Anche se numerosi studi epidemiologici dimostrano i rischi per la salute associati al consumo di bevande alcoliche, ricerche più recenti stanno dimostrando che, per il vino, alimento della dieta mediterranea consumato a dosi moderate ai pasti, è importante valutare non solo le quantità, ma il “come e quando”. Ce ne parla Stefania Ruggeri, nutrizionista e prima ricercatrice del CREA Alimenti e Nutrizione.
Dieta Mediterranea e vino: un binomio ancora possibile?
Come studiosa mi sono spesso interrogata su un’apparente contraddizione: diversi studi epidemiologici dagli anni ‘60 in poi hanno dimostrato gli effetti protettivi sulla nostra salute della Dieta Mediterranea, che include nella sua essenza, un consumo moderato di vino nei pasti, mentre altri importanti studi epidemiologici più recenti indicano con chiarezza che il consumo di alcol anche a dosi moderate è associato a un aumento del rischio delle patologie a carattere cronico-degenerativo. Se si leggono attentamente queste ricerche, ci si rende conto, però, che la maggior parte valuta gli effetti dell’alcol sulla salute umana considerando le quantità ingerite e non la modalità di consumo. In altre parole, non vi è distinzione tra un consumo fuori pasto, binge drinking o il consumo al pasto. Pertanto, alcuni ricercatori recentemente hanno dimostrato che è non solo importante valutare la quantità, ma anche il modo con cui si consuma l’alcol e, più precisamente il vino, nella nostra Dieta Mediterranea. Gli studi sono ancora pochi, ma dimostrano che se si beve vino è il pattern (ndr modello) dietetico a fare la differenza e chi rischia di più è chi non segue un pattern mediterraneo. Altri studi dimostrano effetti positivi di un’aderenza alta alla dieta mediterranea, con consumo moderato di vino nei pasti, nella riduzione del diabete di tipo 2. Sono indagini allo stadio preliminare, ma aprono un orizzonte interessante per nuove conoscenze su questo tema.
Che cosa succede se consumiamo un bicchiere di vino al pasto?
Diverse ricerche sperimentali, simili a quelle che studiano l’assorbimento dei farmaci, hanno dimostrato che bere durante o dopo un pasto riduce le concentrazioni di alcol nel sangue rispetto a bere a stomaco vuoto. Cosa significa? Un pasto che contiene carboidrati, proteine o grassi fa sì che l’alcol rimanga più a lungo nello stomaco e che sarà assorbito più lentamente dal duodeno. Di conseguenza, l’alcol passerà più lentamente nel circolo sanguigno e il picco alcolemico si abbasserà. Alcuni studi affermano che ci potrebbe essere una quota di alcol non assorbita pari a circa il 10-20% e questo sarebbe un dato interessante, ma servono conferme scientifiche.
I consigli dell’esperta?
Per prima cosa: adolescenti e giovani fino a 21 anni devono evitare sempre il consumo di qualsiasi bevanda alcolica, sia essa birra, vino o superalcolico. Lo stesso vale per le donne in gravidanza e in allattamento, per chi ha avuto tumori, persone con malattie epatiche, del pancreas o altre patologie croniche. Nel caso di qualsiasi patologia, bisogna consultare sempre il proprio medico di fiducia. Se ci si vuole concedere un bicchiere di vino, mai farlo a stomaco vuoto e mai lontano dai pasti. So di molte giovani adulte che per risparmiare calorie durante gli aperitivi o nel tardo dopo cena consumano bevande alcoliche senza consumare alcun cibo: un’abitudine sbagliatissima e pericolosa per la nostra salute. Se si vuole bere ogni tanto, facciamolo seguendo il nostro stile mediterraneo. Scegliamo un vino di qualità, il nostro Paese è ricco di ottimi prodotti, e la quantità massima giornaliera va limitata a un’unità alcolica per le donne, 1-2 bicchieri per gli uomini, che va consumata sempre all’interno di un pasto mediterraneo, costituito da una fonte di carboidrati, una fonte di proteine e da un buon condimento a base di olio extra-vergine di oliva. Ovviamente, il tutto deve essere accompagnato da una porzione abbondante di verdura e frutta di stagione, ricche di composti protettivi per la nostra salute.

Giornalista pubblicista e componente dell’Ufficio Stampa CREA
Svolge attività di branding, media relations, implementazione ed aggiornamento contenuti dell’area stampa del sito CREA, pianificazione eventi, rassegna stampa press e audio-video; news e comunicati stampa su seminari, convegni, eventi, studi e attività scientifiche dell’ente.


