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giovedì, 29 Gennaio 2026

La fattoria degli animali

Della stessa Rubrica

Zootecnia e acquacoltura in Italia, la nostra “fattoria degli animali”: ecco il tema decisamente ambizioso e molto caldo con cui ci misuriamo in questo numero e con cui terminiamo il giro degli approfondimenti dedicati ai nostri 12 Centri di Ricerca.  

Stiamo parlando, come scrive il presidente CREA Andrea Rocchi nel suo consueto editoriale, di pilastri strategici dell’economia nazionale, che contribuiscono per il 30% all’intera produzione agricola italiana e generano un valore di 12 miliardi di euro. Tuttavia, sempre più spesso l’opinione pubblica si interroga sul corretto ruolo delle proteine animali nella nostra dieta, sul benessere degli animali allevati e sul loro impatto ambientale: problematiche a cui la ricerca, in particolare quella del CREA, è chiamata a dare risposte puntuali ed efficaci. 

Il CREA Zootecnia e Acquacoltura è un centro di eccellenza in Italia e un punto di riferimento a livello internazionale nello studio e nello sviluppo di soluzioni innovative e digitali per l’allevamento animale e l’acquacoltura, con grande attenzione alla salute, alla resilienza,  al miglioramento genetico (come nel caso del recente accordo con il MASAF per il cavallo sportivo italiano), alla biodiversità –basti pensare ai bovini maremmani di Tormancina (RM), alle razze ovicaprine autoctone mantenute a Bella (PZ) e al patrimonio genetico dei nostri cavalli Lipizzani, di cui gestiamo l’unico nucleo di conservazione italiano a Monterotondo (RM) -, senza dimenticare la qualità della vita degli animali e quella dei prodotti (carne, latte e formaggi, uova e pesce) derivati. 

La fattoria Italia spazia dalla terra – con bovini, ovi-caprini, suiniavicoli ed equini, ma anche bachi da seta e api – all’acqua (salata e dolce), con pesci molluschi: milioni di capi da gestire con due parole chiave, strettamente interconnesse, sostenibilità e digitalizzazione. Vedremo infatti come la tecnologia offra strumenti all’avanguardia, in stalla, in mangiatoia, ma anche al pascolo e in acqua – con l’acquacoltura di precisione -, apportando importanti vantaggi per l’animale e per l’ambiente. Ed è proprio su questo ultimo fronte che la ricerca è impegnata a misurare l’impatto ambientale delle pratiche adottate, perché solo misurando e certificando, si potrà pianificare l’intervento più appropriato che, in ogni fase (alimentazione compresa), può ridurre emissioni e valorizzare il carbonio nel suolo. Poi, la scommessa più importante: trasformare i reflui zootecnici in fertilizzanti di precisione e in biogas e biometano. 

Insomma, una innovazione a tutto tondo, per una qualità totale, che parte dal prato – con foraggi e leguminose (siamo i primi produttori in Europa di erba medica), nutrizionalmente migliorati (anche con le TEA), ad alto tasso di biodiversità e addirittura possibili fonti di alternative green agli agrofarmaci di sintesi – per arrivare sulle nostre tavole, coniugando gusto e salute, tradizione e innovazione.

Iniziamo dai formaggi: ci sono, quelli tipici (Pecorino di Farindola, Pecorino di Filiano DOPBitto DOP, Caciottone di Norcia) e storici reiventati dalla ricerca e quelli che i ricercatori hanno inventato, come l’aromatizzato all’olivo (per l’incorporazione di sottoprodotti del frantoio – foglie di olivo, sansa e acque reflue – nelle diete delle vacche da latte, in un’ottica di economia circolare) e FRIP, appositamente creato per i nefropatici. Certo, non può mancare la carne, ma cerchiamo di andare oltre il solito racconto, per un viaggio tra specie e qualità meno note. E finiamo con il pesce, facendo chiarezza su quello allevato. 

Restando in ambito marino, conosciamo meglio acquacoltura e pesca di casa nostra, anch’esse alle prese con importanti problematiche di sostenibilità- racconta il direttore tecnico scientifico CREA Alberto Cavazzini – come l’adattamento e la resilienza ai cambiamenti climatici e i loro effetti sugli ecosistemi e sulle filiere, come la diffusione di specie aliene e per cui la ricerca può fare molto. E, proprio in questi settori, l’Ente sta ampliando le sue competenze, grazie a una massa critica di ricerca già diffusa tra i suoi centri. 

E ancora, le nostre rubriche.   

Ai microfoni del podcast La Ricerca tutta da ascoltare Salvatore Claps, direttore del CREA Zootecnia e Acquacoltura, ci porta a scoprire sedi, storia, attività e competenze del suo Centro, punto di riferimento per zootecnia ed acquacoltura. 

CREAincontra Nicola Di Noia, direttore AIA (Associazione italiana Allevatori), che ci racconta il ruolo degli allevatori e dell’Associazione e chiarisce quale ricerca servirebbe al comparto. 

A CREA per l’impresa Paolo Zanetti, presidente di Assolatte (l’Associazione Italiana Lattiero Casearia, che raccoglie il 90% del le imprese del comparto), a cui abbiamo chiesto di guidarci tra i numeri, il presente e il futuro del settore, pilastro dell’agricoltura italiana e del made in Italy a tavola. Con uno sguardo particolare al rapporto con la ricerca pubblica e con i cittadini. 

Con CREA per la Scuola, scopriamo le ultime novità dalla Scuola del Casaro, la realtà formativa unica nel suo genere nata al CREA di Bella (PZ). 

Daremo Uno sguardo al Futuro con Giovanni Cabassi, ricercatore del CREA Zootecnia ed Acquacoltura, per capire come trasformare l’infrazione dell’Italia per la Direttiva Nitrati in una straordinaria leva per innovare profondamente il modo di fare agricoltura. 

Chiedilo al CREA risponde alla domanda di Anna: C’è crudo e crudo: ma perché i prosciutti non sono tutti uguali? Sebastiana Failla, Ricercatrice CREA-Zootecnia e Acquacoltura ci spiega cosa cambia davvero e come si fa a riconoscere quello di qualità.  

Infine, CREABreak, in questo numero in formato xl, con tanti video in cui i ricercatori spiegano iniziative e progetti e approfondiscono temi specifici. 

 Buona lettura, visione, ascolto. 

Cristina Giannetti
Direttrice Responsabile CREA Futuro e Capo Ufficio Stampa CREA

Storica per formazione, giornalista per vocazione e comunicatrice per passione

#laFrase
vivere per raccontarla
(Gabriel García Márquez)

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