Con CarbonTool, il bosco smette di essere solo natura da contemplare e diventa un alleato del clima da leggere, misurare e valorizzare. Nato dal CREA Foreste e Legno, lo strumento trasforma alberi e biomassa in dati concreti, capaci di raccontare quanta CO₂ una foresta trattiene e quanto può fare di più con le scelte giuste. È qui che la gestione forestale fa il salto: dal valore del legno al valore del carbonio, fino ai crediti certificabili.
Le foreste, alleate naturali contro il cambiamento climatico
Le foreste sono tra i più importanti alleati nella lotta ai cambiamenti climatici. Oltre a fornire legno, proteggere il suolo e conservare la biodiversità, gli ecosistemi forestali svolgono una funzione essenziale: assorbono anidride carbonica (CO₂) dall’atmosfera e la immagazzinano nella biomassa e nel suolo. Ma quanto carbonio riesce realmente a trattenere un bosco? E come possono tecnici, amministratori e gestori forestali valutare gli effetti delle proprie decisioni?
Per rispondere a queste domande stanno assumendo un ruolo sempre più importante i Decision Support System (DSS), ovvero sistemi di supporto alle decisioni. Si tratta di strumenti informatici che raccolgono dati, li elaborano e restituiscono informazioni utili per scegliere la strategia di gestione più efficace. In campo forestale i DSS consentono di simulare scenari diversi, valutare gli effetti degli interventi selvicolturali e stimare i servizi ecosistemici forniti dal bosco. Tra questi strumenti si colloca il CarbonTool.
CarbonTool, il DSS sviluppato da Forgeo.lab
Il Carbon Tool è un DSS sviluppato dal Forgeo.lab, il laboratorio del CREA Foreste e Legno di Arezzo dedicato alla modellistica e ai sistemi informativi per la gestione forestale. L’obiettivo è fornire un supporto concreto per stimare lo stoccaggio di carbonio nelle foreste e valutarne l’evoluzione nel tempo in funzione delle diverse scelte gestionali.
Nello specifico, il CarbonTool è un applicativo web progettato per valutare gli effetti delle diverse strategie di gestione forestale sullo stoccaggio del carbonio. Lo strumento consente di confrontare uno scenario di gestione ordinaria, conforme alle normative forestali vigenti, con scenari alternativi pianificati dal gestore del bosco.
Attraverso una simulazione, il CarbonTool stima se le pratiche proposte possano determinare un incremento dello stock di carbonio rispetto alla situazione di riferimento, quantificando il beneficio climatico generato dalla gestione. In questo modo è possibile verificare se un progetto forestale produce un assorbimento aggiuntivo di CO₂ e, quindi, un servizio ecosistemico misurabile e documentabile.
Dal bosco nuovi servizi e opportunità economiche
Le informazioni fornite dal Carbon Tool rappresentano un supporto concreto per proprietari forestali, tecnici e amministrazioni che intendono integrare gli obiettivi produttivi tradizionali con quelli ambientali. Accanto ai prodotti legnosi normalmente ottenibili dalla gestione del bosco, come legna da ardere e assortimenti da opera, il gestore può infatti generare un ulteriore valore legato alla capacità della foresta di immagazzinare carbonio.
Questo beneficio può essere riconosciuto economicamente attraverso i mercati volontari del carbonio, nei quali il servizio ecosistemico di sequestro della CO₂ generato viene tradotto in crediti di carbonio certificabili e potenzialmente commerciabili. Il CarbonTool si propone quindi come uno strumento user-friendly capace di collegare la pianificazione forestale, la mitigazione dei cambiamenti climatici e le nuove opportunità economiche offerte dalla valorizzazione dei servizi ecosistemici.
In un contesto in cui la neutralità climatica rappresenta una delle grandi sfide europee, strumenti come CarbonTool dimostrano come la ricerca possa mettere l’innovazione al servizio della gestione del territorio. Perché conoscere il valore del carbonio custodito nelle foreste significa, anche, valorizzare il ruolo che questi ecosistemi svolgono per il benessere delle comunità e per il futuro del pianeta.
