L’Italia consolida la sua leadership nella produzione ed esportazione di uva da tavola, puntando su biodiversità e innovazione. Attraverso la tutela e caratterizzazione di cultivar storici con seme e nuove selezioni apirene (senza semi), le aziende sperimentali ‘Lamarossa’ e ‘Paparusso’ del CREA-Viticoltura ed Enologia di Turi si confermano veri e propri spazi strategici, dove 12.000 genotipi e circa 340 varietà contrastano l’erosione genetica e garantiscono competitività all’intera filiera produttiva.
La diversità genetica all’interno di ogni specie rappresenta un elemento fondamentale per garantirne la sopravvivenza e la capacità di adattamento nel tempo. Per il comparto uva da tavola, la presenza di popolazioni ampie e geneticamente diversificate consente infatti una maggiore resilienza ai cambiamenti climatici e ambientali, alle avversità biotiche, nonché la capacità di rispondere alle nuove esigenze produttive e commerciali della filiera.
Il patrimonio viticolo italiano vanta una straordinaria diversità genetica custodita nei vigneti, nelle collezioni e nella memoria agricola del Paese.
Per l’Italia, storicamente tra i principali produttori ed esportatori mondiali di uva da tavola, tale ricchezza riveste un’importanza ancora maggiore. La produzione nazionale, concentrata soprattutto in Puglia e in Sicilia, rappresenta, infatti, un pilastro dell’economia agricola e un’eccellenza del Made in Italy agroalimentare.
Per mantenere competitività e leadership in un mercato globale sempre più dinamico ed esigente, è indispensabile investire nella valorizzazione delle risorse genetiche e nell’innovazione varietale.
Il cuore pulsante del germoplasma viticolo
In questo scenario, il ruolo del CREA assume un valore strategico: tutelare, sviluppare e valorizzare la biodiversità significa preservare le fondamenta stesse dell’agricoltura del futuro.
Presso il CREA Viticoltura ed Enologia (CREA VE) di Turi, questa missione si traduce ogni giorno in attività di conservazione, studio e valorizzazione del germoplasma viticolo. Accanto alle collezioni di uve da vino, il Centro custodisce una significativa raccolta di uve da tavola, costruita nel tempo grazie a un intenso lavoro di scouting sul territorio nazionale e arricchita attraverso consolidati rapporti internazionali.
Lamarossa e Paparusso: laboratori di conservazione a cielo aperto
In particolare, presso l’Azienda Sperimentale Lamarossa – situata nell’agro di Rutigliano, costituita da un unico corpo aziendale con una superficie di circa 10 ettari – e l’Azienda ‘Paparusso’ – situata in agro di Turi e con una superficie di quasi 1,5 ettari – è conservata una collezione varietale di uva da tavola di elevato interesse genetico e agronomico.
I campi collezione comprendono, oltre a 12.000 genotipi derivanti dal nostro programma di miglioramento genetico, circa 340 varietà appartenenti a diverse tipologie di interesse
storico-commerciale. Tra queste figurano varietà storiche, cultivar rare, incroci ottenuti presso gli ex Istituti Sperimentali, oggi confluiti nel CREA, quali gli incroci Pirovano, Manzo, Palieri e Conegliano, oltre a incroci provenienti da differenti aree del mondo e varietà di maggiore rilevanza commerciale.
In questo contesto, la conservazione del patrimonio genetico assume un ruolo strategico sia per preservare la biodiversità minacciata dall’erosione genetica sia per fornire risorse indispensabili ai programmi di miglioramento genetico.
Le collezioni genetiche del CREA-VE non rappresentano quindi soltanto strumenti di conservazione della biodiversità, ma veri e propri laboratori a cielo aperto che assicurano dinamicità, conoscenza e innovazione, fondamentali per il futuro del miglioramento del settore produttivo dell’uva da tavola e per la salvaguardia del patrimonio viticolo italiano.
Oltre la conservazione: l’innovazione varietale come motore della sostenibilità produttiva
L’attività di conservazione, caratterizzazione e valorizzazione svolta dal CREA rappresenta quindi un punto di riferimento importante per il settore dell’uva da tavola in Italia.
Conservare la biodiversità non significa soltanto salvaguardare il passato, ma anche offrire nuove opportunità all’agricoltura contemporanea: l’adattamento ai cambiamenti climatici, la sostenibilità produttiva, l’innovazione varietale e la valorizzazione delle identità territoriali passano, infatti, dalla capacità di custodire, studiare e valorizzare questa ricchezza genetica. È in questa prospettiva che il lavoro del CREA continua a intrecciare ricerca scientifica, tutela del territorio e visione per il futuro.
Pizzutello Bianco B.- antica varietà di uva da tavola

Vitigno antico con seme, attualmente poco coltivato. Presenta una buona resistenza dei grappoli alla conservazione sulla pianta e al trasporto; tuttavia, risulta particolarmente sensibile sia alla peronospora che all’oidio. Le origini di questa varietà non sono ancora del tutto definite; secondo alcuni autori sarebbe originaria della Siria, come suggerisce uno dei suoi sinonimi, Damasco. Altri, invece, ipotizzano che sia stata introdotta dalla Francia dal Cardinale Ippolito d’Este, nell’areale di Tivoli, da cui deriverebbe l’altro sinonimo Pizzutello di Tivoli. La principale peculiarità della varietà è rappresentata dall’acino, caratterizzato da una forma allungata e appuntita, leggermente arcuata fino a ricordare una mezzaluna.
Egnatia N.- nuova varietà di uva da tavola ottenuta dal CREA-VE sede di Turi

Varietà apirena attualmente iscritta al Registro Nazionale delle Varietà di Vite-Sezione uve da tavola, ottenuta presso il CREA-VE di Turi nel 2014. Nel corso degli anni di osservazione in vigneti commerciali afferenti al consorzio NuVAUT, ha mostrato una produttività costante, con acini che raggiungono naturalmente dimensioni medio-grandi. La varietà ha mostrato interessanti caratteri di conservabilità sulla pianta; infatti, in particolari annate è stato possibile conservare i grappoli sulla pianta anche dopo il raggiungimento dello stadio di maturazione fisiologica degli acini.

CREA Centro di ricerca Viticoltura e Enologia
Ricercatrice
#lafrase omnis cellula e cellula (R.Virchow)

Ricercatore presso CREA VE Turi (BA)
Laureato in Scienze e Tecnologie Agrarie, la sua attività scientifica si concentra sull’identificazione di agenti di biocontrollo efficaci contro le principali malattie biotiche della vite, sull’implementazione di approcci biologici privi di sostanze chimiche e sullo studio a livello molecolare del meccanismo d’azione dei microrganismi antagonisti e dell’interazione genotipo-microbioma.
#laFrase
“Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile, e all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile” (San Francesco)


