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domenica, 31 Maggio 2026

Nuove varietà CREA/4: uva da tavola

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Un network di 23 imprese pugliesi, 36 brevetti europei e 12 nuove varietà disponibili per la filiera. Sono i numeri del progetto CREA-NUVAUT, che sta portando sul mercato le nuove uve da tavola senza semi. Ma l’innovazione non è solo commerciale: un recente studio del CREA Viticoltura ed Enologia, pubblicato su Frontiers in Plant Science, rivela che 9 nuovi genotipi pugliesi racchiudono un eccezionale potere antiossidante e proprietà antitumorali. Scopriamo come la ricerca CREA unisca crescita economica e prevenzione a tavola.

Frutta e verdura sono al centro delle sfide agricole e alimentari del nostro tempo: devono essere buone, sostenibili, adattate al clima in cambiamento e sempre più portatrici di valore nutrizionale. In questo scenario, le nuove varietà non nascono più solo per produrre di più o resistere meglio, ma per offrire qualità a 360 gradi: agronomica, ambientale e salutistica. Le nuove uve da tavola sviluppate dal CREA Viticoltura ed Enologia ed entrate a far parte dell’accordo CREA-NUVAUT rappresentano un esempio concreto di questa evoluzione.

La firma del CREA: 36 varietà innovative per l’uva da tavola

Il CREA Viticoltura ed Enologia, sede di Turi, grazie alla ricca biodiversità di uve da tavola raccolte e conservate sul territorio pugliese, ha avviato ormai oltre vent’anni fa un programma di miglioramento genetico tuttora in corso. Questo percorso di ricerca, basato su incroci tradizionali e sulla valorizzazione delle risorse genetiche locali, ha portato allo sviluppo di nuove varietà che stanno incontrando il crescente favore delle imprese del settore, sia per le caratteristiche produttive sia per la qualità dei frutti.

Il Consorzio NUVAUT ha valorizzato i risultati della ricerca pubblica del CREA – 36 nuove varietà di uve da tavola apirene (senza semi) – trasferendoli alle imprese del settore. Il programma di ricerca dell’Ente ha portato alla selezione di numerosi genotipi innovativi, in particolare uve da tavola apirene, ottenute tramite incroci tradizionali. Si tratta di prodotti pensati per affrontare le sfide attuali del mercato internazionale e nazionale, ma senza trascurare altre sfide come il cambiamento climatico e la sostenibilità e senza rinunciare al valore nutrizionale.

Il Consorzio NUVAUT – NUove VArietà di Uve da Tavola

È un Consorzio di 23 imprese pugliesi che si occupano di produzione, lavorazione, commercializzazione ed esportazione di uva da tavola.

Trentasei nuove varietà di uve da tavola apirene (senza semi) sono state selezionate nel 2018 con l’intento di sfruttarle commercialmente. Per tutte le selezioni è stato ottenuto il Brevetto Europeo presso l’Ufficio Comunitario delle Varietà Vegetali (CPVO).

Inoltre, per dodici si è conclusa la registrazione nel Catalogo Nazionale delle Varietà di Vite presso il Ministero dell’Agricoltura.

Nove dei trentasei nuovi genotipi di uva da tavola sono stati selezionati per studiare l’attività antiossidante e antitumorale dei loro estratti vegetali.

A cura di: Giuseppina Crisponi, Rosa Anna Milella, Rocco Perniola

Fonte: Milella RA et al., 2023, Front. Plant Sci., 14:1187227. doi:10.3389/fpls.2023.1187227

Tra le prime 36 varietà, nove sono state studiate nel dettaglio in uno studio recente del CREA per approfondirne la qualità.

9 nuovi genotipi di uva senza semi

Lo studio analizza 9 nuove varietà apirene di uva da tavola selezionate nel progetto NUVAUT, valutandone composizione fenolica, attività antiossidante e effetti biologici:

Aika, Apenestae, Appia, Daunia, Egnatia, Maula, Murex, Netium e Turese

I risultati evidenziano una forte variabilità tra genotipi e mostrano che alcune varietà, come Egnatia, Appia e Aika, presentano un’elevata attività antiossidante, mentre Daunia si distingue per specifiche proprietà biologiche. Il lavoro conferma il ruolo del miglioramento genetico nello sviluppo di frutti con qualità nutrizionali avanzate.

