A tavola con il passaporto digitale 

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Codici, dati e linguaggi condivisi permettono oggi di raccontare con precisione origine, caratteristiche e storia di ogni alimento. Dal campo alla tavola, la ricerca CREA sperimenta strumenti innovativi per rendere le informazioni più trasparenti, confrontabili e accessibili, aprendo la strada a filiere agroalimentari più tracciabili, sostenibili e intelligenti.

Ogni alimento che arriva sulle nostre tavole racconta una storia. Una storia fatta di luogo di origine, tecniche di coltivazione, trasformazione, conservazione e lavorazione. Fino a oggi, però, queste informazioni sono rimaste disperse in archivi diversi, spesso organizzati con sistemi informatici non compatibili tra loro. 

La vera innovazione non consiste nel raccogliere più dati, ma nel farli dialogare. La convergenza tra informatica e ricerca agroalimentare sta cambiando il modo di descrivere e tracciare gli alimenti, grazie a sistemi standardizzati di codifica, classificazione e ontologie informatiche, cioè linguaggi condivisi che permettono ai dati di essere compresi e scambiati da tutti. 

Digitalizzazione del prodotto e interoperabilità: una sinergia agritech fondamentale per gestire l’intero ciclo dei dati alimentari garantendo la piena tracciabilità dell’intero sistema alimentare (agrifood chain coding).

(Immagine creata con AI) 

Assegnare un codice identificativo a un alimento significa creare la sua identità digitale: un codice alfanumerico che racchiude le principali informazioni sulla sua origine, sulle caratteristiche biologiche e sulle modalità di produzione. In questo modo ogni prodotto può essere descritto in maniera univoca lungo tutta la filiera. 

In pratica come si crea un codice?

Si studiano le caratteristiche di un alimento. Non si valuta solo “cos’è” l’alimento, ma “come” e “dove” è stato ottenuto. Si selezionano descrittori legati all’ambiente (es. condizioni climatiche, caratteristiche del terreno), alle tecniche di coltivazione e produzione (es. pratiche agronomiche) e alla tecnologia di processo (es. temperature e tempi di lavorazione).  Applicando, poi, sistemi di classificazione (software) e ontologie standardizzate a livello europeo e internazionale, si genera un codice alfanumerico che rappresenta tutte le caratteristiche di un alimento, eliminando le ambiguità e le barriere linguistiche. Il codice può essere associato a un QR code, da riportare insieme alle etichette alimentari, in schede prodotto digitali o in database informatici capaci di far dialogare attori diversi della filiera.

Al CREA-Alimenti e Nutrizione questi strumenti sono stati sperimentati in numerosi progetti di ricerca su alimenti freschi, ricette tradizionali, prodotti naturali, integratori alimentari e sottoprodotti della filiera agroalimentare. Il risultato è la realizzazione di “passaporti digitali” e banche dati basate su standard internazionali, che rendono le informazioni confrontabili e facilmente condivisibili tra produttori, ricercatori, istituzioni e consumatori. Questi sistemi favoriscono lo studio della composizione degli alimenti, la valutazione dell’assunzione di nutrienti nella popolazione, l’armonizzazione delle normative e una tracciabilità più efficace a livello europeo. 

Le applicazioni sono già numerose. Ad esempio, sono stati sviluppati codici e descrittori per ricette tradizionali italiane, come l’ossobuco alla milanese, oppure per distinguere gli oli alimentari ottenuti mediante spremitura a freddo da quelli prodotti con tecniche convenzionali. Altri descrittori consentono di identificare mieli provenienti da diverse aree di raccolta. 

Nell’ambito del progetto VITADWASTE è stata inoltre realizzata una banca dati dedicata ai prodotti ottenuti dagli scarti della pesca ricchi di vitamina D e ai nuovi formulati sviluppati nel progetto. Un’ulteriore applicazione ha riguardato gli integratori alimentari a base botanica di piante dell’area mediterranea, a partire dalle informazioni riportate in etichetta. Questi strumenti rappresentano un passo concreto verso un’agricoltura e un’alimentazione sempre più digitali, trasparenti e sostenibili. 

Il Progetto VITADWASTE (Innovative and sustainable processes for the development of Vitamin D nutraceutical from fish waste: extraction, formulation and clinical study for the evaluation of its bioavailability and clinical equivalence) è stato coordinato dall’Università di Camerino e vede tra i partner, oltre al CREA, anche il CNR, l’Università degli Studi del Piemonte Orientale, l’ Università di Bologna e l’ENEA. Il progetto è stato finanziato nell’ambito dei bandi PRIN 2022 (Progetti di Rilevante Interesse Nazionale), con fondi legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e realizzato  da Ottobre 2023 a Febbraio 2026.  

Gli obiettivi del progetto sono stati focalizzati sulla valorizzazione degli scarti ittici come fonte sostenibile di vitamina D, sviluppando prodotti nutraceutici innovativi, attraverso tecnologie estrattive e di indagine green, processi di formulazione avanzati e validazione clinica. Le principali ricadute riguardano la riduzione dell’impatto ambientale, la creazione di nuove opportunità per l’industria alimentare e farmaceutica e il miglioramento della disponibilità di vitamina D per la popolazione (considerando che a livello europeo è diffusa la carenza in vitamina D). A supporto delle attività di ricerca e diffusione dei risultati è stata realizzata una banca dati, creata secondo gli standard internazionali di armonizzazione, dedicata a tutti i prodotti sviluppati nell’ambito del progetto. 

Logo del progetto VITADWASTE (https://sites.google.com/unicam.it/vitadwaste/home-page/)

Alessandra Durazzo 
Primo Ricercatore, CREA-Centro di ricerca Alimenti e Nutrizione

#lafrase Nella vita non ci sono risposte giuste. Nella vita ci sono solo risposte migliori 

Massimo Lucarini 
Primo Ricercatore, CREA-Centro di ricerca Alimenti e Nutrizione

Laureato in chimica conduce studi sulla qualità nutrizionale degli alimenti e il legame con lo stato di salute dell’uomo. Particolare interesse nella valorizzazione delle biomasse derivanti dagli scarti agroalimentari e lo sviluppo di nutraceutici. Si conferma nella classifica mondiale “Top-Cited Scientists”, il report di Elsevier che raccoglie le ricercatrici e i ricercatori più citati al mondo.

#lafrase In quella notte ne mangeranno la carne arrostita al fuoco; la mangeranno con azzimi e con erbe amare (esodo 12.8)

 

 

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