Carbonio e foreste: un legame strategico
Attraverso la fotosintesi gli alberi assorbono CO₂ dall’atmosfera e la trasformano in biomassa. Una parte del carbonio rimane immagazzinata nel legno, nelle radici, nella lettiera e nel suolo anche per decenni. Per questo motivo le foreste sono considerate uno degli strumenti naturali più efficaci per mitigare i cambiamenti climatici.
Che cos’è un servizio ecosistemico?
I servizi ecosistemici sono i benefici che gli ecosistemi forniscono alla società. Possono essere materiali, come il legname o i prodotti forestali non legnosi, oppure immateriali, come la protezione del suolo, la regolazione delle risorse idriche, la conservazione della biodiversità e l’assorbimento della CO₂. Nel caso delle foreste, l’accumulo di carbonio nella biomassa e nel suolo rappresenta un importante servizio ecosistemico, perché contribuisce a ridurre la concentrazione di CO₂ in atmosfera e, quindi, a mitigare i cambiamenti climatici. Quando questo beneficio è misurato secondo criteri riconosciuti, può essere valorizzato economicamente attraverso la generazione di crediti di carbonio, acquistabili da soggetti interessati a compensare parte delle proprie emissioni.
Cosa sono di preciso i crediti di carbonio?
I crediti di carbonio sono certificati digitali che riconoscono a specifici progetti di gestione il servizio ecosistemico di sequestro di una tonnellata di CO₂. Si generano attraverso pratiche selvicolturali di miglioramento della gestione forestale che aumentano lo stock di carbonio presente in bosco (addizionalità). Pertanto, si calcolano sull’incremento di volume e non sullo stock presente in valore assoluto. Un ente terzo verifica che l’assorbimento sia reale (cioè che non sarebbe avvenuto senza quel progetto specifico) e duraturo nel tempo. Le aziende che non riescono ad azzerare le proprie emissioni inquinanti possono acquistare questi crediti sul mercato volontario per compensare il proprio impatto ambientale.
Cos’è il Registro dei crediti di carbonio?
Il Registro dei crediti di carbonio agroforestali è una sorta di “anagrafe digitale” che tiene traccia dei crediti generati grazie ad attività forestali capaci di assorbire o trattenere anidride carbonica dall’atmosfera. In pratica, quando un progetto dimostra di avere aumentato lo stoccaggio di carbonio, i relativi crediti vengono registrati, certificati e resi tracciabili. Il Registro permette di sapere chi li ha generati, quanti sono, se sono stati venduti e se sono già stati utilizzati, evitando doppi conteggi e garantendo trasparenza. Gestito dal CREA, questo strumento rende più credibile il mercato volontario del carbonio e offre ad agricoltori, aziende forestali e investitori una maggiore certezza sul valore ambientale dei crediti scambiati.

Percorso professionale: Sono PhD in Osservazione della Terra con esperienza nel telerilevamento applicato al monitoraggio forestale. Attualmente sono assistente tecnico di ricerca presso il ForestGeomatics Lab del CREA Foreste e Legno (Arezzo), nell’ambito del progetto LIFE ClimatePositive, dove contribuisco allo sviluppo del software Carbon Tool in ambiente R Shiny per la stima degli stock di carbonio forestale. Ho competenze nell’analisi e gestione di dati geospaziali e telerilevati, nella modellazione ambientale e nell’utilizzo di strumenti open source quali R, Google Earth Engine e QGIS. I miei interessi professionali riguardano il monitoraggio forestale, la stima di biomassa e carbonio e l’applicazione di tecnologie di remote sensing, LiDAR e precision forestry.
#lafrase Chi va piano va sano e va lontano

Primo Ricercatore Forestale, CREA Centro Foreste e Legno
Primo Ricercatore Forestale si occupa di monitoraggio, gestione e pianificazione forestale, telerilevamento e cambiamento climatico.
#lafrase Siate sempre curiosi, non esistono domande stupide! L’unica domanda stupida è quella non fatta



