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venerdì, 10 Aprile 2026

Il Decennale del Concorso Enologico 2/ I protagonisti raccontano

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Dietro le quinte, i principali artefici di questo percorso decennale raccontano la loro esperienza

I numeri sempre in crescita, fino al record di quest’anno non sono un caso, ma il frutto maturo di un sistema che da anni fa squadra. Ne parliamo con i principali artefici: Eleonora Iacovoni, Direttore generale MASAF, Patrizia Marini, Presidente della Re.N.Is.A. e Riccardo Velasco, Direttore del CREA Viticoltura ed Enologia.

Cosa significa il Concorso per voi?

Eleonora Iacovoni (E.I.):

Il Concorso Enologico degli Istituti Agrari d’Italia rappresenta, per il Dicastero dell’Agricoltura, una iniziativa strategica avviata sin dal 2012, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito (allora MIUR), con l’obiettivo di valorizzare e mettere a confronto le produzioni vitivinicole degli Istituti con indirizzo agroalimentare, promuovendo al contempo elevati standard qualitativi e una didattica sempre più aderente alle esigenze del settore.

Non si tratta di una semplice competizione, ma di un Concorso ufficiale regolato da specifici decreti ministeriali, tra cui prima il DM 16.12.2010 e successivamente il DM 9.11.2017, che garantiscono trasparenza, rigore e affidabilità delle valutazioni che sono svolte da Commissioni composte da Enologi qualificati.

L’iniziativa culmina nella premiazione al Vinitaly di Verona, momento di grande rilevanza istituzionale, in cui vengono riconosciuti il merito e l’impegno di studenti, docenti e dirigenti.

Il Concorso testimonia l’impegno del Ministero nel sostenere la formazione dei futuri professionisti del settore enologico che rappresenta una delle missioni del nostro Ministero, contribuendo alla crescita e alla valorizzazione del Made in Italy.

Patrizia Marini (P.M.):

Il Concorso Enologico di Vinitaly, che si svolge da dieci anni in collaborazione con il MASAF, il CREA e Re.N.Is.A., rappresenta sicuramente per noi uno dei punti nevralgici del programma di tutta la Rete degli Istituti Agrari. Questa collaborazione ad alto livello con il centro di ricerca CREA consente a tutti i partecipanti al Concorso di avere le possibilità e le chance di essere giudicati, nei propri prodotti, da una giuria selezionata; una giuria che non è lì solo per dare un giudizio tecnico, ma anche per supportare e consigliare le scuole a migliorarsi sempre di più. Sono state dieci edizioni meravigliose e stupende, sempre in un crescendo continuo. E ogni anno ci sono dei ricordi incredibili. Quest’anno, poi, il decimo anno rappresenta la chiusura di un percorso: una chiusura decennale che ci vede al fianco del MASAF e del Ministro Lollobrigida, il quale è sempre con noi, vicino, insieme ai nostri ragazzi. Un particolare grazie va al CREA per il supporto continuo che ci ha dato e che ci darà anche in futuro, perché io mi auguro che sempre di più il mondo della scuola e il mondo della ricerca possano operare insieme.

Riccardo Velasco (R.V.):

Tutta l’aura che circonda questo evento ha un che di magico: lavori con le scuole, ma il palcoscenico sarà Vinitaly. Anche per i ragazzi è un momento che equivale a un battesimo: le quinte e le seste degli enologici si confrontano con i pari grado, ma sotto lo sguardo di giudici adulti e del mondo dove probabilmente verranno catapultati l’anno successivo, un mondo straordinariamente competitivo e ferocemente reale, dove nessuno ti fa sconti: o sei bravo a fare vino, o fai altro nella vita. Il Concorso dà l’idea di ciò che sarà a cavallo tra la fine dell’adolescenza e l’avvento dell’età matura, delle responsabilità, del coraggio di provarsi. L’Ente di ricerca, quale massima autorità nel battesimo di fuoco per i ragazzi, è al tempo stesso garante di onestà intellettuale e priorità del merito; insegna e offre opportunità anche di lavoro per chi vorrà rimanere nel campo della ricerca e sperimentazione; nel contempo, pone l’asticella oltre la quale si costruisce un futuro. Per noi è un impegno, ma con i ragazzi è sempre un piacere.

