Dalle Ande al Mediterraneo, patata e fagiolo hanno rivoluzionato nei secoli l’alimentazione italiana, trasformandosi da “cibi poveri” a protagonisti della dieta contemporanea. Oggi la ricerca CREA valorizza queste colture attraverso nuove varietà ricche di fitonutrienti, sostenibili e ad alto valore nutrizionale. Tra biodiversità, miglioramento genetico e crescente domanda di proteine vegetali, patate e legumi si confermano alleati strategici per salute, ambiente e agricoltura del futuro.
Cinquecento anni fa, fagiolo e patata hanno varcato l’oceano Atlantico e fatto comparsa nel bacino del Mediterraneo, trasformandosi nel tempo da semplici curiosità botaniche a regine delle nostre tavole, già ricche di legumi, tuberi e radici.
La patata: da “cibo povero” a tesoro nutrizionale
Da sempre considerata un cibo povero, la patata, non a caso chiamata “Pepita D’oro degli Inca”, ha una straordinaria resa alimentare e gastronomica. Sazia la fame tre volte più del pane, ha un elevato potere nutrizionale legato al basso contenuto di grassi. Ha una vitamina C simile alle arance ed è più ricca di potassio delle banane. Alcuni fitonutrienti, come carotenoidi e antocianine, caratteristici della biodiversità andina (ad esempio Solanum phureja, per i carotenoidi), ma raramente riscontrabili nelle varietà comuni, sono stati negli anni oggetto di miglioramento genetico.
La ricerca CREA e la nuova varietà ‘Melrose’
Selezionata al CREA – Cerealicoltura e Colture Industriali (CREA-CI) di Bologna, ‘Melrose’ è una nuova varietà arricchita in carotenoidi, che conferiscono alla polpa il caratteristico colore giallo intenso. Questa varietà è reperibile nei canali GDO, venduta con il brand èVita Armonia Gourmet Rosè (https://www.romagnolipatate.it/it/patate-da-consumo/armonia-gourmet-rose), ed è stata anche vincitrice del Brands Award New Entry 2024, nel sondaggio che la storica testata GDOWeek, come ogni anno, ha aperto sul proprio sito web. Una giuria diffusa di circa 5 mila manager ed esperti dell’industria di marca e della distribuzione organizzata ha votato per esprimere le proprie preferenze, rivelando il proprio apprezzamento verso questa novità varietale. Essa esprime tutto ciò che i consumatori cercano nelle patate: elevate proprietà organolettiche, che si esaltano in ricette semplici come croccanti contorni arrosto, oppure più elaborate, come puré e gnocchi in cui la varietà, grazie alla sua straordinaria tenuta alla cottura, esprime tutta la sua bontà gustativa. A tutto questo si unisce la sostenibilità ambientale, con tecniche di coltivazione sempre più efficienti ed in armonia con l’ambiente e la salute delle persone nel pieno rispetto dei Disciplinari di Produzione Integrata. Non solo breeding.
Fitonutrienti e biofortificazione naturale
Al CREA, lo studio dei fitonutrienti, contenuti nei tuberi, ha permesso di individuare nell’ambiente di coltivazione un valido strumento per biofortificare naturalmente il tubero.
Si sente spesso parlare dell’acido clorogenico per le sue proprietà benefiche, ma altrettanto spesso se ne sente parlare in relazione al caffè verde o the verde. Una recente collaborazione con l’Università di Bologna ha messo in correlazione l’acido clorogenico presente nel tubero con un’attività citoprotettiva nei confronti alcune cellule umane (cheratinociti umani normali; HaCaT).
I tuberi con pasta a colorazione antocianica (rossa o blu/viola), caratteristici anche di varietà moderne (-, ‘Bleuet’, ‘Lily Rose’, ‘Persiphone’, ‘Purple Rain’, ‘Vitanoire’), sono poco frequenti nel panorama delle attuali varietà commerciali (di solito a pasta gialla o bianca); invece, sono più spesso tipicità territoriali collegate alla coltivazione di vecchie varietà (ad esempio, ‘Vitelotte Noire’/’Blu di Valtellina’) in areali montani ed in tali contesti ambientali di altura massimizzano il contenuto in fitonutrienti rispetto agli ambienti di pianura. Queste vecchie varietà, probabilmente derivanti da pool genici dei centri di origine (primario e secondario) sudamericani della patata, hanno un sapore complesso e la peculiarità di essere maggiormente ricche in antocianine (potenti antiossidanti, presenti anche nelle arance rosse, mirtilli, more, ribes e uva rossa e in frutti e ortaggi dal color blu/violaceo), quando coltivate in altura.
Il fagiolo: il legume che ha conquistato l’Italia
Come per la patata, anche il fagiolo ha saputo conquistare il territorio italiano; mentre le più antiche leguminose tradizionali avevano un’area di coltivazione prevalentemente legata al centro-sud, il fagiolo ha “colonizzato” tutto lo stivale, grazie alla sua grande capacità di adattamento e all’alto tenore proteico. Nel corso dei secoli il fagiolo si è così profondamente differenziato; la sua straordinaria plasticità ha permesso non solo di confermare il suo ruolo di coltura destinata alla produzione di proteine vegetali, ma anche ha saputo manifestare una produzione altrettanto importante, quella dei baccelli destinati ad essere consumati allo stato verde, secondo tante e multiformi tipologie: il fagiolo è una delle maggiori specie ad offrire così ampio e diversificato ventaglio di prodotti.
Da oltre un decennio è stata osservata in Italia una forte richiesta di proteine vegetali, e i mercati locali, le industrie di trasformazione e, di conseguenza, la GDO ne hanno beneficiato registrando trend crescenti di consumo e di innovazione di prodotto. Assistiamo, infatti, ad un continuo aumento di consumatori vegetariani/vegani e, aggiungendo la quota di chi ha ridotto il consumo di proteine animali ad una-due volte alla settimana (flexitariani), si raggiunge tranquillamente oltre il 30% dei consumatori.

