Macchine agricole: come stanno evolvendo? 

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La meccanizzazione agricola è stata una delle tecnologie che ha permesso lo sviluppo imponente dell’agricoltura nei Paesi ad alto reddito a partire, grosso modo, tra la fine degli anni 50 e l‘inizio dei 60. 

Oggi possiamo affermare che la meccanizzazione agricola è uno dei “driver” globali dell’economia interessando tutti i paesi al mondo con nuovi costruttori, nuovi utilizzatori e nuove sfide planetarie. Basti pensare alla popolazione da nutrire che tra gli anni 60 ed oggi è più che triplicata e agli aspetti energetici ed ambientali. 

Tuttavia, lo sviluppo e l’evoluzione di questo strategico settore tecnologico non viaggiano ad un’unica velocità, ma si modellano in continuo a seconda delle aree geopolitiche, come risulta da un recente studio (Roman et al., 2024) che propone una mappatura mondiale della meccanizzazione agricola mediante tecniche di machine learning, producendo stime continue sui principali indicatori (ad esempio: numero di trattori e potenza disponibile per ettaro, diffusione dei servizi di contoterzismo, livello di digitalizzazione e automazione agricola). 

Anche l’Italia è interessata a quest’evoluzione che vede tutti i Paesi europei mediamente sovra-meccanizzati con la tendenza a “svecchiare” e a diminuire il parco macchine a seguito anche del graduale aumento delle potenze medie dei motori utilizzati e al ricorso ai servizi di contoterzismo. Per quanto riguarda i motori, si registra una sempre più precisa gestione dei consumi, grazie all’introduzione massiccia dell’elettronica ed un sempre più efficiente controllo delle emissioni inquinanti in atmosfera, ridotte di più del 90% dagli anni 90 ad oggi. 

Oltre agli aspetti tecnologici e prestazionali sono migliorati notevolmente anche gli aspetti legati alla sicurezza e all’ergonomia (ridotte la rumorosità e le vibrazioni, ottimizzate la climatizzazione e la filtrazione dell’aria in cabina, introdotti sistemi automatici, tra cui la guida, ecc.), anche se la presenza di macchine molto vecchie sembra rappresentare una delle cause per le quali non si registrano significative contrazioni degli incidenti. 

L’aumento delle potenze e la diffusione di sistemi autonomi e robotizzati rappresentano, infine, le due facce della stessa medaglia: la riduzione di personale qualificato in agricoltura (3,5% dell’occupazione totale secondo l’ISTAT, 2025) per cui si tende a sopperirvi aumentandone la produttività o introducendo la robotizzazione. 

Quest’ultimo aspetto, probabilmente, costituisce uno degli aspetti più innovativi e dirompenti di questo settore che riguarderà non solo i trattori, ma anche le macchine operatrici, gli imprenditori agricoli e gli operatori stessi che dovranno imparare nuovi modi di gestire l’azienda e la sicurezza. Non a caso nel gennaio del 2027 entrerà in vigore un nuovo Regolamento europeo sulla meccanizzazione agricola che introduce proprio la possibilità di utilizzare sistemi autonomi con tutto quello che ne conseguirà. Non si deve pensare che i robot sostituiranno in breve il lavoro in agricoltura (anche se alcuni esempi sono già noti come i robot per la mungitura e per l’alimentazione zootecnica), tuttavia il percorso è iniziato con l’obiettivo di eliminare i lavori ripetitivi e sgraditi o comunque con un basso o nullo livello decisionale da parte dell’operatore, aumentare la precisione e la sicurezza e sopperire alla mancanza di operatori qualificati. Quest’ultimo aspetto, tuttavia, giocherà un ruolo determinante nelle aziende del futuro in cui sarà necessario rivoluzionare i programmi di formazione degli operatori, ma anche degli imprenditori per considerare le nuove conoscenze richieste, i nuovi piani di sicurezza, ma anche i nuovi potenziali rischi che le macchine autonome introdurranno. 

Macchine Agricole

Sui temi dell’evoluzione delle macchine agricole, il CREA – Centro di ricerca Ingegneria e Trasformazioni Agroalimentari ha alcuni progetti di ricerca applicata proprio sulla sicurezza (Progetto ProSiMa-Promozione della Sicurezza nelle Macchine agricole, finanziato dal MASAF), sui trattori a guida autonoma (gruppo di lavoro internazionale tra partner pubblici e costruttori privati, coordinato dall’OCSE) e sulla prova di trattori autonomi in presenza di ostacoli (una trentina di istituzioni di ricerca europee, finanziato dall’UE).  

Foto: Prove di sistemi prototipali a  guida autonoma in presenza di ostacoli 

Carlo Bisaglia
Tecnologo CREA Centro Ingegneria e Trasformazioni agroalimentari di Treviglio (Bergamo)

Dirigente tecnologo presso il CREA, Centro di ricerca Ingegneria e Trasformazioni agroalimentari di Treviglio Ha competenze nel settore della meccanizzazione e automazione zootecnica e nella meccanizzazione agricola di precisione.

#lafrase “Non chi comincia, ma quel che persevera” (Leonardo da Vinci) 

Maurizio Cutini
Primo Ricercatore presso il CREA, Centro di ricerca Ingegneria e Trasformazioni agroalimentari di Treviglio

Ha competenze nel settore della meccanizzazione, dell’ergonomia e della certificazione di macchine agricole e relativi componenti


 

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