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martedì, 25 Giugno 2024

Impresa agricola, il contributo delle Organizzazioni/3: CIA- Agricoltori Italiani 

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Riequilibrare la catena del valore, investire di più in ricerca e innovazione e riqualificare le aree rurali per contrastarne l’abbandono – Editoriale di Cristiano Fini, presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani  

Negli ultimi anni, l’agricoltura e la produzione alimentare sono stati al centro di eventi e fenomeni di portata epocale. Crisi energetica, guerre, pandemia, eventi climatici avversi mai così intensi, hanno riacceso i riflettori sul ruolo del settore agricolo all’interno dei modelli di sviluppo. In tale contesto, già di per sé complesso, le imprese agricole si trovano a doversi confrontare con debolezze che sono divenute, ormai, strutturali all’interno delle dinamiche competitive della nostra economia.  
Fra le principali fragilità, la tutela del valore generato dal primario all’interno della filiera agroalimentare merita particolare attenzione. Secondo recenti analisi, la ripartizione degli utili tra tutti gli attori della filiera evidenzia come la quota della distribuzione sia poco più di un quarto di quella dell’industria di trasformazione e quella dell’agricoltura sia poco meno della metà

Per ridistribuire equamente il valore ai produttori, Cia-Agricoltori Italiani ritiene che si debba adottare una strategia d’intervento di ampio respiro da attuarsi con misure su almeno tre fronti. In primis, con l’aggregazione e la concentrazione dell’offerta, elemento essenziale per aumentare il peso economico-negoziale del comparto agricolo all’interno della filiera. Di pari passo, c’è l’urgenza di agevolare una più equa distribuzione del valore aggiunto tra i settori che compongono la filiera, con maggiore equilibrio e trasparenza nel processo di formazione dei prezzi. Ciò passa, inevitabilmente, attraverso la revisione della normativa europea e nazionale sulle pratiche sleali. Ultima azione necessaria, la valorizzazione del rapporto tra agricoltori e consumatori che -seppur opposti nella collocazione all’interno della filiera- sono spesso accomunati per la loro debolezza rispetto agli altri attori. Occorre, dunque, una visione complessiva che sia in grado di affrontare le difficoltà nei processi e negli equilibri della catena del valore agroalimentare. Si rischierebbe altrimenti di compromettere le opportunità che derivano dagli altrettanto numerosi e importanti elementi di forza che connotano sia l’agricoltura che il Made in Italy. 

Nell’ottica di un rafforzamento del sistema rurale, Cia evidenzia la necessità di uno sforzo progettuale che rilanci gli investimenti in ricerca e innovazione, a partire dal potenziamento della ricerca varietale e delle biotecnologie quali soluzioni in grado di rispondere alla sfida della sostenibilità ambientale. Non meno strategica, la pianificazione di investimenti innovativi in campo agro-zootecnico in un’ottica di riequilibrio territoriale degli impatti ambientali, così come l’avvio di un percorso di modernizzazione della meccanizzazione agricola. 

Un cenno, infine, alla necessità di riqualificazione delle aree rurali, con interventi indirizzati sia al miglioramento dell’efficienza delle risorse energetiche e naturali delle aziende agricole sia, in un’ottica più ampia, al miglioramento dei servizi di base. La creazione di percorsi di sanità territoriale, unita al potenziamento dell’istruzione e delle sue relazioni con il mondo agricolo, consentirebbero infatti di ridurre il rischio abbandono in tali territori, salvaguardando la sostenibilità in tutte le sue dimensioni. 

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