Quarant’anni di ricerca CREA sul fagiolo
Da oltre quarant’anni la ricerca del CREA – Cerealicoltura e Colture Industriali di Bologna sul fagiolo comune si è interessata al miglioramento genetico delle principali tipologie coltivate in Italia. Tante (28), negli anni, le nuove cultivar iscritte nel Registro varietale MASAF (di varie tipologie, cannellino, borlotto, cornetti verdi) sia nani che rampicanti, destinate al consumo fresco, alla produzione di semi secchi, alla trasformazione industriale e alla industria della surgelazione: diverse di esse (ad esempio, ‘Achille’, ‘Buran’, ‘Ettore’, ‘Grecale’, ‘Levante’, ‘Ulisse’, ‘White Top’), grazie a specifici accordi di licenza, hanno rilevanti quote del mercato sementiero, riscuotendo apprezzamento nella coltivazione.
Biodiversità, suolo e sostenibilità agricola
A questo, si aggiunge il lavoro di caratterizzazione di accessioni fortemente radicate nel territorio italiano, che ha recentemente permesso di avviare il processo per iscriverne tre liguri al registro delle varietà locali tradizionali presso l’Anagrafe nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare (progetto PSR FSMT); mentre sono una cinquantina quelle calabresi sottoposte a valutazione chimico-qualitativa. Questa biodiversità, conservata in 1250 accessioni di leguminose da granella, di cui oltre l’85% fagioli, è la nostra grande ricchezza, la fonte di molti caratteri utili per la nostra ricerca, specialmente nel contesto odierno, dove le problematiche climatiche ed ambientali ci impongono di migliorare le nostre pratiche agricole e di salvaguardare il suolo, utilizzando materiali più resilienti e sostenibili. Le leguminose sono d’altro canto colture preziose, fondamentali nelle rotazioni agricole permettendo di preservare la fertilità organica del terreno, perché l’azoto diventa facilmente assimilabile anche alle colture che seguono la coltivazione di queste specie, garantendo così di ridurre inoltre i costi aziendali per i concimi minerali e migliorare la sostenibilità del sistema agricolo. Elemento questo ancor più importante in un contesto geopolitico dove le incertezze dei mercati sono evidenti, con prezzi dei fertilizzanti chimici soggetti ad elevata aleatorietà.
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Scopri tutte le proprietà nutrizionali di legumi e patate sulle Tabelle nutrizionali del CREA:

Ricercatore CREA Centro Cerealicoltura e Colture Industriali
Ricercatore presso Cerealicoltura e Colture Industriali di Bologna, si occupa di Biodiversità e Genetica delle Leguminose da granella.
#lafrase “The minute you get a religion you stop thinking. Believe in one thing too much and you have no room for new ideas.” (Ray Bradbury, The October Country)

Ricercatore – Centro di ricerca Cerealicoltura e Colture Industriali, sede di Bologna
Responsabile della comunicazione scientifica del Centro e redattrice scientifica del sito web di Centro. Si occupa con approccio multidisciplinare della ricerca su patata: aspetti nutrizionali, vocazionalità ambientale, difesa della coltura da stress biotici e germoplasma.
#lafrase Ogni volta che impariamo qualcosa di nuovo, noi stessi diventiamo qualcosa di nuovo (Leo Buscaglia, docente e scrittore 1924 – 1998)

CTER – Centro di ricerca Cerealicoltura e Colture Industriali, sede di Bologna
Referente del trasferimento tecnologico per il Centro. È Breeder. Si occupa di selezione di varietà vegetali. È costitutore di diverse nuove varietà di patata, fagiolo e pisello da granella secca
#lafrase Niente al mondo può sostituire la tenacia (John Calvin Coolidge Jr., 30° Presidente USA)



