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domenica, 31 Maggio 2026

CREA alla (orto)frutta: tutti i centri coinvolti 

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CREA accompagna l’ortofrutta italiana con un approccio multidisciplinare che integra genetica, agronomia, difesa fitosanitaria, tecnologie digitali, qualità nutrizionale, educazione alimentare, analisi  socioeconomica per sviluppare sistemi produttivi sostenibili, resilienti e competitivi, lungo tutta la filiera, dal campo alla tavola.

L’ortofrutta italiana, del Made in Italy, è molto più di un comparto agricolo: è biodiversità, paesaggio, cultura alimentare, economia e salute. Un’eccellenza che rappresenta un settore strategico per il Made in Italy, chiamata a oggi a confrontarsi con problematiche senza precedenti: cambiamenti climatici, scarsità idrica, nuove fitopatie, sostenibilità ambientale, riduzione degli input chimici, standard di qualità sempre più elevati, consumi in calo e competitività internazionale. 

Il CREA raccoglie questa sfida con 12 Centri di ricerca, sia trasversali sia di filiera, in grado di spaziare dalla genetica alla tecnologia, dalla difesa alla sostenibilità, dalla gestione di suolo e acqua alle pratiche agronomiche e dall’analisi socioeconomica e politica alla nutrizione e all’educazione alimentare, in una prospettiva olistica che incarna perfettamente la visione “One Health”. 

Un patrimonio di competenze scientifiche e tecnologiche, corredato da collezioni genetiche tra le più rilevanti in Italia e in Europa- vere miniere d’oro per la ricerca sul miglioramento genetico – e da una dotazione di aziende sperimentali – pressoché unica nel panorama della Ricerca nazionale –, in cui mettere in campo quanto prodotto in laboratorio per testarne l’efficacia. Insomma, un approccio che copre tutta la filiera, dal seme alla tavola, multi ed interdisciplinare, in grado di anticipare il cambiamento, ancor prima di interpretarlo. 
Un sistema integrato, dunque, che mette in rete competenze diverse, ma complementari.  

Partiamo dagli specialisti. Per la frutta (inclusa quella a guscio ed esclusa l’uva da tavola), c’è CREA Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura (CREA OFA), che custodisce un patrimonio di oltre 8.000 varietà frutticole, agrumicole e olivicole. Qui biodiversità, miglioramento genetico e genomica diventano strumenti concreti per ottenere varietà più produttive, resistenti alle malattie e capaci di adattarsi a siccità, alte temperature e salinità, anche grazie alle Tecniche di Evoluzione Assistita. Il Centro si occupa di tutta la frutta, inclusa quella a guscio, tranne l’uva da tavola, che viene seguita con lo stesso impegno e le stesse finalità dai ricercatori del CREA Viticoltura ed Enologia (CREA VE). Anche per gli ortaggi, c’è un Centro di filiera: il CREA Orticoltura e Florovivaismo (CREA OF), che mantiene anch’esso importanti risorse genetiche e focalizza la sua attività sullo sviluppo di sistemi colturali innovativi e coltivazioni protette sempre più efficienti. 

Su patate e legumi (che non sono tecnicamente ortaggi, ma vengono percepiti come verdura) lavora con un approccio multidisciplinare e in un’ottica di filiera il CREA Cerealicoltura e colture industriali (CREA CI). 

Sul fronte della ricerca multidisciplinare, invece, iniziamo dai geni con il CREA Genomica e Bioinformatica (CREA GB) che approfondisce i meccanismi genetici che regolano resistenza, qualità e adattabilità delle piante. Proseguiamo, andando in campo con i ricercatori del CREA Agricoltura e Ambiente (CREA AA), che studiano l’ecosistema agrario, il suolo e le sue interazioni con la pianta, mentre, il CREA Difesa e Certificazione (CREA DC) punta da un lato sulla qualità delle sementi e dall’altro- quale Istituto nazionale di riferimento per la Protezione delle piante – su biocontrollo, diagnostica avanzata e riduzione degli agrofarmaci. Parallelamente, il CREA Ingegneria e Trasformazioni Agroalimentari (CREA IT) applica sensori, DSS, intelligenza artificiale e dati satellitari per ottimizzare irrigazione, nutrizione, logistica e gestione post-raccolta. A completare il quadro intervengono il CREA Alimenti e Nutrizione (CREA AN), che studia qualità nutrizionale, shelf life, consumi alimentari ed elabora raccomandazioni nutrizionali e campagne di educazione alimentare, e il CREA Politiche e Bioeconomia (CREA PB), che lavora sulla sostenibilità economica delle filiere, sul supporto alle politiche e sulla valorizzazione degli scarti. Naturalmente, anche altri Centri, come CREA Foreste e Legno (CREA FL) e CREA Zootecnia e Acquacoltura (CREA ZA) contribuiscono indirettamente con competenze trasversali, seguendo la già citata visione One Health. Nel complesso, il CREA propone così una ricerca multidisciplinare che unisce scienza, innovazione e sostenibilità per rendere l’ortofrutta italiana più resiliente, sostenibile, competitiva e vicina ai bisogni dei territori, dei produttori e dei cittadini. 

paolo virgilii
Paolo Virgilii
Segreteria di redazione Ufficio Stampa CREA

Laurea in scienze della comunicazione, si occupa di divulgazione informativa e gestione dei canali web e social, con creazione e pubblicazione di contenuti digitali.
Redazione e aggiornamento di articoli, news e materiali per il sito istituzionale, supporto alla segreteria di redazione.

#lafrase Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.
(Alessandro Bergonzoni)

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