Agrivoltaico: come integrare le macchine agricole

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 L’agrivoltaico apre una nuova frontiera per l’agricoltura, dove energia rinnovabile e produzione nei campi devono imparare a convivere. Ma tra file di pannelli, spazi di manovra ridotti e attrezzature non sempre compatibili, la meccanizzazione diventa uno snodo decisivo. Progettare bene gli impianti, aggiornare il parco macchine e puntare sull’agricoltura di precisione può trasformare questi vincoli in opportunità. È da questo equilibrio tra tecnologia, efficienza e lavoro agricolo che passa la reale sostenibilità dell’agrivoltaico. 

L’agrivoltaico (AV), ovvero l’integrazione di sistemi agrivoltaici all’interno dell’azienda agricola, rappresenta una strategia promettente per l’uso sostenibile del territorio. Un aspetto poco studiato riguarda l’integrazione della meccanizzazione agricola aziendale con le strutture dell’AV (Box 1).  

Gli aspetti dimensionali, funzionali e di impiego devono permettere la massima sinergia. In assenza di ostacoli, le direzioni di marcia e le manovre sono ottimizzate in base alla forma dell’appezzamento. Nei sistemi AV, l’orientamento dei pannelli fotovoltaici è determinato da criteri di efficienza energetica non sempre coerenti con la parte agricola. Il fronte di lavoro e i percorsi delle macchine devono, quindi, adattarsi all’orientamento delle file di pannelli e allo spazio disponibile tra due file (pitch). Devono essere previste  idonee zone di rispetto tra i pannelli e l’area lavorata per la salvaguardia dell’operatore e delle strutture. Tutto ciò determina una riduzione dell’efficienza operativa. Gli attrezzi presenti nel parco macchine di un’azienda agricola possono presentare una certa variabilità delle larghezze di lavoro spesso disallineata alla distanza tra le file dei pannelli (Fig. 1).

Fig. 1 – Esempio di dimensioni medie dei principali attrezzi agricoli a confronto con una larghezza operativa media tra pannelli a orientamento verticale 

Durante le svolte in testata, se lo spazio di manovra non è sufficiente, possono essere richieste manovre più complesse e meno efficienti. 

Quando la larghezza dell’attrezzo non corrisponde allo spazio operativo disponibile o non ne è un sottomultiplo si può verificare la formazione di un’area di sovrapposizione (Fig. 2) con conseguenze negative sia sull’efficienza d’uso e, quindi, sulla redditività dell’azienda agricola sia sull’ambiente (compattamento del suolo, dispersione di prodotti agrochimici, maggiori costi di carburante, manodopera e gestione). 

Fig. 2 – Possibili combinazioni tra larghezza degli attrezzi per la lavorazione e larghezza operativa dell’impianto AV.

Tuttavia, è possibile indicare alcuni interventi in grado di migliorare l’integrazione del fotovoltaico con i sistemi agricoli: 

  • aggiornamento del parco macchine tenendo conto delle innovazioni tecniche (trattori a carreggiata stretta o con aumentata capacità sterzante); 
  • posizionamento dell’impianto in campi di forma regolare;  
  • adozione di agricoltura di precisione (AP); 

L’AP include l’impiego di sistemi satellitari di guida, software per l’ottimizzazione dei percorsi, sistemi digitali per il monitoraggio delle colture. Presenta, quindi, un potenziale significativo per la meccanizzazione in quanto può migliorare l’efficienza operativa e la sicurezza d’uso delle macchine agricole all’interno degli impianti AV. 

Alberto Assirelli
Dirigente di ricerca CREA Centro Ingegneria e Trasformazioni

PhD dal 1996 si occupa delle seguenti tematiche di ricerca afferenti al proprio SSD: studio e applicazione di nuove tecnologie nel settore agricolo in filiere tradizionali ed emergenti nei settori alimentari, agro-industriali e colture energetiche.

#lafrase : il futuro appartiene a chi ha il coraggio di non trasformare in recinto la propria comfort zone

Enrico Santangelo
Responsabile grafica & multimedia, Ufficio Stampa e Comunicazione CREA

Ha svolto attività di ricerca nel campo del miglioramento genetico. Opera attualmente nel settore delle bioenergie e dell’utilizzazione di biomasse residuali

#lafrase Non puoi cambiare la natura degli umani; quello che puoi fare è cambiare gli strumenti che usano, cambiare le tecniche. Allora, cambierai la civiltà (Stewart Brand)

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