Da oltre cinquant’anni il CREA Olivicoltura Frutticoltura Agrumicoltura è impegnato, con la sua sede di Forlì, sul fronte del miglioramento genetico di fragole, pesche, ciliegie, mele e pere, con l’obiettivo di creare varietà più resistenti, produttive e di alta qualità.
Grande attenzione è dedicata all’adattamento ai cambiamenti climatici, alla riduzione dei trattamenti chimici e alle nuove esigenze dei consumatori. Le nuove cultivar sviluppate uniscono gusto, conservabilità, rusticità e innovazione, valorizzando anche antiche varietà locali e biodiversità.
La sede di Forlì del CREA Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura (CREA-OFA) è impegnata, da oltre 50 anni, nel miglioramento delle specie da frutto, quali fragola, ciliegio, pesco, melo e pero.
L’innovazione varietale di queste specie è orientata alla creazione di nuove varietà in grado di rispondere alle esigenze in continuo cambiamento dei diversi attori della filiera, dalla fase di coltivazione fino agli aspetti commerciali e alle preferenze del consumatore, sempre più concentrate sulla qualità nutrizionale di frutta e verdura.
La fragola

A Forlì in quasi mezzo secolo di attività di miglioramento genetico della fragola, i diversi programmi per l’ottenimento di nuove varietà, in gran parte co-finanziati da Organismi Privati, hanno consentito di ottenere numerose varietà, alcune delle quali hanno inciso profondamente sull’evoluzione della fragolicoltura italiana. Tutti i programmi perseguono obiettivi comuni quali elevata produttività della pianta e rusticità, unite a un’elevata qualità del frutto. Nell’ambito della qualità del frutto, spicca l’ottenimento di genotipi con frutti aromatici di buona pezzatura e consistenza della polpa. Su questa linea di ricerca va evidenziata la recente diffusione commerciale della varietà CRAPO 135, la prima fragola a frutto di elevata pezzatura, spiccatamente aromatica e di buona consistenza della polpa. Annalisa* e Dafne*, entrambe unifere e adatte alle aree del Nord Italia, sono le ultime due varietà diffuse dal programma per le aree del Nord. Annalisa* è a maturazione tardiva, con pianta molto rustica e produttiva. I frutti hanno forma conica, regolare, pezzatura elevata e colore rosso brillante, polpa mediamente consistente, molto dolce ed aromatica. Dafne*, ottenuta in collaborazione con la cooperativa Apo Scaligera di Verona, è a maturazione precoce, la pianta è rustica, di buona produttività e coltivabile anche su terreni non fumigati. I frutti sono di forma conico-allungata, regolare, di buona pezzatura, di colore rosso brillante, con polpa dolce e consistente.
Annalisa* e Dafne*
*varietà coperta (o con) privativa vegetale
Il pesco

Il programma di breeding del pesco, avviato a Forlì negli anni ‘80, ha finora portato al licenziamento di 14 cultivar, 4 nettarine e 10 pesche, con diffusione nazionale ed internazionale. Per questa specie gli obiettivi che perseguiamo sono: l’adattabilità all’ambiente romagnolo e del centro-nord Italia (e ambienti similari), la buona e costante produttività, l’ottima qualità estetica e gustativa, ma anche merceologica, con particolare riferimento alla durata di vita commerciale del frutto, la ‘robustezza’ della pianta, selezionando gli individui dotati di una generale tolleranza alle principali malattie. Alcuni obiettivi non importanti in passato lo sono diventati da quando gli effetti del cambiamento climatico sono diventati più visibili, uno di questi è la selezione di materiali a fioritura tardiva, che può contribuire a ridurre il rischio di danni ai fiori e ai giovani frutticini dovuti alle gelate di fine inverno. Le varietà più recenti sono CREA 813, nettarina di colore giallo intenso, deantocianica, con polpa duracina, aromatica e produttiva; e CREA 1500, pesca sanguigna a portamento colonnare, con polpa duracina, sapore buono ed aromatico. A breve si procederà alla diffusione commerciale di due nettarine, NB8 a polpa bianca e NG3 a polpa gialla, di ottime caratteristiche estetiche, buccia rosso brillante molto colorata, gusto dolce (NB8) ed equilibrato (NG3), polpa croccante e buona shelf-life, entrambe dotate di ottima capacità di adattamento e rusticità.
Il ciliegio

