Le tecnologie digitali stanno cambiando il volto dell’agricoltura, rendendo accessibili strumenti avanzati anche alle filiere più specializzate.
Dalla raccolta dati alle decisioni in campo, tutto diventa più rapido, preciso e mirato.
Monitoraggio e interventi localizzati migliorano produttività, qualità e sostenibilità.
Una rivoluzione concreta che porta l’innovazione direttamente nei campi.
Il progresso tecnologico negli ultimi anni sta rendendo disponibili, anche per i settori più specialistici, tecnologie economicamente sostenibili, che fino a qualche decennio addietro erano sconosciute sia per le competenze richieste sia per i costi di applicazione e gestione nelle diverse filiere agroalimentari.
Le attuali tecnologie digitali consentono di accelerare notevolmente processi di acquisizione dati, elaborazione e scelte imprenditoriali che, notoriamente, richiedevano impegni costanti e prolungati nell’intero ciclo produttivo, a partire dai monitoraggi fitosanitari alla gestione dei mezzi tecnici. L’attuale tecnologia consente l’ottimizzazione di tutti gli aspetti legati alla produttività, qualità e sostenibilità delle produzioni; la possibilità di conoscere le principali avversità, localizzarle e colpirle puntualmente solo nelle aree interessate, di per sé, rappresenta la miglior risposta in termini di salubrità degli alimenti negli attuali concetti di lotta integrata, limitazione d’uso dei fitofarmaci ai soli eventi conclamati, salvaguardia ambientale e sicurezza degli operatori e consumatori.
La possibilità di gestione ottimizzata della risorsa idrica e dei fertilizzanti, anche secondo lo specifico percorso di disponibilità, permette un contenimento dei volumi gestiti e una tempestiva distribuzione, secondo le specifiche esigenze colturali legate alle fasi produttive.
La scelta del livello tecnologico rappresenta uno degli aspetti di primaria importanza per garantirne una proficua diffusione soprattutto in un contesto variegato quale quello italiano. La possibilità di calibrare l’applicazione tecnologica alla singola filiera produttiva rappresenta l’ulteriore importante aspetto per la sua accettabilità nel settore primario. Non deve essere trascurata la propensione stessa all’innovazione dell’imprenditore agricolo per non incidere significativamente anche sui costi di produzione nel singolo contesto produttivo, evitando automazioni troppo spinte in contesti non sufficientemente adeguati alla loro valorizzazione e non facilmente gestibili da un operatore tradizionale. Importante seguire l’introduzione scalare per permettere agli operatori una progressiva valorizzazione delle soluzioni adottate e permettendone subito il principale vantaggio del contenimento dei tempi di lavoro e, quindi, dei costi diretti, evitando soprattutto gli interventi ripetuti e generalizzati tipici di filiere produttive tradizionali.

Dirigente di ricerca CREA Centro Ingegneria e Trasformazioni
PhD dal 1996 si occupa delle seguenti tematiche di ricerca afferenti al proprio SSD: studio e applicazione di nuove tecnologie nel settore agricolo in filiere tradizionali ed emergenti nei settori alimentari, agro-industriali e colture energetiche.
#lafrase : il futuro appartiene a chi ha il coraggio di non trasformare in recinto la propria comfort zone



