata è uno degli elementi chiave per assicurare il trasferimento delle conoscenze alle realtà delle PMI italiane. I bandi nell’ambito dei Programmi di Sviluppo Rurale (PSR), rappresentano un’opportunità importante alle PMI, in quanto offrono loro un ruolo da capofila, assicurando al contempo la collaborazione con la ricerca pubblica a sostegno dei Gruppi Operativi (GO) all’interno della Misura 16.2.  

Il Centro di Ricerca Ingegneria e Trasformazioni agroalimentari (CREA-IT) partecipa oggi a due progetti PSR, Regione Lazio e Regione Lombardia, a supporto di realtà locali, collaborando attivamente all’implementazione degli impianti, anche grazie all’attivazione di convenzioni di ricerca con PMI italiane, quali G-teK (Carpi, Modena). 

Il progetto PROFUMO – Innovazione di prodotto e di processo per la valorizzazione delle filiere frutticole di montagna – è finalizzato all’ incremento di redditività in Valtellina attraverso l’ampliamento dell’offerta di prodotti nel settore frutticolo. Due nuove cultivar di melo (Bernina e Red Moon) e una cultivar di mirtillo (Peachy Blue) saranno i prodotti di punta del territorio nei prossimi anni. La coltivazione del frutto fresco sarà affiancata da prodotti trasformati, con l’obiettivo di diversificare la produzione e di assicurare un migliore ritorno economico agli agricoltori, mediante un approccio di filiera indirizzato ad una produzione sostenibile. 

Innovazione di prodotto per la valorizzazione delle filiere di montagna 

Responsabile scientifico di progetto e responsabile CREA: Marina Buccheri
Ricercatori: Rosita Caramanico, Laura Marinoni, Giovanna Cortellino, Maristella Vanoli, Marta Fibiani, Tiziana M.P. Cattaneo
Collaboratore tecnico T.I.: Fabio Lovati 
Ricercatore T.D.: Bandi a tempo determinato – CREA 
Dicembre 2022 – Febbraio 2025 

Il progetto PROFUMO di durata biennale, ha l’obiettivo di differenziare la produzione frutticola valtellinese con prodotti innovativi a base di mela e di mirtillo, in modo da incrementare la redditività del comparto. 

Per ogni tipo di prodotto verranno valutati il potenziale antiossidante, la qualità (sensoriale e commerciale) e la sicurezza alimentare. I nuovi prodotti trasformati, caratterizzati da un alto contenuto di composti nutraceutici, potranno facilmente trovare il proprio posto in un mercato sempre più attento al valore salutistico degli alimenti, contribuendo al sostegno della redditività delle aziende locali. 

Iniziativa realizzata nell’ambito del progetto PROFUMO, cofinanziato dal FEASR 

Operazione 16.2.01 “Progetti pilota e sviluppo di innovazione” del Programma di Sviluppo Rurale 2014 – 2020 della Regione Lombardia. 

Capofila è IL SENTIERO coop. sociale Autorità di gestione del Programma: Regione Lombardia  

Link Facebook: https://www.facebook.com/profile.php?id=100090516370968 

Figura 6 – Mele Bernina
Figura 7 – Mele Red Moon e mirtilli Peachy Blue

La produzione di un super-nettare, di bevande a base di siero e di prodotti disidratati grazie ad un nuovo tipo di disidratatore solare alimentato da pannelli fotovoltaici, porteranno ad avere prodotti innovativi e ad alto contenuto in composti nutraceutici per andare incontro alle nuove tendenze di mercato ed incrementare il reddito degli agricoltori. L’approccio presenta, dunque, un elevato grado di innovazione rispetto alla situazione attuale riscontrata nel Valtellinese.   

Figura 8 – trasformati confezionati: mirtilli e mele 
Figura 9 – pesche e pere areale sabino

Il progetto FRUFUN

Produzione a basso impatto ambientale di alimenti funzionali innovativi con frutta prodotta dalle imprese agricole dell’areale sabino – si propone in particolare di migliorare la competitività dei produttori primari, integrandoli meglio nella filiera agroalimentare attraverso i regimi di qualità, la creazione di un valore aggiunto per i prodotti agricoli, la promozione dei prodotti nei mercati locali, le filiere corte, le associazioni e organizzazioni di produttori e le organizzazioni interprofessionali e, non ultimo, il riutilizzo delle eccedenze del fresco.

 

FRUFUN 16.2

Responsabile CREA: Tiziana M.P. Cattaneo 
Operatore tecnico T.I.: Alex Filisetti 
Operatore tecnico T.D.: Bandi a tempo determinato – CREA
Dicembre 2022 – Dicembre 2024 

PARTNER

Informazioni: Il Progetto (nutrifrutta.com) 

FRUFUN: Produzione a basso impatto ambientale di alimenti funzionali innovativi con frutta prodotta dalle imprese agricole dell’areale sabino – Fosan ETS 

Il GO FruFun ha l’obiettivo di implementare processi di produzione di trasformati di frutta ad alto interesse commerciale. A tal fine, propone, come innovazione, un processo produttivo per l’ottenimento di trasformati a base di farina di frutta ad elevato contenuto nutrizionale. La farina verrà ottenuta per mezzo di processi di disidratazione/essiccazione/liofilizzazione a basso consumo energetico. 

Figura 10 – essiccatore ad energia solare 

Tale innovazione sarà trasferita al contesto interaziendale composto dalle aziende Soc. Agr. Colle Difesa ss., Nocciolcono SRL e Biosolidale SRL. 

Il contesto interaziendale così costituito e dotato produrrà tre tipologie di trasformati di frutta: cialde di frutta di piccolo taglio ottenute a partire da sfarinati; frutta essiccata eventualmente pralinata al cioccolato; gelati alla frutta ottenuti con purea di frutta. 

Figura 11 – Pesche disidratate cultivar Red Top 
Laura Marinoni 
Ricercatrice

Qualità e trasformazione dei prodotti agro-alimentari 

#lafrase L’esperienza è chiamata la somma di tutti i nostri errori. (Thomas Edison)

Tiziana M.P. Cattaneo Dirigente di ricerca

Da 35 anni impegnata nella ricerca pubblica

#lafrase La creatività è contagiosa. Trasmettila (Albert Einstein)

Marina Buccheri
Ricercatrice

Postraccolta prodotti ortofrutticoli

#lafrase La ricerca scientifica, benché quasi costantemente guidata dal ragionamento, è pur sempre un’avventura (Louis de Broglie, Sui sentieri della Scienza, 1960)

Rosita Caramanico
Ricercatrice

Qualità degli alimenti di origine vegetale

#lafrase Il vero segreto del metodo scientifico sta nella disponibilità a imparare dagli errori (Karl Popper, “La società aperta e i suoi nemici”, 1945)

Gli ultimi articoli