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venerdì, 10 Aprile 2026

In vigneto, dove nasce la qualità/2: nuove sfide per la difesa  

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La difesa della vite affronta nuove sfide, tra cambiamento climatico e riduzione dei fitofarmaci disponibili. Nuovi parassiti, come “Erasmoneura vulnerata” e “Jacobiasca lybica”, si affiancano alle minacce storiche, come “Scaphoideus titanus”, vettore della Flavescenza dorata, ancora emergenza chiave.  Cresce anche l’impatto delle cocciniglie, con effetti su qualità e sanità delle uve.  La partita, quindi, si gioca su un approccio integrato: solo così la viticoltura potrà restare competitiva e resiliente. 

Negli ultimi anni la difesa fitosanitaria della vite in Italia è entrata in una nuova fase, segnata da sfide sempre più complesse. Il cambiamento climatico, la progressiva riduzione delle sostanze attive disponibili e la comparsa di patogeni e fitofagi emergenti stanno rivoluzionando le strategie di gestione dei vigneti. Un equilibrio già delicato che, oggi, richiede competenze più avanzate e un approccio integrato. 

Se da un lato continuano a essere presenti i fitofagi “storici”, come le tignolette della vite o gli acari, dall’altro si affacciano nuove minacce capaci di alterare profondamente l’agroecosistema viticolo. Tra queste la cicalina maculata Erasmoneura vulnerata, ormai diffusa in diversi areali del Nord Italia. In caso di forti infestazioni, questo insetto può compromettere la maturazione dell’uva e incidere sulla qualità delle produzioni. Non meno preoccupante è l’espansione da sud verso il centro della cicalina africana Jacobiasca lybica, le cui punture causano ingiallimenti e disseccamenti delle foglie. Un danno affatto marginale che, nel tempo, può ridurre la vigoria delle piante e alterare l’equilibrio produttivo del vigneto. Resta poi determinante il ruolo della cicalina americana Scaphoideus titanus, vettore dell’agente causale di Flavescenza Dorata. Pur non essendo una novità, continua a rappresentare una delle principali emergenze fitosanitarie, poiché la diffusione della malattia è strettamente legata alla dinamica delle sue popolazioni e al loro controllo. 

fig.1 danni da Jacobiasca lybica su vigneto

A complicare ulteriormente il quadro è la presenza in diverse aree delle cocciniglie della vite, sempre più diffuse. Specie come Planococcus ficusPseudococcus comstockiParthenolecanium corni e Targionia vitis sottraggono linfa alle piante e producono melata, favorendo fumaggini e compromettendo l’aspetto e la qualità dei grappoli, oltre a favorire la diffusione di virosi della vite. 

fig.2 cocciniglia su grappolo

In questo scenario in rapido mutamento, la parola chiave diventa “sistema”: solo un approccio capace di integrare clima, biodiversità e dinamiche dei parassiti potrà garantire una viticoltura competitiva, sostenibile e resiliente alle sfide del futuro. 

Un caso di successo: il contrasto al ragnetto giallo 

Nei distretti d’eccellenza di Montalcino, Chianti e Val d’Orcia, la difesa dei vigneti DOCG passa per una precisione microscopica. Il gruppo di Acarologia del CREA-Difesa e Certificazione ha trasformato il contrasto al ragnetto giallo (Eotetranychus carpini) in un modello di sostenibilità applicata. Superando l’uso della chimica invasiva, i ricercatori hanno perfezionato una strategia intelligente di introduzione e mantenimento dei Fitoseidi, acari predatori che agiscono come custodi naturali dei filari. 

Fig. 3 Predatore vs Parassita. Un confronto microscopico che salva la viticoltura d’eccellenza. La strategia di CREA-DC punta sul controllo biologico: l’acaro predatore (a destra) neutralizza il ragnetto giallo fitofago (a sinistra), garantendo l’integrità del Sangiovese (al centro) senza l’uso di chimica invasiva. 

Non si tratta di una sperimentazione isolata, ma di un successo validato da oltre vent’anni di accordi e progetti congiunti con le principali aziende vitivinicole. Questa sinergia ha permesso di stabilizzare l’ecosistema vigneto, garantendo la salute dell’apparato fogliare e la perfetta maturazione dei grappoli. L’azione del team del CREA-DC dimostra come la strategia adottata sia uno step significativo nella transizione ecologica, tutelando il prestigio e l’integrità dei brand più iconici del Made in Italy. 

Elisabetta Gargani
Ricercatore, CREA Centro Difesa e Certificazione

Entomologia agraria 

#lafrase Il successo non è mai definitivo, il fallimento non è mai fatale; è il coraggio di continuare che conta (Wiston Churchill)

Sauro Simoni
Dirigente ricerca presso CREA Centro Difesa e Certificazione

Difesa Integrata e Biologica nell’ambito dell’Acarologia, sviluppo di strategie di monitoraggio e controllo che riducano l’uso di fitofarmaci, valorizzando gli antagonisti naturali. 

#lafrase “Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi.”  Marcel Proust

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