Il Centro di Zootecnia e Acquacoltura del CREA a Monterotondo guida l’innovazione nella molluschicoltura italiana, affrontando le sfide del Mediterraneo in pieno cambiamento climatico. Mitili, vongole e ostriche sono sotto pressione per acidificazione, temperature in aumento e specie aliene, ma la ricerca trasforma le criticità in opportunità. Con progetti come OPTIFARM e BLUE SENTYNET, si studiano resistenza, crescita e vitalità dei molluschi, suggerendo strategie di adattamento per la molluschicoltura del futuro. Il Life Cycle Assessment analizza l’intero ciclo produttivo, evidenziando impatti e punti di forza, come la capacità dei molluschi di filtrare nutrienti e migliorare la qualità dell’acqua. Innovazione, sostenibilità e resilienza diventano così la bussola per garantire sicurezza alimentare e proteggere gli ecosistemi costieri.
Negli ultimi anni, grazie a numerosi progetti specifici, il Centro di Zootecnia e Acquacoltura del CREA è diventato un punto di riferimento nazionale per la ricerca nelle filiere della molluschicoltura. Il Mediterraneo, hotspot del cambiamento climatico, pone ai molluschicoltori una nuova sfida: garantire sicurezza alimentare in un mare in rapido mutamento, mantenendo alti standard di sostenibilità.
Cambiamento climatico ed effetti sul mitilo mediterraneo

Mitili, vongole e ostriche – ricercate sulle nostre tavole e importanti per la salute degli ecosistemi costieri – mostrano segnali di fragilità a causa dell’aumento delle temperature, dell’acidificazione e della predazione di specie aliene. La molluschicoltura può trasformare queste criticità in opportunità grazie a innovazione e ricerca. Con il progetto OPTIFARM , finanziato dal MASAF, il nostro Centro può studiare per la prima volta in condizioni controllate come l’acidificazione influisca sulla capacità dei mitili di ancorarsi tramite il bisso, una rete di sottili filamenti sensibile all’acidificazione delle acque. Sempre meno giovani mitili si fissano spontaneamente alle cime degli allevamenti e un bisso indebolito riduce anche la tenuta degli adulti sulle reste.
OPTIFARM – “Ricerca scientifica e applicata per una maggiore efficienza produttiva ed una adeguata risposta ai cambiamenti climatici dell’acquacoltura italiana”
Partecipanti
CREA (capofila), Alma Mater Studiorum Università di Bologna
Ente Finanziatore
Direzione generale della pesca marittima e dell’acquacoltura del MASAF
Durata
3 anni (2024-2027)
Obiettivi
Il progetto ha l’obiettivo di migliorare l’efficienza produttiva, la sostenibilità ambientale e la resilienza al cambiamento climatico dell’acquacoltura italiana, attraverso lo sviluppo di tecniche genomiche innovative per la storionicoltura e l’individuazione di strategie di adattamento per la mitilicoltura.
Ricadute
Le ricadute attese comprendono la riduzione degli impatti ambientali e dei costi di produzione, il miglioramento del benessere animale, il supporto decisionale per imprese e amministrazioni pubbliche e il trasferimento di conoscenze operative utili a rafforzare la competitività e la sostenibilità delle principali filiere acquicole nazionali.
Con approcci sperimentali che simulano le future condizioni di acidificazione previste nel Mediterraneo, il Centro studierà la resistenza dei filamenti, la rapidità con cui vengono prodotti, ed eventuali cambiamenti nelle proteine che li compongono. Un mare più acido sembrerebbe essere correlato anche alla maggiore vulnerabilità dei mitili ai patogeni. Grazie a strumenti che permettono di “entrare” nelle cellule del “sangue” dei molluschi, il Centro analizzerà la loro vitalità e la loro capacità di reagire e proteggere l’animale. Questi risultati permetteranno di comprendere meglio quali condizioni ambientali possano rappresentare una minaccia per lo stato sanitario degli allevamenti.
