La conservazione delle razze bovine e ovicaprine locali – patrimonio genetico fondamentale per biodiversità, sicurezza alimentare e resilienza climatica – costituisce una risposta concreta alle sfide globali dell’Agenda 2030. L’agricoltura intensiva ha ridotto la diversità zootecnica, aumentando la vulnerabilità dei sistemi alimentari, ma le razze autoctone, pur meno produttive, sono più resistenti a malattie e condizioni climatiche estreme, svolgendo un ruolo chiave nella tutela del paesaggio, dei pascoli e nella prevenzione del dissesto idrogeologico. Il CREA Zootecnia e Acquacoltura (CREA ZA) opera attivamente nella conservazione genetica e nella valorizzazione economica di razze bovine e ovicaprine locali, con molteplici attività che includono allevamento in purezza, studi genetici, banche del DNA e criobanche di germoplasma.
La nostra società si trova di fronte a sfide epocali, riassunte nei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS) dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Una risposta potente e silenziosa si trova nel cuore delle nostre tradizioni agricole: la conservazione e valorizzazione delle razze bovine ed ovicaprine locali. Questi animali, plasmati da secoli di selezione naturale/antropica e interazione con specifici ambienti, sono veri e propri patrimoni genetici. La loro tutela non è solo una questione culturale, ma un imperativo per raggiungere diversi OSS cruciali, che vanno dalla sicurezza alimentare, alla rivalutazione delle zone rurali alla lotta contro il cambiamento climatico.
Quale legame tra biodiversità zootecnica e OSS?
L’agricoltura moderna, focalizzata sull’efficienza, ha ridotto il numero di razze animali, prediligendone poche ad alta produttività. Questa omogeneizzazione è un rischio enorme per il nostro sistema alimentare. La biodiversità zootecnica rappresenta, al contrario, la nostra polizza assicurativa contro crisi endemiche e ambientali. Le razze autoctone a limitata diffusione sono “meno produttive”, ma sono adattate e spesso manifestano una resistenza superiore a malattie endemiche e condizioni climatiche estreme (siccità, freddo intenso). Queste razze sono parte integrante dell’ecosistema locale perché mantengono la fertilità dei pascoli e gestiscono la vegetazione in aree montane, prevengono il dissesto idrogeologico, contribuendo attivamente alla conservazione del paesaggio e della sua flora e fauna. La valorizzazione delle razze locali è un potente motore di sviluppo socioeconomico per le aree rurali interne, spesso colpite da spopolamento. La produzione di alimenti derivati da razze autoctone (formaggi, carni, salumi) è strettamente legata al concetto di qualità e tipicità (prodotti DOP/IGP). Questo processo crea occupazione e rivitalizza l’economia locale, incentivando i giovani a rimanere o a tornare in campagna. Prodotti tradizionali, organoletticamente unici garantiscono il sostentamento delle filiere corte, trasparenti e a basso impatto. La conservazione e valorizzazione delle razze bovine e ovicaprine locali rappresenta una strategia lungimirante in linea con l’Agenda 2030.
Che cosa fa il CREA-ZA?
Il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria – Centro di ricerca Zootecnia e Acquacultura (CREA-ZA) è impegnato, da anni, in diversi progetti specifici che uniscono la conservazione genetica alla valorizzazione economica di razze bovine e ovicaprine locali. Il CREA-ZA di Monterotondo (RM) ha un ruolo centrale nella conservazione in situ della razza bovina Maremmana, un’antica razza rustica, nota per il suo allevamento allo stato brado e la sua adattabilità (Figura 1).

Fin dal 1923, nell’azienda di Tor Mancina, viene allevato un nucleo in purezza di soggetti di razza Maremmana. Il nucleo iniziale era composto da 60 vacche e tre tori, provenienti da vari allevamenti della maremma tosco-laziale. Ad oggi, l’allevamento è costituito da 100 fattrici e 10 tori e condotto secondo la tecnica “linea vacca-vitello” per la produzione di vitelli da ristallo. Negli anni sono stati sviluppati diversi progetti atti a conservare e valorizzare la razza bovina maremmana. Gli obiettivi specifici dei singoli progetti hanno spaziato dalla ricostruzione delle linee genealogiche e il calcolo della consanguineità (progetto BIODATI), allo studio del carattere gemellarità (Figura 2), mediante analisi sia di geni candidati sia del genoma intero (progetti: BIODATI, REDDBOV e AGRITECH), alla valorizzazione della produzione di carne (PSR-misura 16.1 e 16.2 BioFilPas Lazio), ma tutti con l’obiettivo generale di valorizzare la razza Maremmana al fine della conservazione.