Fig. 1 – 9 nuovi genotipi di uva apirena (senza semi) selezionati da un programma di miglioramento genetico effettuato presso il CREA-Centro Ricerche per la Viticoltura ed Enologia di Turi (BA)

Fonte: Milella RA et al., 2023, Front. Plant Sci., 14:1187227. doi:10.3389/fpls.2023.1187227

Vent’anni di miglioramento genetico su Frontiers

La ricerca, consultabile integralmente su Frontiers in Plant Science, si è concentrata sui composti fenolici, molecole naturali dell’uva coinvolte nei meccanismi di difesa della pianta e responsabili di importanti proprietà nutrizionali. Questi composti svolgono una funzione antiossidante, contribuendo a neutralizzare molecole reattive che possono danneggiare le cellule. Nello studio sono stati identificati oltre cento composti, mettendo in evidenza profili molto diversi tra le varietà. Inoltre, sono stati valutati in vitro gli effetti degli estratti di buccia sulla proliferazione di cellule tumorali del colon-retto.

I risultati mostrano chiaramente che le nuove varietà non sono tutte uguali: alcune, come Egnatia, Appia e Aika, si distinguono per una elevata attività antiossidante, mentre altre, come Daunia, Netium e Appia, evidenziano risultati interessanti nell’inibire, nei test in vitro, la proliferazione

delle cellule tumorali. Questo dimostra che non conta soltanto la quantità di composti, ma anche la loro composizione e combinazione.

Un aspetto particolarmente innovativo è proprio l’attenzione al profilo fenolico, che consente di valorizzare le differenze tra varietà: alcune sono più ricche di antociani, altre di flavanoli o di stilbeni.

I – polifenoli analizzati

L’uva da tavola apirena, senza semi, racchiude nella sua buccia e nella sua polpa lo stesso straordinario scudo biologico delle varietà tradizionali, offrendo un concentrato di molecole attive eccezionalmente biodisponibili e facili da consumare. I polifenoli sono una vasta famiglia di composti naturali coinvolti nei meccanismi di difesa della pianta e responsabili di importanti proprietà nutrizionali del frutto. Si distinguono in due grandi gruppi: flavonoidi, che comprendono antociani, flavanoli e proantocianidine e non flavonoidi, come acidi fenolici e stilbeni.

Flavonoidi

Antociani: pigmenti responsabili del colore, utili ad attirare animali che, mangiando i frutti, disperderanno i semi nell’ambiente, garantendo il futuro e la riproduzione della specie. Contribuiscono alla protezione della pianta e all’attività antiossidante.

Flavonoli: (come quercetina e kaempferolo) coinvolti nella protezione dallo stress ossidativo con azione antinfiammatoria, neuroprotettiva e cardioprotettiva.

Flavanoli: (catechine, epicatechine) sembrano avere un ruolo importante nella prevenzione dei tumori, grazie principalmente alle loro proprietà antiossidanti e antinfiammatorie Proantocianidine: forme polimeriche dei flavanoli (tannini) presenti nella buccia e nei vinaccioli ad altissimo potere antiossidante, famosi per proteggere il cuore e prevenire le infezioni urinarie.

Non flavonoidi

Acidi fenolici: molecole stabili con proprietà antimicrobiche, antinfiammatorie, antimutagene e antitumorali, contribuendo ai meccanismi di protezione cellulare.

Stilbeni: composti tipici della vite (tra cui il resveratrolo), coinvolti nella risposta allo stress e oggetto di studi per effetti su invecchiamento, infiammazione e metabolismo.

A cura di: Giuseppina Crisponi, Rosa Anna Milella, Rocco Perniola

Fonte: Milella RA et al., 2023, Front. Plant Sci., 14:1187227. doi:10.3389/fpls.2023.1187227

Questa diversità rappresenta una risorsa importante, perché consente di selezionare varietà con caratteristiche mirate, adattabili a contesti produttivi e a obiettivi diversi.

I risultati evidenziano che è possibile un cambiamento di prospettiva nel modo di valutare la qualità della frutta: non più legata solo alla bellezza e conservabilità, ma in grado di rispondere alla crescente domanda di benessere e salute. Il miglioramento genetico può quindi orientare le produzioni non solo verso resa e qualità commerciale, ma anche verso aspetti nutrizionali e salutistici.

L’accordo CREA-NUVAUT dimostra come la ricerca possa tradursi in innovazione concreta per la filiera: per i produttori offre nuove opportunità di adattamento e competitività, mentre per i consumatori significa frutti più sostenibili e qualitativamente più ricchi. Nel complesso, queste nuove varietà valorizzano la biodiversità genetica come risorsa strategica per una frutticoltura più resiliente, sostenibile e orientata al futuro.

Rosa Anna Milella
Ricercatrice CREA Viticoltura ed Enologia

#lafrase: “Nessuno di noi, da solo, è competente quanto tutti noi insieme.” – Ken Blanchard 

Rocco Perniola
Tecnologo CREA Viticoltura e Enologia

Tecnologo 

#lafrase: Il miglior carburante per alimentare il progresso mondiale è la nostra scorta di conoscenze, e il freno è la nostra mancanza di immaginazione (Julian Lincoln Simon)

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