Le tecnologie “salva-acqua”

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Dati, sensori e algoritmi per usare meglio ogni goccia d’acqua. Al CREA-AA la ricerca trasforma l’irrigazione in una scelta sempre più precisa: si misura il campo, si leggono le piante, si decide dove e quando intervenire. Così l’agricoltura mediterranea diventa più efficiente, sostenibile e pronta alla scarsità idrica.

Oggi l’innovazione in agricoltura passa sempre più da dati e algoritmi: sensori che misurano in tempo reale lo stato del suolo e delle piante, materiali di nuova generazione e software di supporto alle decisioni che trasformano le informazioni raccolte in scelte operative. Al Centro di ricerca Agricoltura e Ambiente del CREA (CREA-AA) queste tecnologie vengono integrate in un unico sistema, e il banco di prova è l’acqua: nel Mediterraneo, la sua disponibilità determina quanto e come si produce. 

Prima si misura 

Nel progetto Water4AgriFood il gruppo di Rossana Monica Ferrara ha seguito per tre stagioni un pescheto dell’azienda sperimentale del Centro a Rutigliano (Bari). A terra sono state installate stazioni meteorologiche, sonde che misurano l’acqua nel terreno, sensori che seguono la linfa che sale nel tronco e strumenti che registrano ora per ora la crescita dei frutti. Dall’alto sono intervenuti droni con fotocamere in grado di leggere lo stato di salute e la temperatura delle piante. Con questi dati è stato misurato l’effetto di due soluzioni semplici: i teli che coprono il terreno sotto le piante e le reti ombreggianti. I teli hanno reso l’acqua più efficiente: a parità di irrigazione, la resa idrica è aumentata del 24% e la produzione ottenuta per ogni metro cubo d’acqua fino al 17%. 

Poi si decide 

Il secondo versante è quello digitale, seguito anche da Pasquale Garofalo. È di quest’anno EaSiCroM, un programma che simula la crescita della coltura e suggerisce quando e quanto irrigare, sviluppato con l’azienda Vantia e l’Università di Bari e già registrato come software. Rispetto ai modelli tradizionali chiede molte meno informazioni per partire, funziona da un normale browser ed è stato collaudato su pomodoro, sorgo, girasole e frumento duro. La novità è che il sistema può essere aggiornato durante la stagione dalle immagini di droni e satelliti e restituisce mappe che indicano quanta acqua distribuire in ogni punto del campo. 

Lo stesso metodo ha già dato risposte concrete. Sul pomodoro da industria in Capitanata il miglior equilibrio fra resa, guadagno e consumo d’acqua si ottiene con 300-400 millimetri di irrigazione a stagione. Su un oliveto biologico salentino, sospendere l’irrigazione quando il nocciolo si indurisce e usare il biochar (carbone vegetale che migliora il terreno) permette di risparmiare circa due terzi dell’acqua, senza perdere produzione. 

Misurare e decidere: è qui che la tecnologia agricola sta cambiando mestiere. 

Il progetto 

Water4AgriFood – Miglioramento delle produzioni agroalimentari mediterranee in condizioni di carenza di risorse idriche. 

Programma: PON (Programma Operativo Nazionale) “Ricerca e Innovazione” 2014-2020, codice ARS01_00825. 

Finanziamento: 10 Mln € 

Durata: 30 mesi. 

Partner dell’attività specifica: CREA-AA, Tecno.EL, Polyeur. 

Team CREA: Rosanna Monica Ferrara 

Obiettivi e ricadute: ridurre gli sprechi d’acqua agendo sul microclima e sull’evaporazione dal terreno, invece che solo sui volumi irrigui. Le prove sul pescheto indicano soluzioni trasferibili alla frutticoltura mediterranea.

Per approfondire 

Garofalo P. et al. (2026), EaSiCroM: a modular, low-parameterisation decision support system for crop growth simulation and irrigation scheduling in water-scarce agricultural systems, Sustainability 18, 3956. 

Garofalo P. et al. (2025), Optimizing water footprint, productivity, and sustainability in southern Italian olive groves, Land 14, 318. 

Garofalo P. et al. (2025), AquaCrop model to optimize water supply for a sustainable processing tomato cultivation in the Mediterranean area, Agricultural Systems 223, 104198. 

Glauco Gallotti
Direttore CREA Centro Agricoltura e Ambiente

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