Il CREA-ZA, la sede di Bella Muro (PZ), già Regia Stazione Sperimentale, svolge da anni attività di conservazione e valorizzazione dei piccoli ruminanti. Il Centro mantiene in allevamento nuclei di razze ovine (Altamurana, Gentile di Puglia, Leccese, Merinizzata italiana, Trimeticcia di Segezia) e caprine (Garganica, Rossa Mediterranea , Ionica, Di Potenza) autoctone a limitata diffusione, studiando anche la qualità dei prodotti ottenibili. Presso la sede di Monterotondo, è stata costituita negli anni una banca del DNA (progetto GENZOOT), utilizzata per studiare geni associati a caratteristiche qualitative dei prodotti e all’espressione di molecole nutraceutiche (oligosaccaridi) presenti nel latte. Il DNA è stato reso disponibile nell’ambito di partenariati nazionali ed internazionali per studi di biodiversità delle razze ovicaprine (progetti ADAPTmap, VarGoats, AGRITECH, BIOVITA). Nella sede di Bella è stata inoltre avviata la creazione di una criobanca di germoplasma (conservazione ex situ del seme,progetto COLAUTOC) e sono state sviluppate delle linee strategiche di ricerca per la conservazione delle razze caprine, valorizzando la sostenibilità economica e ambientale delle razze (progetto ACCASATA).
AGRITECH
IL Programma di Ricerca dal titolo “Centro Nazionale di Ricerca per le tecnologie dell’Agricoltura” – AGRITECH, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) attraverso i fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), Missione 4 “Istruzione e Ricerca”, 2023-2027, è stato sviluppato in 9 nodi tematici (Spoke), ognuno guidato da un ente capofila e focalizzato su una specifica area di innovazione. Il gruppo di lavoro di genetica animale del CREA ha svolto le sue attività nell’ambito dello SPOKE 1 (Plant, animal and microbial genetic resources and adaptation to climatic change), Work package 1.1 (Plant, animal and microbial genetic resources: mining for resilience), T 1.1.3 – Germoplasm storage and management, con l’obiettivo di studiare le risorse genetiche animali presenti nelle aziende gestite dal CREA. Partners: Il Centro è strutturato come una Fondazione Hub & Spoke coordinata dall’Università degli Studi di Napoli Federico II (l’Hub). La rete coinvolge 51 partner di eccellenza distribuiti in tutta Italia.
ACCASATA
Il progetto ACCASATA “Adattamento e conservazione genetiche autoctone nella specie caprina in Basilicata”, finanziato dal PSR Basilicata 2014-2020 – Sottomisura 10.2.1., 2018-2020, ha puntato a salvaguardare e valorizzare quattro razze caprine storiche (Garganica, Jonica, Rossa Mediterranea e Capra di Potenza) attraverso un approccio scientifico e pratico. Le attività hanno spaziato dal monitoraggio metabolico e ambientale alla creazione di biobanche per la conservazione del materiale genetico. L’obiettivo finale è stato quello di incrementare la popolazione di questi animali, coinvolgendo attivamente il territorio tramite seminari e reti informative. Partners: CREA-ZA, Università degli studi di Napoli
COLAUTOC
Il progetto COLAUTOC “Collezione di una banca del seme delle razze autoctone ovine e caprine e strategie per il loro mantenimento e aumento della numerosità”, finanziato dal PSR Basilicata 2014-2020 – Sottomisura 10.2.1, 2018-2021, si è focalizzato sulla salvaguardia della biodiversità zootecnica in Basilicata, puntando al recupero di razze ovine (come la Gentile di Puglia e l’Altamurana) e caprine (come la Garganica e la Rossa Mediterranea) a rischio estinzione mediante monitoraggio delle produzioni lattiero-casearie, della crescita dei capi e dello stato sanitario, e potenziamento della riproduzione anche attraverso l’uso di biotecnologie per aumentare il numero di esemplari. Partners: CREA-ZA, CREA-PB, A.R.A. Basilicata e Asso.Na.Pa.
REDDBOV
Il progetto di ricerca nazionale REDDBOV “Aumento della redditività degli allevamenti attraverso il miglioramento dei parametri tecnici e biologici”, finanziato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (MiPAAF), 2012 e il 2016, ha permesso la costituzione di una mandria sperimentale di incrocio tra la razza Frisona italiana e la Pezzata Rossa con l’obiettivo di studiare gli effetti del fenomeno dell’eterosi per i vari caratteri di interesse per le produzioni zootecniche. Inoltre è stato studiato il carattere della “gemellarità” nella razza bovina Maremmana. Il progetto ha rappresentato un ponte fondamentale tra la ricerca accademica e le esigenze pratiche degli allevatori, promuovendo modelli di gestione più moderni e competitivi sul mercato europeo. Partners: CREA-ZA
GENZOOT
Il progetto GEN-ZOOT “Valorizzazione del patrimonio zootecnico italiano attraverso strumenti avanzati di genomica, trascrittomica e proteomica applicati alla selezione per la qualità dei prodotti e il benessere animale”, finanziato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (MiPAAF), 2008-2015, ha rivoluzionato lo studio della zootecnia italiana applicando le moderne tecnologie genomiche. L’obiettivo è stato duplice: garantire prodotti alimentari di qualità superiore e migliorare il benessere animale, tutelando l’eccellenza delle nostre razze autoctone attraverso la scienza d’avanguardia. Partners: CREA (ex CRA-PCM-ZOE-FLC), Università della Tuscia (UNITUS), Università degli studi del Molise (UNIMOL), Istituto Europeo per le Ricerche Ambientali e Antropologiche Nazionali (IERAAN)
BIODATI
Il progetto BIODATI“Conservazione biodiversità, gestioni banche dati e miglioramento genetico”, finanziato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (MiPAAF), 2011-2014, ha segnato un passo avanti nella tutela dell’agricoltura italiana unendo tecnologia e natura. Attraverso la creazione di banche dati digitali, il programma ha permesso di catalogare e proteggere la nostra biodiversità, favorendo al contempo il miglioramento genetico delle risorse vegetali ed animali per un futuro più resiliente. Partners: CREA (ex CRA)
Partnership nazionali ed internazionali
Le partnership costituite da numerosi dipartimenti degli atenei universitari e istituti di ricerca nazionali ed internazionali che si occupano di produzioni animali. Non sussistono finanziamenti, ma una messa in comune di dati per la caratterizzazione genomica e la tutela delle razze autoctone. Gli obiettivi principali riguardano 1) studiare la biodiversità delle razze locali per gestire e tutelare la variabilità genetica e prevenire l’estinzione; 2) creare strumenti molecolari (basati su chip SNP) per certificare l’origine dei prodotti (carne e latte), garantendo che provengano effettivamente da una specifica razza; 3) identificare i geni responsabili della resilienza e della capacità di adattamento di queste razze ai territori marginali (montagna, zone aride).
Nazionali : BIOVITA (ovini), IGC (caprini), BOVITA (bovini)
Internazionali: ADAPTmap (caprini)

