Gestione ecosostenibile del suolo: effetti sulle uve e sui vini 

Della stessa Rubrica

  

Il settore vitivinicolo italiano deve affrontare sfide senza precedenti: calo dei consumi, cambiamenti climatici e pressione per pratiche più sostenibili. In questo scenario, la gestione intelligente del suolo con inerbimento e sovescio (sfalcio e interramento della sostanza organica) emerge come arma vincente: migliora la fertilità, sostiene la crescita della vite e arricchisce le uve di zuccheri, antociani e polifenoli. Studi in Puglia su Primitivo e Nero di Troia dimostrano che queste tecniche non solo proteggono la pianta dallo stress climatico, ma garantiscono vigore e qualità costante. Una strategia che unisce tradizione, innovazione e sostenibilità nel bicchiere. 

Le sfide di oggi

Forme di allevamento a sviluppo della chioma in un piano verticale, sono soggette, per effetto dell’aumento delle temperature, a condizioni di stress (idrico, termico, eccesso di UV) che compromettono la salute delle piante. In questo mutato scenario, l’implementazione di pratiche ecosostenibili di gestione del suolo diventa una scelta necessaria

Il suolo e la sostanza organica 

Il suolo agrario è un sistema ecologico estremamente complesso. Diverse pratiche di gestione del suolo, quali gli inerbimenti e reintegro della sostanza organica, consentono di migliorare lo stato sanitario e il benessere radicale delle viti. Un suolo sano migliora la ritenzione idrica del suolo e la regolazione della crescita e del vigore, incide su qualità e quantità di uva, facilita la transitabilità delle macchine agricole, con effetti sulla tempestività degli interventi in vigneto, e la conseguente diminuzione della compattazione, contribuendo al mantenimento di una buona biodiversità nella vita del terreno. 

Copertura del suolo e sostenibilità

A quanto detto finora, ai fini di una maggiore sostenibilità ecocompatibile nel vigneto e in una ottica di agricoltura “rigenerativa”, occorre aggiungere anche i vantaggi derivanti dalla copertura vegetale del suolo, con inerbimento – naturale o artificiale – e sovescio (sfalcio e interramento della sostanza organica), come, per esempio, il miglioramento dei processi di crescita della vite e le ricadute benefiche sulla dinamica di sviluppo dei microrganismi del suolo. 

Le ricerche condotte in vigneti a controspalliera delle varietà Primitivo e Nero di Troia, con riscontri effettuati anche nella qualità delle uve, hanno evidenziato nelle viti delle tesi con sovescio e con inerbimento interfilare, un contenuto più elevato di antociani e polifenoli (composti chimici naturali dalle proprietà benefiche), rilevato pure nei vini sperimentali successivamente ottenuti, che però si sono differenziati positivamente anche per ulteriori parametri, tra cui il contenuto alcolico, pH, acidità titolabile.  

fIg.1 miscuglio di sovescio con graminacee

In conclusione, sia l’inerbimento di quota parte dell’interfilare che il sovescio con varie specie botaniche rappresentano soluzioni attuabili e positive per la gestione ecosostenibile del suolo in viticoltura da vino in condizioni di cambiamento climatico, se opportunamente gestite.  

Lugi Tarricone
Primo Ricercatore 
Centro Ricerca Viticoltura ed Enologia, COnegliano

#lafrase
Gli uomini discutono, la Natura agisce (Voltaire) 

Francesca Tarricone
Collaboratore tecnico CREA Centro ricerca Viticoltura ed Enologia, Conegliano (TV)

#lafrase Curiosità e interrogativicoltivano la scienza, nutrendo allo stesso tempo l’anima di chi li pone.

Francesca Tarricone

Collaboratore tecnico CREA Centro ricerca Viticoltura ed Enologia, Conegliano (TV)

#lafrase Curiosità e interrogativi coltivano la scienza, nutrendo allo stesso tempo l’anima di chi li pone.

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