Per il ciliegio la finalità principale è di sviluppare nuove cultivar con frutti di grossa pezzatura, croccanti, di ottimo aspetto, adatte ai nostri ambienti. Da questa attività sono state ottenute due varietà, Isired e Giored. Entrambe sono varietà ad epoca di maturazione intermedia, autofertili, con fruttificazione precoce e maturazione uniforme sull’albero. Il frutto è attraente, di colore rosso scuro brillante, di grandi dimensioni. La polpa di Isired è soda, con sapore ben equilibrato, quella di Giored è mediamente soda, di sapore dolce ed eccellente.
Il melo

Il programma di breeding melo a Forlì è iniziato nel 1971. Nel corso degli anni ’80, nell’ottica di una riduzione di interventi chimici, sono stati inseriti obiettivi di resistenza alle principali crittogame, ticchiolatura e oidio e di nuove tipologie di habitus vegetativo compatto dell’albero. In questi 55 anni di attività sono state introdotte 4 varietà: Forum, Superstayman, Forlady e CREA 105, quest’ultima ha mostrato di ben adattarsi a diverse condizioni ambientali ed in particolare la fioritura medio-tardiva sembra renderla meno sensibile di altre varietà alle basse temperature primaverili in fioritura, evitando rischi di gelate; inoltre, non risulta soggetta a danni da insolazione diretta ed è in grado di allungare il periodo di raccolta, mantenendosi a lungo in pianta.
Il pero

L’attività di miglioramento genetico del pero è iniziata nel 1968 e sono state diffuse commercialmente 8 varietà (Tosca, Carmen, Norma, Turandot, Aida, Bohème, Falstaff e CREA194). Dal 2008 NEW PLANT, consorzio per l’innovazione varietale costituito dai gruppi di tre Organizzazioni di Produttori: Apofruit Italia, Apoconerpo e Orogelfresco, contribuisce al finanziamento delle attività di breeding melo e pero.
Alla base del programma di miglioramento genetico del pero, c’è l’esigenza di una diversificazione del prodotto, ottenendo varietà e selezioni tolleranti al colpo di Fuoco Batterico, alla Cacopsylla pyri e alla Maculatura, con frutti a buccia rossa e bicolore e rinnovando ed ampliando il calendario di maturazione. Nella prospettiva di ottenere nuove tipologie di frutti sono stati eseguiti incroci interspecifici fra varietà di pero europeo ed asiatico. Fra gli ibridi ottenuti, il più interessante appare CREA89, a maturazione precoce (fine luglio), piriforme con buccia verde chiaro priva di rugginosità, di buona produttività, con frutti molto buoni, molto croccanti e succosi. Questa selezione è in valutazione nei campi dei produttori e a breve si procederà alla diffusione commerciale. Un altro obiettivo di grande interesse appare anche la colorazione rossa della polpa, carattere derivato da vecchie varietà del germoplasma romagnolo.

Primo Ricercatore, Responsabile Sede di Forlì, CREA Centro di ricerca Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura
Conduce attività di ricerca principalmente riguardanti i settori del miglioramento genetico e della tecnica colturale di fragola, melo e pero. È costitutore numerose varietà di fragola, due di melo e una di pero. E’ membro del “Gruppo Europeo per le Risorse Genetiche Vegetali dei Piccoli frutti”. È responsabile del processo della “Certificazione delle piante di fragola”

Dirigente di Ricerca. CREA Centro di ricerca Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura, Forlì
Si occupa di breeding del pesco e della conservazione, caratterizzazione e valorizzazione delle risorse genetiche frutticole. Coordina il gruppo di lavoro Prunus nell’ambito del Programma ECPGR (European Cooperative Programme for Plant Genetic Resources) e il gruppo di lavoro Apricot and Peach nell’ambito del network europeo EUFRIN (European Fruit Research Institutes)
#lafrase La mente è come un paracadute: funziona solo se si apre (A. Einstein)

Ricercatrice presso il CREA Centro di ricerca Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura
Si occupa di miglioramento genetico e di innovazione varietale e della tecnica di coltivazione delle pomacee. È membro del Gruppo di lavoro “Apple and pear variety and Roostock testing” nell’ambito del Network Europeo Eufrin (European Fruit Research Institutes Network)

Collaboratore tecnico presso il CREA Centro di ricerca Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura
Si occupa di miglioramento genetico, mantenimento del germoplasma e valutazione delle pomacee. È membro del gruppo di lavoro Malus-Pyrus nell’ambito del Programma ECPGR (European Cooperative Programme for Plant Genetic Resource).


