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venerdì, 10 Aprile 2026

Il Decennale del Concorso Enologico 1/ Una storia di successo

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Il Concorso Enologico Istituti Agrari d’Italia, organizzato dal MASAF in collaborazione con Ministero dell’Istruzione, CREA e Re.N.Is.A giunge alla X edizione. Ripercorriamone insieme la storia, l’intuizione che ne è alla base e i successi.

Dalla solennità della Sala Cavour al vigore della DOP Economy, il Concorso Enologico Istituti Agrari d’Italia celebra dieci anni di successi, nati da una visione pionieristica del Ministero dell’Agricoltura (oggi MASAF) che ha trovato nell’attuale ministro, Francesco Lollobrigida, concretezza, determinazione e lungimiranza. Un’intuizione capace di trasformare la didattica nell’asset strategico di un pilastro dell’agroalimentare nazionale come il vino, grazie alla convergenza tra il rigore scientifico del CREA – preceduto nelle prime edizioni dall’esperienza di Assoenologi – e il dinamismo di Re.N.Is.A. (Rete Nazionale degli Istituti Agrari), a cui si è aggiunto il supporto del sistema educativo del Ministero dell’Istruzione (oggi MIM).

2012 – Istituzione dell’Eccellenza

Inaugurato nel 2012, il Concorso Enologico degli Istituti Agrari d’Italia trova la sua consacrazione nella Sala Cavour del Palazzo dell’Agricoltura, anche se è nella Sala Ministri che i primi vini d’eccellenza prodotti dalle scuole vengono degustati e selezionati da due commissioni – composte ognuna da tre qualificati enologi e da due giornalisti specializzati nel settore vitivinicolo – che analizzano i campioni candidati, secondo il metodo dell’Union Internationale des Oenologues. La scelta di questa cornice, confermata anche per la 2ª e 3ª edizione, riveste sin dall’inizio un profondo valore politico: l’intuizione del MIPAAF si realizza grazie una sinergia tra le istituzioni dello Stato legate all’Agricoltura -Istruzione, Made in Italy, Turismo, Sport e Salute- con la regia tecnica dell’Associazione enologi enotecnici italiani (Assoenologi) e il supporto della Rete Nazionale degli Istituti Agrari (Re.N.Is.A.).

La premiazione delle classi in gara – rispettivamente al 46°, 47° e 48° Vinitaly – evidenzia nel triennio una crescita nel numero di prodotti che raggiungono la qualifica di “ottimo”.

Già alla prima uscita veronese nel 2012, 19 vini sui 52 presentati da 25 Istituti in rappresentanza di 15 regioni italiane superano il punteggio di 80/100.

L’anno successivo, l’edizione 2013 conferma il successo dell’iniziativa: 25 etichette su 51 provenienti da 23 realtà scolastiche radicate in 14 aree della Penisola si fregiano del riconoscimento di qualità stabilito dal regolamento.

Il valore del progetto trova ulteriore riscontro a Vinitaly 2014: 30 bottiglie – su 51 campioni candidati da 22 Poli Agrari dislocati in 14 diversi contesti locali – oltrepassano la soglia di eccellenza.

Foto 1: Cerimonia di presentazione del Concorso, Sala Cavour del Ministero dell’Agricoltura, 2013 Fonte: Assoenologi
Foto 2: Selezione dei vini presso la Sala Ministri del Ministero dell’Agricoltura, 2014 Fonte: Assoenologi
Foto 3: Premiazione al 47° Vinitaly, Verona 2013 Fonte: Assoenologi
Foto 4: Premiazione al 48° Vinitaly, Verona 2014 Fonte: Assoenologi

2018 – Il CREA in Campo: Rigore Scientifico al 52° Vinitaly

La 4ª Edizione segna la svolta, con l’ingresso in campo del CREA, che apporta un contributo tecnico-scientifico senza precedenti.

