Negli ultimi anni, la Zootecnia 4.0 sta trasformando l’allevamento grazie alle tecnologie intelligenti, rendendo le aziende più efficienti e sostenibili. Il programma Agridigit, promosso dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (MASAF) e sviluppato dal CREA, ha avviato la digitalizzazione delle filiere agro-zootecniche con l’obiettivo di raccogliere dati in tempo reale per monitorare benessere animale, produzione e impatto ambientale.
Negli ultimi anni, l’allevamento sta vivendo una trasformazione profonda grazie alla digitalizzazione e alle tecnologie intelligenti. Questo cambiamento, noto come Zootecnia 4.0, punta a rendere le aziende più efficienti, sostenibili e competitive, integrando strumenti digitali, sensori e sistemi di analisi avanzata. Il CREA Zootecnia e Acquacoltura (CREA-ZA) ha digitalizzato una stalla bufalina presso la sua sede di Monterotondo (RM), dotando gli animali di sensori auricolari per monitorarne la salute e le necessità riproduttive; i dati confluiscono poi nel software SensorHost, che li elabora e fornisce informazioni utili agli operatori.
Il progetto ha favorito collaborazioni scientifiche e industriali e lo sviluppo di nuove tecnologie come il Virtual Fencing, recinti virtuali che permettono di monitorare i pascoli in modo efficiente e di favorire il benessere animale .
Agridigit: il punto di partenza
Il programma Agridigit, promosso dal MASAF e sviluppato dal CREA, ha aperto la strada alla digitalizzazione delle filiere agro-zootecniche. L’obiettivo è chiaro: raccogliere dati in tempo reale, analizzarli e trasformarli in decisioni pratiche per migliorare la gestione degli allevamenti.
Grazie a sensori, piattaforme cloud e algoritmi, oggi è possibile monitorare:
- Benessere animale (movimenti, alimentazione, stress).
- Produzione (latte).
- Impatto ambientale (emissioni, uso di risorse).
La stalla bufalina digitale

Proprio in questo ambito, il CREA-ZA di Monterotondo è stato impegnato nella digitalizzazione della stalla bufalina, che ha previsto le seguenti installazioni:
- Dotazione di tutte le bufale in produzione (oltre 100) di sensori auricolari in grado di rilevare senza interruzione attività, inattività, alimentazione e ruminazione oltre a temperatura auricolare e di restituire, quindi, informazioni non solo su salute e alimentazione ma soprattutto sulla riproduzione. L’integrazione dei livelli di attività, di ruminazione e di temperatura consente di individuare correttamente e prontamente i calori degli animali e quindi di gestire efficientemente gli aspetti riproduttivi, che sono alla base di quelli produttivi. Occorre ricordare, infatti, che la produzione lattea si verifica come conseguenza di un parto. Tutte le produzioni animali si fondano sulla riproduzione: un animale sano, che mangia bene e che si riproduce regolarmente è la base per una produzione di qualità, sostenibile e rispettosa del benessere.
- Registrazione continua dei dati meteo-climatici, tramite una centralina meteo con sensori aggiuntivi posizionati sia in stalla che in sala mungitura.
- Misurazione delle emissioni individuali di metano per il controllo degli impatti ambientali e per la valutazione dell’efficienza delle razioni alimentari, mediante detector laser (LMD)
- Rilevazione automatica della condizione corporea (body condition score o BCS) e del peso, grazie allo Zoometer, uno strumento in grado di rilevare misure angolari, lineari e di superficie e di trasformarle in un punteggio di condizione corporea e un peso.
- Telecamere per la videosorveglianza e l’analisi comportamentale.
- Produzione di un software chiamato “SensorHost” in grado di gestire, processare e organizzare tutti i dati provenienti da questi sensori per dare informazioni, allarmi e indicazioni utili alle scelte decisionali dell’utente finale, che può essere l’allevatore, il ricercatore, il commerciale etc.

Tali dotazioni hanno attirato l’attenzione di realtà pubbliche e private interessate allo studio della specie bufalina, consentendo lo sviluppo e la programmazione di ulteriori tecnologie e ricerche. Ne sono esempio le collaborazioni con le Università di Agraria e Veterinaria di Viterbo, Perugia, Firenze, Torino, Sassari, con il dipartimento di informatica della “Sapienza” e di Unitelma, oltre che con l’industria mangimistica (SIVAM) e con realtà del settore ingegneristico e informatico per lo sviluppo di software di gestione intelligente per la stalla, sensori IoT per monitorare salute e produttività, Piattaforme di tracciabilità per garantire qualità e trasparenza lungo la filiera.
Virtual Fencing
Fra le nuove tecnologie oggetto di studio emerge l’applicazione del Virtual Fencing (recinti virtuali, senza barriere fisiche) all’allevamento bufalino. Questo è un sistema che utilizza collari GPS e segnali sonori o vibrazioni per guidare gli animali senza recinzioni fisiche.
I vantaggi sono notevoli, fra i tanti:
- Maggiore flessibilità nella gestione dei pascoli.
- Riduzione dei costi di infrastruttura.
- Miglioramento del benessere animale, evitando stress da barriere tradizionali.
Questa tecnologia rappresenta un passo avanti verso un allevamento più dinamico e sostenibile.
Conclusioni
La Zootecnia 4.0 è la chiave per affrontare le sfide attuali e per:
- Ridurre l’impatto ambientale.
- Garantire il benessere animale.
- Aumentare la competitività delle aziende.
Investire in digitalizzazione significa costruire un allevamento più sostenibile, sicuro e orientato al futuro.

CREA Centro Zootecnia e Acquacoltura sede Monterotondo (RM)
Si occupa principalmente di tecniche di allevamento dei ruminanti e negli ultimi anni si sta avvicinando all’agroforestazione
#lafrase La realtà è la realtà: non puoi farla sparire dicendo che è un sogno. Ma, se è un sogno, solo ricordando che è un sogno, scompare (Osho)

CREA Centro Zootecnia e Acquacoltura sede Monterotondo (RM)
Si occupa di nutrizione ed alimentazione degli animali da reddito, con particolare riferimento alla sostenibilità delle produzioni zootecniche, e di zootecnia di precisione.
#lafrase Sbagliare è cosa umana, anche per questo: gli animali sbagliano poco o non sbagliano affatto (G.C. Lichtenberg)

Ricercatore presso il Centro di Ricerca Zootecnia e Acquacoltura
Collaboratore del National Focal Point FAO per le risorse genetiche animali. I suoi campi di interesse spaziano dalla caratterizzazione, gestione e valorizzazione delle risorse genetiche animali al miglioramento genetico all’allevamento di precisione
#lafrase Il progresso non è fatto di grandi scoperte ma di tante piccole azioni che rendono le grandi scoperte patrimonio comune. (Parafrasando Henry Ford)