C’è un momento, un episodio che vi ha particolarmente emozionato? Ce lo raccontate?

E.I.:

Sì, uno in particolare ci fa ancora sorridere.

Un po’ di tempo fa durante una delle sessioni di degustazione arrivò un campione presentato alle Commissioni, come da regola, in forma anonima ma con una piccola particolarità che avevamo visto noi che

prendevamo in carico i campioni di vino: sull’etichetta, oltre alle indicazioni obbligatorie c’era un marchio di fantasia, con una scritta del tipo “Primo giorno – Da non sottovalutare”.

Questo mi e ci fece sorridere. I cinque enologi della prima commissione iniziarono la degustazione con grande rigore e concentrazione, il campione passò anche alla seconda commissione, come da prassi. Alla fine, quel vino vola sopra gli 80/100, entrando tra i migliori della classifica e finisce fra i premiati.

Al Vinitaly, sul palco, arrivano i ragazzi emozionatissimi. Uno dei ragazzi, con una sincerità disarmante, dice: “abbiamo scritto ‘da non sottovalutare’ perché nessuno credeva davvero in questo vino prodotto in micro-vinificazione fatta “di nascosto” (ovviamente con il consenso del docente).

La nota in etichetta l’avevano scritta per scherzo, ma era uno scherzo finché non ha battuto tutti.

P.M.:

Uno dei momenti o degli episodi che mi ha emozionato particolarmente è stato due anni fa, quando c’è stata la premiazione alla presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni. Non ci aspettavamo che arrivasse, anche se ce l’avevano preannunciato, ma ci è piaciuto moltissimo il modo attraverso il quale lei ha avvicinato i ragazzi e ha parlato con noi adulti. Ed è, soprattutto, una persona che ha saputo mettersi in una situazione – diciamo – quasi da pari a pari con degli studenti, con dei ragazzi che frequentano le scuole. Ci ha dato la possibilità di vivere un momento speciale vicino a una donna sicuramente speciale, che rappresenta la Presidenza del Consiglio dei Ministri. La sua verve e la sua carica sicuramente ci hanno trasmesso grandi emozioni quel giorno e non solo, e sicuramente le foto che abbiamo con lei sono fra le foto più belle che terremo sempre nel cuore.

Un particolare ringraziamento a tutto lo staff del CREA, in particolare a Cristina che è stata sempre vicina alla Rete e che ha sempre creduto in questo progetto insieme a Velasco, oltre che al Presidente al Direttore del CREA.

R.V.:

Dopo tre anni in cui il Concorso è stato seguito dall’Assoenologi, siamo subentrati noi del CREA: all’inizio con qualche titubanza ma presto, anche grazie agli ottimi rapporti con Re.N.Is.A. e alla sua Presidente, Prof. P. Marini, è cresciuto tra le mani un tumultuoso incontro con il mondo degli Istituti Agrari, con tutte le loro problematiche, ma anche tanto entusiasmo. Da allora, il rapporto è andato avanti con un crescendo wagneriano per numero e qualità dei partecipanti. Il momento che lascerà un ricordo indelebile è ogni anno lo stesso: a fronte della domanda “ma parteciperanno numerosi? Verranno abbastanza scuole?”, arriva sempre la settimana (di solito la penultima prima della scadenza) in cui, in uno o due giorni, i corrieri ci seppelliscono di scatole e scatoloni, tanto da faticare a trovare il posto per tutti i vini. Su tutti quest’anno: 101 vini e 32 scuole, un record difficilmente eguagliabile (mediamente 25-27 scuole e 70-80 vini). In due giorni i magazzini sono pieni e un muro di bottiglie ci conferma la bontà dell’iniziativa.

Giuseppina Crisponi
Tecnologo CREA Politiche e Bioeconomia

Giornalista pubblicista.

#lafrase Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza (Antonio Gramsci L’Ordine Nuovo, primo maggio 1919)

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