Le selezioni sono affidate a due giurie di cinque commissari – tre tecnici degustatori del Centro di ricerca Viticoltura ed Enologia di Asti (AT) e Velletri (RM) e due esperti del settore vitivinicolo esterni – che

adottano un protocollo di massima garanzia: un doppio sistema di anonimizzazione tutela ogni campione prima del test organolettico. Il CREA registra l’ordine di arrivo, mentre un codice univoco di degustazione per entrambe le giurie è apposto sul collo della bottiglia dal Pubblico Ufficiale incaricato dal Ministero dell’Agricoltura e dal CREA poco prima della sessione d’assaggio. Il verdetto finale esclude i picchi – il voto migliore e il peggiore – e punta sulla media degli otto punteggi intermedi. Solo allora, il Pubblico Ufficiale riabbina i codici alle etichette originali, decretando i vincitori in un clima di trasparenza: ottimo riscontro per 20 realtà formative di 14 regioni: su 47 vini, ben 42 si aggiudicano il diploma di merito oltrepassando il muro degli 80/100.

L’eccellenza studentesca torna a brillare al 52° Vinitaly, sintesi perfetta tra ricerca, scuola e mercato.

Foto 5: Doppio sistema di anonimizzazione

2019 – Sezione Idea Marketing: Dove la Didattica diventa Icona

La 5° edizione abbraccia l’intera filiera: dalla vigna al calice. La partecipazione si attesta su 13 territori e il valore delle proposte rimane elevato: su 39 vini pervenuti, ben 32 ottengono il titolo. Tale eccellenza è confermata anche a livello scolastico, con 14 delegazioni premiate su un totale di 17.

Con la Sezione Idea Marketing, la produzione incontra la comunicazione: binomio vincente firmato CREA e RE.N.I.S.A. per esaltare le eccellenze enologiche tra sapere, saper fare e far sapere. Questa attenzione trova un’eco naturale durante la 53ª Manifestazione enologica veronese dove il Ministero dell’Agricoltura si conferma punto di riferimento per la filiera, con la promozione turistica del Wine & Food italiano.

Dietro le etichette degli Istituti Agrari si nasconde una rivoluzione che fonde recupero di vitigni rari e un marketing audace che non ha nulla da invidiare alle grandi maison.

2022 – L’Italia in un Sorso

Superata la sfida pandemica, il Concorso riafferma la propria centralità con la 6ª edizione nel 2022, che segna uno spartiacque: l’esordio dei vini biologici – ben 5 candidati, di cui 3 premiati – e la bella mostra delle DOP: 31 IGT; 25 DOC; 4 DOCG; 4 VSQ.

Con 49 premi su 64 etichette di 21 istituti – tra i 27 in gara da 15 ambiti geografici – dal 54° Vinitaly, vengono lanciate le parole d’ordine dell’anno successivo: sostenibilità ambientale ed economica delle aziende, identità, territorio. Il vino è l’ambasciatore del Made in Italy: non solo un prodotto, ma un «pacchetto turistico in bottiglia». Le bottiglie prodotte dalle scuole diventano un itinerario lungo la Penisola dove il naming non è solo marketing, ma l’espressione viva di un territorio.

Al Nord, tra l’identità rurale del Fumin valdostano e della Barbera piemontese Primo Giorno di Scuola, spiccano il rigore del Monastero e del Fondatore trentino, il Longura lombardo e l’estro veneto di Re Mithras e Postumio. Il Centro brilla per la sua “galassia bio”: dalle Marche del Rosso Carmen all’orgoglio studentesco degli umbri Alta Scuola e Ásylon. Se il Lazio evoca miti come Lapis Lunae e Capitolino, la Toscana punta sul recupero storico con il Classe 52, mentre il cerchio si chiude tra l’Emilia dell’Ultimo Sogno e l’Abruzzo del Mohalo. Infine, il Mezzogiorno esplode di vivacità con i campani Capoclasse e Pennarossa, l’eleganza del pugliese Caramia e il legame viscerale delle Isole, dal siciliano Lilibeum alle radici sarde di Kastigu, “Kirra” e Su Masu.

Foto 6: Premiazione al 54° Vinitaly, Verona 2022

2023 – La lungimiranza degli Istituti Agrari, Scuole di “Serie A”

La 7ª edizione del Concorso vede 21 realtà scolastiche di 15 regioni schierare 66 vini: un successo qualitativo quasi assoluto, con ben 59 etichette premiate e 6 produzioni biologiche d’eccellenza.

L’iniziativa trova al 55° Vinitaly la sua definitiva consacrazione sulla ribalta nazionale con la Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni e il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, che si avvicendano sul palco per premiare la creatività e la passione dei giovani.

