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giovedì, 29 Gennaio 2026

L’acquacoltura italiana tra tradizione, innovazione e nuove sfide 

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L’acquacoltura italiana si conferma un settore in fermento, tra tradizione, qualità e innovazione, con circa 130.000 tonnellate prodotte nel 2023 tra molluschi, pesci marini e specie d’acqua dolce. Ma il comparto deve affrontare sfide crescenti: cambiamenti climatici, specie invasive e concorrenza internazionale mettono alla prova allevamenti e cooperative. In questo scenario, il CREA coordina la raccolta e l’elaborazione dei dati per EUROSTAT, monitorando l’andamento e l’evoluzione del settore e fornendo una base conoscitiva per programmare politiche e investimenti, oltre a strumenti per innovare e rendere il settore più resiliente.

L’acquacoltura italiana è un settore in continua evoluzione, capace di coniugare tradizione, qualità e sostenibilità. Con circa 130.000 tonnellate prodotte nel 2023, rappresenta una componente fondamentale della filiera ittica nazionale, soprattutto grazie ai molluschi bivalvi, come mitili e vongole, che costituiscono la quota principale delle produzioni, e ostriche, che rappresentano una grande opportunità per il futuro del settore. Accanto a questi, trovano spazio specie d’acqua dolce allevate nel nostro Paese da decenni, tra cui trota iridea, carpa e storione, quest’ultimo protagonista della crescente produzione di caviale italiano, ormai apprezzato a livello internazionale, ma anche specie marine, come spigola, orata e, recentemente, ombrina, allevate in gabbie a mare con tecnologie sempre più avanzate.  

Le produzioni tradizionali mantengono un forte legame con i territori: si pensi ai mitili del Golfo di La Spezia, alle vongole dei poli produttivi dell’alto Adriatico, alle trote allevate nelle acque sorgive delle aree montane del Trentino o alle spigole e alle orate degli impianti costieri in Toscana. Queste realtà, spesso a gestione familiare o cooperativa, rappresentano un patrimonio economico e culturale unico e al tempo stesso un presidio ambientale per zone lagunari, costiere e interne. 

Negli ultimi anni, tuttavia, il settore è chiamato a misurarsi con cambiamenti profondi. L’aumento delle temperature, le fioriture algali, la riduzione della qualità delle acque e l’ingresso di specie aliene invasive mettono sotto pressione gli allevamenti, con alcune produzioni che registrano forti cali, come la vongola, la cui produzione è passata da oltre 20.000 tonnellate nel 2022 a poco più di 5.000 nel 2024, a causa della pressione predatoria esercitata dal granchio blu. A tutto ciò si aggiungono le sfide economiche: l’aumento dei costi energetici e dei mangimi, la concorrenza da parte di Paesi fuori dall’Unione, da cui importiamo enormi quantità di prodotti a costi inferiori, e la necessità di innovare tecniche e impianti per garantire produzioni più sostenibili e resilienti. 

In questo contesto, un ruolo chiave è svolto dal Centro di Ricerca Zootecnia e Acquacoltura del CREA (CREA-ZA), che fornisce costante supporto tecnico-scientifico alla Direzione Generale Della Pesca Marittima e dell’Acquacoltura del MASAF in contesti nazionali e internazionali (. In particolare, dal 2017 il Centro coordina la raccolta e l’elaborazione dei dati di produzione nazionale per EUROSTAT. Questo lavoro sistematico permette di monitorare con precisione l’andamento delle produzioni, l’evoluzione del settore e l’emergere di nuove tendenze, offrendo a istituzioni e operatori strumenti fondamentali per programmare politiche e investimenti. 

ITAQUA – “Supporto tecnico-scientifico all’Amministrazione e monitoraggio del Piano Nazionale Strategico Acquacoltura (2021-2027) attraverso la Piattaforma ITAQUA” 

Partecipanti 

Centro Zootecnia e Acquacoltura (CREA) 

Ente Finanziatore 

Direzione generale della pesca marittima e dell’acquacoltura del MASAF 

Durata 

3 anni (2023-2026) 

Obiettivi 

  • supporto tecnico-scientifico continuativo all’Amministrazione centrale;  
  • monitoraggio del Piano Nazionale Strategico per l’Acquacoltura 2021-2027, attraverso la gestione della Piattaforma ITAQUA; 
  • il coordinamento del dialogo tra istituzioni e stakeholder 
  • la raccolta sistematica dei dati necessari al calcolo degli indicatori di avanzamento del Piano a livello nazionale ed europeo. 

Ricadute 

Le ricadute del progetto includono il rafforzamento della capacità istituzionale e del coordinamento multilivello tra Ministero, Regioni e settore produttivo, il miglioramento della qualità e dell’armonizzazione dei dati di settore, il supporto informato ai processi decisionali nazionali ed europei e una maggiore efficacia nell’attuazione delle politiche per lo sviluppo sostenibile, competitivo e resiliente dell’acquacoltura italiana. 

AQUADATA3 – “Rilevamento ed elaborazione dei dati inerenti le attività connesse all’acquacoltura esercitate sul territorio nazionale, nelle acque dolci e nelle acque marine e salmastre, al fine di garantire il rispetto del Regolamento (CE) n. 762/2008” 

Partecipanti 

Centro Zootecnia e Acquacoltura (CREA) 

Ente Finanziatore 

Direzione generale della pesca marittima e dell’acquacoltura del MASAF 

Durata 

3 anni (2023-2026) 

Obiettivi 

Garantire la raccolta censitaria, l’elaborazione e la trasmissione dei dati statistici relativi alle attività di acquacoltura esercitate sul territorio nazionale, in acque dolci e marine-salmastre, assicurando il rispetto del Regolamento (CE) n. 762/2008 attraverso protocolli armonizzati, strumenti informatici dedicati e il supporto tecnico-scientifico all’Amministrazione nei rapporti con EUROSTAT e gli organismi internazionali. 

Ricadute 

Le ricadute del progetto consistono nel consolidamento di una banca dati nazionale affidabile, aggiornata e conforme agli standard europei, nel miglioramento della qualità, tracciabilità e fruibilità dei dati di settore, nel rafforzamento del supporto alle politiche pubbliche e alla pianificazione strategica dell’acquacoltura e nella disponibilità di informazioni strutturate a beneficio di amministrazioni, comunità scientifica e stakeholder per analisi di lungo periodo e processi decisionali basati su evidenze. 

Grazie a questa attività di osservazione continua, il CREA può restituire un quadro aggiornato e affidabile dell’acquacoltura italiana: un comparto ricco di competenze, radicato nei territori e pronto ad affrontare il futuro attraverso innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e crescente attenzione al benessere animale. 

l Gruppo di lavoro di Acquacoltura è composto da sette unità: due primi ricercatori strutturati (Fabrizio Capoccioni e Domitilla Pulcini), tre ricercatori e tecnologi a tempo determinato (Arianna Martini, Marco Martinoli e Nicolò Tonachella), una assegnista post-doc (Teresina De Iorio) e uno studente di dottorato (Riccardo Napolitano). Lavoriamo con passione, competenza e spirito di collaborazione ai diversi progetti di ricerca dedicati all’acquacoltura, con l’obiettivo di crescere insieme e contribuire allo sviluppo sostenibile e innovativo del settore. 

#lafrase“Il modo migliore per avere una buona idea è avere tante idee.” Linus Pauling, scienziato e vincitore di due premi Nobel per la Chimica (1954) e per la Pace (1962)   

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