L’obiettivo finale? Immaginare un nuovo futuro, suggerendo strategie di adattamento al mare in continuo cambiamento. Grazie ai progetti OPTIFARM e BLUE SENTYNET, quest’ultimo finanziato dalla Regione Abruzzo, il Centro si impegnerà nell’analisi di possibili scenari futuri di adattamento della mitilicoltura al cambiamento climatico, come nuovi calendari di semina e raccolta del prodotto o uno spostamento degli impianti sempre più al largo, identificando soluzioni a medio e lungo termine, utili ai decisori politici per riconfigurare la molluschicoltura del futuro.
BLUE SENTYNET – “Mitilicoltura resiliente in Abruzzo: soluzioni tecnologiche e partecipative contro le sfide climatiche”
Partecipanti
Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise “G. Caporale” (Capofila), ARPA Abruzzo, ASL Abruzzo, CETEMPS – Università degli Studi dell’Aquila, Centro di ricerca Zootecnia e Acquacoltura (CREA).
Ente Finanziatore
Regione Abruzzo
Durata
3 anni (2026-2028)
Obiettivi
Il progetto ha l’obiettivo di sviluppare un sistema regionale avanzato e integrato di monitoraggio ambientale, sanitario e previsionale dell’ambiente marino costiero abruzzese, finalizzato a rafforzare la resilienza ai cambiamenti climatici del settore dei molluschi bivalvi. Mira, inoltre, a integrare dati in situ, osservazioni satellitari, modellistica meteo-idrologica e valutazioni sullo stato di salute dei molluschi, promuovendo soluzioni tecnologiche e partecipative per l’allerta precoce, l’individuazione di sentinel e safety zones e la definizione di strategie adattive a supporto degli operatori e delle istituzioni.
Ricadute
Includono il miglioramento della capacità di prevenzione e gestione dei rischi ambientali e climatici per la mitilicoltura e la pesca della vongola in Abruzzo, la disponibilità di strumenti operativi di early warning e supporto decisionale per gli operatori del settore, il rafforzamento del coordinamento tra enti scientifici, sanitari e amministrazioni pubbliche e la definizione di linee guida condivise per l’adattamento ai cambiamenti climatici. Il progetto contribuisce inoltre a consolidare un modello replicabile di gestione integrata delle aree costiere, con benefici duraturi per la sostenibilità ambientale, economica e sociale dell’economia blu regionale.
Mitili, vongole ed ostriche: un viaggio nella sostenibilità ambientale delle filiere molluschicole attraverso il Life cycle Assessment
Il Centro ha maturato una solida esperienza nella valutazione degli impatti ambientali, positivi e negativi, delle filiere del “cibo blu”. Tra queste, mitili, vongole e ostriche occupano un ruolo centrale. Nei progetti AQUACULTURE2020, VALUESHELL, finanziati dal MASAF, è stato applicato il Life Cycle Assessment (LCA), integrato con la valutazione dei servizi ecosistemici, per analizzare le pressioni ambientali lungo l’intero ciclo di vita, dall’allevamento alla depurazione e al confezionamento. Questa visione “dalla culla alla tavola” evidenzia criticità e punti di forza di produzioni oggi tra le più sostenibili nel campo delle proteine animali. Tra i vantaggi emergono l’assenza di mangimi e la capacità dei molluschi di filtrare nutrienti migliorando la qualità delle acque. L’analisi individua anche aspetti critici, come l’uso di plastiche, i consumi energetici e le emissioni delle operazioni in mare, permettendo di valutare strategie per ridurre ulteriormente gli impatti e avvicinare il settore a un modello “near-zero impact”. I risultati guidano innovazioni e scelte gestionali orientate alla tutela degli ecosistemi marini, fondamentali per la molluschicoltura.
AQUACULTURE2020 – “Supporto istituzionale e tecnico/scientifico per l’attuazione del Piano strategico per l’acquacoltura in Italia (2014-2020): azioni a sostegno del coordinamento organizzativo, dell’innovazione e della ricerca per le imprese e per il miglioramento della conoscenza e del trasferimento tecnologico”
Partecipanti
Centro Zootecnia e Acquacoltura, Centro Politiche e Bioeconomia (CREA)
Ente Finanziatore
Direzione generale della pesca marittima e dell’acquacoltura del MASAF
Durata
4 anni (2019-2022)
Obiettivi
AQUACULTURE2020 si articolava in tre moduli complementari finalizzati a: (i) approfondire gli aspetti economici della molluschicoltura italiana e applicare tecnologie e strumenti innovativi per la valutazione degli impatti ambientali del settore, migliorandone l’integrazione e la sostenibilità; (ii) assicurare supporto tecnico-scientifico e di coordinamento all’Amministrazione nell’ambito di attività istituzionali a livello nazionale, europeo e mediterraneo; (iii) gestire e sviluppare uno strumento di coordinamento e dialogo a livello nazionale, mettendo a disposizione degli stakeholder un ambiente di lavoro condiviso per raccogliere esigenze e proporre soluzioni a supporto della crescita e della competitività dell’acquacoltura.