È il riconoscimento dell’agroalimentare come pilastro economico e il riscatto degli Agrari, finalmente scuole «di serie A», che coniugano tradizione e innovazione, trasformando il talento e i saperi artigianali in pura qualità identitaria, in costante dialogo con il mondo delle imprese. Il protocollo d’intesa tra Re.N.Is.A. e Assoenologi dà concretezza a questa visione, potenziando gli Istituti Agrari con opportunità formative di alta valenza e orizzonti professionali sempre più orientati alla specificità dei percorsi curricolari ed extracurricolari.

Foto 7: Premiazione al 55° Vinitaly, Verona 2023

2024 – Al 56° Vinitaly, l’eccellenza dei giovani premiata nella Giornata del Made in Italy

L’8ª edizione conferma la crescita costante con 66 premi su 68 vini in gara, presentati da 24 poli agrari di 14 territori. Spiccano la crescente presenza femminile, l’exploit degli 11 vini bio e gli otto premi speciali CREA dedicati a innovazione e marketing.

Nella cerimonia condotta da Bruno Vespa, la Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, e il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, si alternano a premiare gli studenti come alfieri del territorio, audaci innovatori e partecipi di una produzione di eccellenza, simbolo dell’Italia agroalimentare, che muove miliardi di euro.

Foto 8: Premiazione al 56° Vinitaly, Verona 2024 Fonte: MIM

2025 – La Scuola della Qualità

Lo Speciale Mondo DiVino di CREAFuturo eleva il 9° Concorso Enologico a Scuola della qualità. Più che una gara, il 57° Vinitaly celebra un gioco di squadra tra agricoltura e sport. La cerimonia di premiazione, alla presenza del Ministro per lo sport e i giovani, Andrea Abodi e del Sottosegretario MASAF Patrizio Giacomo La Pietra, mette al centro 25 su 27 poli agrari e 63 vini d’eccellenza su 72 proposte. Dagli spumanti ai passiti, la competizione riflette l’intera biodiversità vitivinicola italiana, con 11 campioni bio.

Foto 10: Premiazione al 57° Vinitaly, Verona 2025
Foto 11: Speciale Vinitaly Mondo DiVino di CREAFuturo

10° Compleanno. Auguri, con Grazia

Il vino italiano è volano dei sogni. Nel centenario dell’assegnazione del Nobel, ricordiamo come Grazia Deledda celebrasse «quel vino leggero ma saporoso» delle vigne di famiglia «che aveva aiutato Cosima a comprare i francobolli e spedire i primi manoscritti», sostenendo concretamente il viaggio delle sue opere verso il mondo. Oggi quella stessa ambizione anima la 10a edizione che ci attende: fare evolvere la cantina didattica in un hub di innovazione tecnologica, per produrre vini di alto profilo e misurarsi con orgoglio sul mercato globale, nel dialogo tra radici storiche e avanguardia che dà linfa alla DOP Economy.

A confermare l’entusiasmo, i numeri record: 101 vini da 32 Istituti e 15 regioni: ben 88 etichette di 30 enti scolastici ottengono l’ambito diploma di merito con punteggi superiori a 80/100. Se nel 2012 solo un vino su tre era considerato “Ottimo”, oggi quasi il 90% dei campioni siede tra i fuoriclasse del settore.

Non solo una crescita di volumi e caratura enologica, ma una visione che anticipa il mercato. Il comparto Bio è l’emblema di questa accelerazione: con una presenza triplicata in soli cinque anni — passando dai 5 prodotti del 2022 ai 16 di questa edizione — è la prova che la didattica delle Scuole agrarie

ha già interiorizzato le istanze “green” globali. La loro solida preparazione permette al business di affrontare le sfide climatiche, trasformando finalmente la sostenibilità da paradigma in prassi operativa.

Le creazioni di questo decennale varcano con orgoglio la soglia del 58° Vinitaly. È lì che le nuove leve della vitivinicoltura alzano i calici con il brindisi immortale di Canne al vento:

«Salute! Che possiamo conoscerla cento anni di seguito, questa festa, sani e allegri».

Foto 12: G. Deledda, Cosima, ms. autografo, p. 216 Fonte: ISRE, Nuoro (ed. postuma 1937).
Foto 13: 10 edizioni di eccellenza: l’evoluzione del Concorso Enologico
Giuseppina Crisponi
Tecnologo CREA Politiche e Bioeconomia

Giornalista pubblicista.

#lafrase Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza (Antonio Gramsci L’Ordine Nuovo, primo maggio 1919)

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