Da scarto a risorsa: i reflui zootecnici possono diventare un alleato chiave della sostenibilità agricola. Grazie alla ricerca e alle nuove tecnologie, oggi è possibile trasformare liquami e letami in fertilizzanti di precisione, riducendo sprechi e impatti ambientali. Il CREA Zootecnia e Acquacoltura (CREA-ZA) sperimenta sistemi innovativi che adattano le dosi alle reali esigenze del suolo e delle colture. Meno concimi minerali, più sostanza organica e maggiore efficienza. Una sfida che unisce produttività, ambiente e futuro della zootecnia.
Quando uno scarto diventa risorsa
In agricoltura nulla va davvero sprecato. I reflui zootecnici – liquami, letami e digestati – sono da sempre considerati un problema da gestire, spesso associati a cattivi odori o a rischi ambientali. Eppure, se utilizzati correttamente, possono diventare una risorsa preziosa per migliorare la fertilità dei suoli e ridurre l’uso di fertilizzanti minerali. Oggi, in un contesto segnato dall’aumento dei costi dei concimi minerali e da normative ambientali sempre più stringenti, la gestione sostenibile dei reflui non è più solo una buona pratica, è una necessità per garantire la sopravvivenza e la sostenibilità delle nostre produzioni zootecniche.
Fertilizzare il suolo, non solo la coltura
I reflui agro-zootecnici apportano azoto, fosforo e sostanza organica. Quest’ultima è un elemento chiave per la salute del suolo: migliora la struttura, favorisce l’attività microbica e contribuisce a trattenere acqua e nutrienti. In altre parole, l’utilizzo dei reflui non nutre solo la coltura dell’anno, ma costruisce fertilità nel tempo. Il problema nasce quando la distribuzione non è calibrata sulle reali esigenze di campo e della coltura. Una distribuzione errata e in eccesso può infatti tradursi in perdite verso l’ambiente, per l’azoto sotto forma di nitrati nelle falde acquifere o emissioni di protossido di azoto e ammoniaca in atmosfera. È qui che entra in gioco le nuove tecnologie e la ricerca.

Dalla ricerca al campo: più precisione, meno sprechi
Negli ultimi anni il CREA-ZA sede di Lodi ha lavorato per trasformare la gestione dei reflui, introducendo le tecnologie speditive (geoelettrico e Near Infrared Reflectance, NIR, ossia – NdR -metodi rapidi per analizzare suolo, colture o fertilizzanti direttamente in campo) di monitoraggio del suolo e la distribuzione a rateo variabile in sostituzione della pratica “a dose fissa”. Grazie allo sviluppo di queste tecnologie, oggi, è possibile adattare le dosi di refluo alle caratteristiche del suolo e alla variabilità presente all’interno dello stesso appezzamento. Analisi del terreno, mappe digitali e modelli di simulazione permettono di capire dove e quanto distribuire, valorizzando al massimo i nutrienti disponibili, massimizzando lo stoccaggio di sostanza organica e riducendo il ricorso ai concimi minerali. Il risultato è un sistema colturale più sostenibile sotto tutti i punti di vista: economico, ambientale e sociale.
Le macchine di distribuzione dei liquami o altri effluenti disponibili sul mercato, oggi, permettono di raggiungere elevati standard di precisione evitando sotto e sovradosaggi. In più, tecniche spettroscopiche NIR consentono di migliorare ulteriormente la distribuzione dei liquami, misurando in tempo reale il titolo fertilizzante dell’effluente, modificando la dose da distribuire sulla base di quanto stabilito o prescritto dalla mappa. Una distribuzione di precisione così realizzata non può prescindere da un interramento diretto del refluo, condizione essenziale per ridurre le perdite e massimizzare l’efficienza d’uso dei nutrienti.
Altre tecniche che il CREA-ZA si accinge a sperimentare riguardano l’utilizzo dei fertilizzanti organici (di cui gli effluenti zootecnici fanno parte) in fertirrigazione, cioè la distribuzione del liquame insieme all’acqua irrigua tramite pivot o sistemi a manichetta. Questa tecnica consente un controllo molto preciso della dose, diluita nell’acqua, e un aumento dell’efficienza nutrizionale, grazie alla distribuzione nei momenti di maggiore richiesta della coltura. Inoltre, permette di intervenire anche quando l’ingresso in campo di macchine pesanti non è possibile, evitando danni alla coltura e al suolo.
Reflui e ambiente: una sfida da vincere
La Direttiva Nitrati e le politiche europee chiedono all’agricoltura di ridurre l’impatto ambientale senza compromettere la produttività. I reflui zootecnici, se ben gestiti, possono contribuire, anche in un contesto di zootecnia intensiva, a questo obiettivo: meno fertilizzanti minerali, più riciclo dei nutrienti e maggiore attenzione al suolo. Non si tratta di scegliere tra produzione e tutela ambientale, ma di farle camminare insieme. La sostenibilità, oggi, si coltiva valorizzando al massimo gli strumenti messi a disposizione dalle nuove tecnologie.

Tecnologo presso il CREA, Centro di ricerca in Zootecnia e Acquacoltura di Lodi.
Ha competenze nell’agricoltura di precisione, spettroscopia NIR e fluorescenza a raggi X (XRF)
#lafrase “Festina lente” (Ottaviano Augusto)

Primo ricercatore presso il CREA, Centro di ricerca in Zootecnia e Acquacoltura di Lodi.
Ha competenze nell’ambito della gestione con metodi di agricoltura di precisione dei reflui e nell’utilizzo di tecniche spettroscopiche NIR, MIR e XRF nell’analisi di suoli, reflui zootecnici, matrici vegetali e lattiero casearie
#lafrase “The best time to plan an experiment is after you’ve done it” (R. A. Fisher)

Studente di dottorato presso il CREA, Centro di ricerca Zootecnia e Acquacoltura di Lodi, in collaborazione con lo IUSS di Ferrara.
Ha competenze nell’utilizzo di modelli di simulazione colturale per applicazioni di agricoltura di precisione.
#lafrase“All models are wrong, but some are useful” (G.E.P. Box)

Collaboratore Tecnico degli Enti di Ricerca presso il CREA, Centro di ricerca Zootecnia e Acquacoltura di Lodi.
Ha competenze nella distribuzione a rateo variabile dei concimi e nell’automazione dell’allevamento bovino.
#lafrase“L’agricoltura sembra molto semplice quando il tuo aratro è una matita e sei a un migliaio di miglia dal campo di grano”
(D. Eisenhower).


