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venerdì, 10 Aprile 2026

Alla salute!

Della stessa Rubrica

Qualità: è questa la parola che forse più di ogni altra incarna e spiega il successo globale del vino italiano e che trova ogni anno nel Vinitaly la sua naturale celebrazione e la sua ribalta mondiale. Eh già. Perché tutti gli elementi che caratterizzano il nostro vino – territorio e terroir, biodiversità e tradizione, sapienza agronomica ed enologica – sono il frutto di una cultura della qualità, fatta di scelte coerenti e quotidiane, di lungimiranza sui mercati e di attenzione all’innovazione, lungo tutta la filiera, dal suolo al calice.   

In tal senso –come scrive il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida nel suo editoriale di apertura – il CREA porta avanti un lavoro strategico, perché è grazie ai ricercatori che possiamo contare su nuove e sempre più efficaci soluzioni: dalla cura del suolo alla difesa del vigneto, dalla lavorazione allo studio dei composti dell’uva e del vino, la scienza può e deve essere alleata della tradizione, migliorando la qualità del prodotto. Un filone di ricerca fondamentale è quello sulle Tecniche di Evoluzione Assistita, su cui abbiamo investito 10 milioni di euro: avere piante più resistenti ai cambiamenti climatici e alle fitopatie è un obiettivo prioritario, per tutelare la produttività delle nostre aziende e mantenere alta la qualità che rende il made in Italy competitivo nel mondo”.  

Proprio in questo ambito – spiega il presidente CREA Andrea Rocchi – “possiamo creare piante geneticamente identiche ai cloni di partenza, salvo per una singola mutazione introdotta. Insomma, grazie alle TEA, replichiamo esattamente ciò che avviene, in modo spontaneo, nella selezione clonale tradizionale, ma in tempi molto più rapidi e con maggiore intenzionalità. In questa ultima frontiera della Ricerca, il CREA si conferma – con altre istituzioni italiane – all’avanguardia nel mondo, avendo già prodotto le prime piante mutate nei laboratori nazionali”. 

E sono proprio gli studi, le soluzioni e gli strumenti che il CREA – a partire dal suo Centro dedicato di Viticoltura ed Enologia – mette in campo per vite e vino il focus di questo numero, che guarda alla qualità “totale” del settore vitivinicolo, in un’ottica che va ben oltre la bottiglia, abbracciando sostenibilità ambientale, sociale ed economica, resilienza e competitività, trasformazione tecnologica e salvaguardia della biodiversità. 

Iniziamo da dove, in agricoltura, tutto nasce: dal suolo. Scopriremo gli effetti della sua gestione ecosostenibile su uve e vini, il ruolo dei microrganismi alleati della vite nella mitigazione del cambiamento climatico, il contributo delle colture di copertura

Andremo poi nel vigneto, per capire cosa si sta studiando per una difesa delle piante più sostenibile e in che modo la viticoltura di precisione riesca ad aiutare il viticoltore. Ci sono però condizioni, in ambienti estremi, in cui la passione e la tenacia dell’uomo possono più della tecnologia: è il caso della viticoltura eroica, fondamentale presidio di aree svantaggiate.  

Dalla vite alla cantina, il passo è brevissimo e sempre all’insegna della qualità, con novità promettenti sia sul fronte enologico sia su quello sensoriale sia sui vini dealcolati, ultima frontiera della ricerca. 

Prima di arrivare sui mercati, tuttavia, non va trascurato il fattore UE: la politica comunitaria sul vino, infatti, può incidere significativamente su risorse disponibili ed assetti da riconfigurare. 

Alla fine, però, l’ultima parola, spetta sempre a chi acquista, a chi beve, a chi brinda…. Ed è qui che entrano in gioco abitudini e preferenze di consumo in costante evoluzione, cultura e tradizione, educazione alla qualità e consapevolezza, componenti edonistiche piuttosto che salutistiche. Per questo abbiamo voluto approfondire sia il rapporto tra vino e Dieta mediterranea – alla luce delle più recenti evidenze scientifiche – sia quello tra vino e Cucina italiana, fresca di riconoscimento UNESCO, con il noto chef Alessandro Circiello

E comunque, utilizzando le giuste leve, esistono ampi spazi di manovra: si può lavorare sulla cultura della qualità, sul suo percorso lungo tutta la filiera, sul suo racconto, come ci spiega Massimiliano Raffa, presidente ARSIAL, che è impegnato proprio in tal senso con i vini del Lazio, raggiungendo risultati importanti. 

Infine, le nostre rubriche:  

  • CREAFUTURO il Podcast torna sul tema vino e dieta mediterranea con un “paso doble”, una inedita intervista doppia, in cui mette a confronto Stefania Ruggeri, prima ricercatrice e nutrizionista CREA Alimenti e Nutrizione e Riccardo Velasco, direttore CREA Viticoltura ed Enologia. 

Il suo è il racconto di una impresa che riesce a coniugare eccellenza e territorio, cura dell’ambiente e delle persone, e che crede nella centralità della ricerca e dell’innovazione per vincere la sfida dei mercati e per creare valore.  

  • Uno sguardo al futuro è quello che diamo con Riccardo Velasco, direttore CREA Viticoltura ed Enologia, alla viticoltura italiana di domani, tra qualità, varietà, innovazione. 

Vi aspettiamo al Vinitaly, anche per brindare insieme a quella qualità che distingue il nostro vino e per cui la Ricerca, in primo luogo quella del CREA, sta lavorando tanto. Alla salute! 

Cristina Giannetti
Direttrice Responsabile CREA Futuro e Capo Ufficio Stampa CREA

Storica per formazione, giornalista per vocazione e comunicatrice per passione

#laFrase
vivere per raccontarla
(Gabriel García Márquez)

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