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domenica, 12 Aprile 2026

Vino & cucina made in Italy: la qualità al quadrato 

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Intervista allo chef Alessandro Circiello 

C’è un filo sottile, ma potentissimo, che unisce territorio, qualità, cultura e identità: è il legame tra vino e cucina, uno degli elementi più autentici e riconoscibili del nostro Paese.  Oggi, con il riconoscimento UNESCO della Cucina italiana, questo binomio assume un valore ancora più strategico, diventando un vero e proprio biglietto da visita del nostro patrimonio enogastronomico e un motore di sviluppo per i territori. 

Di questo ne parliamo con il noto chef Alessandro Circiello, per scoprire come gusto e tecnica, tradizione e innovazione possano tramandare il passato del nostro agroalimentare, proiettandolo verso un futuro che stiamo già iniziando a costruire. 

1)  Da chef come collochi il vino nella cucina italiana? 

Il vino è un elemento fondamentale perché racconta un territorio, un luogo e una cultura. Abbinarlo alle ricette significa valorizzare il sapore di un piatto e, allo stesso tempo, permettere al piatto di esaltare il gusto, il profumo e le caratteristiche del vino. In particolare, il vino rosso è ricco di virtù nutrizionali e nutraceutiche, che ne accrescono ulteriormente il valore. 

2)  Il recente riconoscimento della Cucina italiana come patrimonio UNESCO ha avuto ricadute positive sul vino italiano. Quali ti hanno colpito di più nella tua esperienza professionale e nel tuo rapporto con i clienti? 

Molti turisti arrivano a Roma per visitare la città, i suoi musei e per vivere l’atmosfera unica di bellezza che i nostri luoghi e i nostri territori sanno offrire. A mio avviso, il riconoscimento UNESCO della Cucina italiana, ottenuto grazie all’impegno del Ministro Francesco Lollobrigida, contribuirà a farli trattenere un giorno in più, spingendoli a scoprire e assaporare le nostre ricette. 

Non solo quelle romane, ma anche quelle delle aree limitrofe, dove esistono cucina e vini regionali altrettanto degni di essere conosciuti e assaporati. Ogni territorio, infatti, custodisce una straordinaria biodiversità, fatta di tradizioni, prodotti e sapori unici. 

Questo riconoscimento rappresenta, quindi, non solo un valore per chi, ogni giorno, lavora in questo settore, ma anche un importante strumento di promozione a livello internazionale. Il turista, infatti, porterà con sé un’esperienza, un ricordo e, spesso, anche un prodotto agroalimentare che vorrà ritrovare una volta rientrato nel proprio Paese, generando così un importante ritorno economico per i nostri produttori e per tutto il sistema agricolo. 

3) Guardando al futuro, qual è la tua ricetta per mantenere  vivo e attuale il binomio vino e cucina italiani? 

Il binomio tra vino e cucina è antico e affonda le sue radici in tempi lontani. Negli ultimi anni, però, questo rapporto si è evoluto grazie ai progressi nella conoscenza, nelle tecniche e nelle tecnologie. Un tempo, le ricette nascevano in modo prevalentemente intuitivo, così come la produzione del vino presentava margini di errore dal punto di vista tecnico. Oggi, invece, grazie al contributo della scienza, degli esperti e dell’innovazione, conosciamo meglio le reazioni, gli equilibri e gli accorgimenti necessari per ottenere risultati di qualità superiore. 

Questo ha permesso di migliorare significativamente sia la cucina sia l’enologia, portando a prodotti più raffinati e consapevoli. Il connubio tra vino e piatto resta però profondamente tradizionale e al tempo stesso attuale: il vino esalta il piatto e, allo stesso modo, il piatto valorizza il vino, in un equilibrio che attraversa il tempo e continua a rinnovarsi

Chi è

Alessandro Circiello, chef ed esperto di sana alimentazione, attualmente cura Esposizioni, il nuovo spazio dedicato alla ristorazione nella Serra di Palazzo delle Esposizioni a Roma. Portavoce della figura del cuoco come promotore di salute, tiene una rubrica su Rai 1, a “Buongiorno Benessere”, ed è co- conduttore de “In Forma il sabato” su Rai Radio2. È anche componente del TaSiN (Tavolo tecnico sulla sicurezza nutrizionale) del  Ministero della Salute.   

Micaela Conterio
Ufficio stampa CREA

Giornalista pubblicista dalla comprovata professionalità sia come addetto stampa, con particolare riguardo ai social media (relations, strategy, event e content) e al web, sia come redattrice di articoli presso diverse redazioni di testate giornalistiche nazionali. Fotografa e scrittrice per passione.

#lafrase Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi (Marcel Proust)

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