Difendere la vite senza chimica è sempre più realtà: concimazioni mirate e microrganismi utili diventano alleati contro stress e patogeni.
Il CREA sviluppa strategie che rafforzano le difese naturali della pianta, anche contro la Flavescenza dorata. Dalla convivenza con le virosi ai lieviti autoctoni sul Primitivo, la ricerca punta su sostenibilità e qualità. La bioprotezione si afferma così come frontiera green della viticoltura, capace di unire produttività, ambiente e identità territoriale.
Difendere la vite con concimazioni mirate e microrganismi utili
La produzione viticola è sempre più esposta a stress di natura biotica e abiotica, che riducono la produzione e la competitività delle aziende. Per garantire un maggiore rispetto dell’ambiente, la difesa della vite deve essere incentrata su strategie naturali, in linea con Agenda 2030, Farm to Fork e le politiche europee di sostenibilità, puntando su concimazioni mirate e microrganismi utili capaci di rafforzare la pianta e ridurre l’uso di input chimici. In tal senso il CREA Viticoltura ed Enologia studia approcci innovativi che proteggono la vite sia dall’esterno sia dall’interno. Microrganismi selezionati e corrette strategie nutrizionali possono agire come bioprotezione diretta contro i patogeni o stimolare le difese naturali della pianta.

Contro la Flavescenza dorata, malattia da quarantena, in laboratorio sono state trattate barbatelle di Chardonnay con MVOC, composti organici volatili prodotti da microrganismi, capaci di attivare le difese endogene. Le piante hanno mostrato diversi livelli di infezione a seconda dei composti utilizzati, aprendo la strada a futuri protocolli di difesa a basso impatto.
In altri contesti la difesa coincide con strategie di convivenza, come nel caso della virosi della degenerazione infettiva in aree storicamente infette, dove sostituire le viti significherebbe perdere biodiversità senza risolvere il problema. Qui il CREA-VE sperimenta protocolli nutrizionali basati su apporti minerali mirati, alghe e sovesci per ottenere produzioni di buona qualità anche in vigneti malati.
Su Primitivo, contro i funghi responsabili dei marciumi dei grappoli (Botrytis, Penicillium, Aspergillus), sono stati impiegati due ceppi autoctoni di Starmerella bacillaris in strategie di bioprotezione pre-vendemmiale. Oltre a uve più sane, i vini ottenuti risultano più morbidi, grazie al maggiore contenuto di glicerolo, con colore più intenso e profilo aromatico più complesso per l’aumento degli antociani. Una prospettiva che valorizza l’uso mirato dei lieviti autoctoni, riduce i solfiti e rafforza il legame tra microbioma della vigna e identità del vino.
Come funziona la bioprotezione
La bioprotezione pre-vendemmiale consiste nel trattare l’uva con microrganismi benefici, già presenti in natura e scelti per la loro capacità di competere con funghi e batteri indesiderati. Questo approccio riduce la necessità di interventi chimici mirati e permette allo stesso tempo di influenzare i primi stadi della fermentazione, contribuendo a profilo aromatico, equilibrio acido e intensità cromatica del vino. Per questo la bioprotezione è, oggi, considerata una strategia sostenibile, utile anche a ridurre l’impiego di solfiti e valorizzare l’identità microbica del territorio.

Tecnologa presso CREA VE Conegliano (TV)
Laureata in Scienze Biologiche, è nel team di studio in patologia viticola e coordina progetti di ricerca su fitoplasmosi e virosi con particolare competenza sui fitofagi della vite.
#laFrase “Non devi mai aver paura di ciò che stai facendo se è la cosa giusta.”
Marie Curie

Ricercatore presso CREA VE Turi (BA)
Laureato in Scienze e Tecnologie Agrarie, la sua attività scientifica si concentra sull’identificazione di agenti di biocontrollo efficaci contro le principali malattie biotiche della vite, sull’implementazione di approcci biologici privi di sostanze chimiche e sullo studio a livello molecolare del meccanismo d’azione dei microrganismi antagonisti e dell’interazione genotipo-microbioma.
#laFrase
“Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile, e all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile”
San Francesco.


