Il vino italiano sarebbe quello che conosciamo se chi ci ha preceduto non si fosse dedicato con passione ai filari, alla terra, al nostro territorio? È una domanda retorica, se vogliamo anche banale, ma essenziale per dare valore al saper fare. In passato erano semplici gesti tramandati, con un’innovazione che era quasi casuale. Noi, oggi, abbiamo uno strumento in più e potentissimo per orientare i metodi di produzione e migliorare la qualità del nostro vino: la scienza e la ricerca.
Il “Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria” (CREA) porta avanti un lavoro strategico, perché è grazie ai ricercatori che possiamo contare su nuove e sempre più efficaci soluzioni: dalla cura del suolo alla difesa del vigneto, dalla lavorazione allo studio dei composti dell’uva e del vino, la scienza può e deve essere alleata della tradizione migliorando la qualità del prodotto. Un filone di ricerca fondamentale è quello sulle Tecniche di Evoluzione Assistita, su cui abbiamo investito 10 milioni di euro: avere piante più resistenti ai cambiamenti climatici e alle fitopatie è un obiettivo prioritario, per tutelare la produttività delle nostre aziende e mantenere alta la qualità che rende il made in Italy competitivo nel mondo.
Ai giovani va trasmesso questo patrimonio, insieme a formazione di alto livello e occasioni concrete per continuare a costruire valore. Un momento importante del Vinitaly sarà la premiazione dei vincitori del 10o Concorso Enologico “Istituti Agrari d’Italia”, organizzato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, con la collaborazione del Ministero dell’Istruzione e del Merito e il contributo tecnico del CREA, insieme a RENISA: la competizione ha coinvolto 32 scuole, con un totale di 101 vini presentati. Tale partecipazione è un forte motivo di orgoglio, ma anche una responsabilità verso i talenti in gara: quest’anno avranno a disposizione 6 borse di studio, di cui una per la comunicazione.
La qualità, infatti, è centrale anche nel racconto. Il vino non è un prodotto da ‘consumare’: il nostro vino si scopre, si interpreta, si degusta. Anche per questo abbiamo avviato la campagna mediatica “Coltiviamo ciò che ci unisce”: il vino è protagonista della convivialità, delle nostre tavole e della cucina italiana, che è stata riconosciuta Patrimonio UNESCO.
Con il CREA al Vinitaly mostriamo cosa può fare la ricerca alleata delle nostre radici, per mettere sempre più in luce un prodotto simbolo di tradizione e cultura, autenticità e valore.