Ricadute
Consistono nel rafforzamento del supporto alle politiche pubbliche per l’acquacoltura attraverso analisi economiche e ambientali mirate, nel miglioramento del coordinamento istituzionale e del dialogo tra Amministrazione, Regioni e operatori del settore, e nella diffusione di strumenti conoscitivi e operativi utili a orientare decisioni strategiche, favorire pratiche produttive più sostenibili e accrescere la competitività della molluschicoltura e dell’intero comparto acquicolo nazionale.
VALUESHELL – Economia, esternalità ambientali e policies del settore della mitilicoltura in Italia: attività di supporto istituzionale e tecnico-scientifico per l’attuazione del Piano strategico per l’acquacoltura 2014-2020
Partecipanti
Centro Zootecnia e Acquacoltura, Centro Politiche e Bioeconomia (CREA)
Ente Finanziatore
Direzione generale della pesca marittima e dell’acquacoltura del MASAF
Durata
4 anni (2020-2023)
Obiettivi
Fornire supporto tecnico-scientifico e istituzionale all’attuazione del Piano Strategico per l’Acquacoltura 2014-2020 attraverso l’analisi integrata degli aspetti economici, ambientali e di policy della molluschicoltura italiana. In particolare, si mira a quantificare le esternalità ambientali positive delle principali filiere di molluschi bivalvi mediante approcci di Life Cycle Assessment, a valutare il ruolo della molluschicoltura come servizio ecosistemico di sequestro del carbonio, e a sviluppare strumenti innovativi di monitoraggio e modelli previsionali (anche basati su dati satellitari e machine learning) a supporto degli allevatori e delle Amministrazioni pubbliche.
Ricadute
- rafforzamento delle basi scientifiche per la definizione di politiche pubbliche informate e sostenibili per la molluschicoltura,
- nella disponibilità di modelli LCA applicabili alle filiere produttive per individuare hotspot ambientali e strategie di mitigazione,
- nel riconoscimento e nella valorizzazione dei servizi ecosistemici forniti dai molluschi bivalvi,
- nello sviluppo di strumenti operativi di allerta precoce e supporto decisionale per la gestione dei rischi sanitari e ambientali.
Complessivamente, il progetto contribuisce a migliorare la sostenibilità ambientale, la resilienza economica e la competitività del settore molluschicolo nazionale.
Le attività condotte e previste per il futuro mostrano come la ricerca, quando dialoga con il territorio e con le imprese, possa diventare un motore di innovazione. In un contesto globale che richiede risposte rapide e robuste, il Centro si propone come riferimento per immaginare una nuova forma di molluschicoltura, sempre più attenta alla sostenibilità ambientale e resiliente alle sfide ambientali, dotandosi di strumenti previsionali e gestionali che garantiscano, a queste fondamentali filiere, un futuro solido.


Il Gruppo di lavoro di Acquacoltura è composto da sette unità: due primi ricercatori strutturati (Fabrizio Capoccioni e Domitilla Pulcini), tre ricercatori e tecnologi a tempo determinato (Arianna Martini, Marco Martinoli e Nicolò Tonachella), una assegnista post-doc (Teresina De Iorio) e uno studente di dottorato (Riccardo Napolitano). Lavoriamo con passione, competenza e spirito di collaborazione ai diversi progetti di ricerca dedicati all’acquacoltura, con l’obiettivo di crescere insieme e contribuire allo sviluppo sostenibile e innovativo del settore.

Frase: “Il modo migliore per avere una buona idea è avere tante idee.” Linus Pauling, scienziato e vincitore di due premi Nobel per la Chimica (1954) e per la Pace (1962)