Conclusioni
Le razze locali non sono solo “beni genetici”, ma potenti motori socioeconomici per le aree interne e marginali. La loro valorizzazione, attraverso la produzione di alimenti unici e di alta qualità, crea un circolo virtuoso: offre un reddito più equo agli allevatori, incentiva i giovani a rimanere in campagna e rivitalizza il tessuto sociale. Scegliere un formaggio o una carne derivata da una razza autoctona significa premiare la sostenibilità, il benessere animale e la trasparenza della filiera. La conservazione e valorizzazione delle razze bovine e caprine locali, come dimostrato dall’impegno di enti di ricerca come il CREA-ZA è una strategia lungimirante di resilienza.

Ricercatore CREA-Zootecnia e Acquacoltura, sede di Monterotondo (RM)
Le sue tematiche di ricerca si sviluppano nel campo del miglioramento genetico degli animali di interesse zootecnico. In particolare, la sua principale esperienza consiste nella applicazione delle scienze “OMICHE” allo studio del genoma animale per comprendere la rete di geni che regolano i numerosi fenotipi delle produzioni animali d’interesse economico e per studiare la biodiversità animale.
#lafrase “βίος (bíos): vita. Sono biologa fin da bambina, perché ho avuto sempre interesse a capire i fenomeni della natura e le leggi che li governano, e a studiare gli esseri viventi. La perfezione della natura mi lascia a bocca aperta.

Ricercatore CREA-Zootecnia e Acquacoltura, sede di Monterotondo (RM)
Le sue attività riguardano principalmente l’applicazione di metodiche di biologia molecolare, genetica, genomica, trascrittomica, bioinformatica per studi di biodiversità, e dei caratteri produttivi e funzionali ai fini del miglioramento genetico in diverse specie di animali domestici.
#lafrase Non smetterò di meravigliarmi dei meccanismi molecolari che regolano il funzionamento di ogni singola cellula.

Ricercatore presso il Centro di Ricerca Zootecnia e Acquacoltura
Collaboratore del National Focal Point FAO per le risorse genetiche animali. I suoi campi di interesse spaziano dalla caratterizzazione, gestione e valorizzazione delle risorse genetiche animali al miglioramento genetico all’allevamento di precisione
#lafrase Il progresso non è fatto di grandi scoperte ma di tante piccole azioni che rendono le grandi scoperte patrimonio comune. (Parafrasando Henry Ford)


