Il baco da seta è l’unico insetto a essere stato completamente addomesticato dall’uomo fin dal Neolitico e le cui tecniche d’allevamento sono state approfonditamente studiate. In Italia si pensa sia allevato da circa un millennio. Un’attività integrativa che integra allevamento e coltura, all’insegna della sostenibilità ambientale, ad alto tasso di innovazione, con ampi margini di crescita per una filiera che si sta rilanciando.
Il baco da seta può essere considerato un animale da allevamento?
Secondo l’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) e la FAO (Food and Agriculture Organization) il consumo di prodotti agricoli e ittici aumenterà del 13% entro il 2034. Per soddisfare la domanda mondiale, soprattutto di proteine di origine animale, sia per la nutrizione dell’uomo, sia per la zootecnia, i ricercatori stanno lavorando su risorse alternative come i minilivestock (minibestiame). Questi includono piccoli vertebrati e invertebrati come porcellini d’India, rane, lumache, lombrichi e insetti commestibili. Se le tecniche di allevamento dei minilivestock sono ancora in uno stadio rudimentale, il baco da seta è l’unico insetto a essere stato completamente addomesticato dall’uomo fin dal Neolitico e le cui tecniche d’allevamento sono state approfonditamente studiate. In Italia si pensa sia allevato da circa un millennio. È stato probabilmente introdotto dagli Arabi in Sicilia e dai Bizantini in Calabria, regioni dove era acclimatato il gelso nero (Morus nigra). L’allevamento del baco da seta si è poi diffuso verso il Centro e il Nord della penisola, insieme al gelso bianco (Morus alba), importato dalla Cina e che si adatta meglio a climi più freschi. La foglia del gelso è l’unico alimento della larva e risulta fondamentale per l’allevamento. Il gelso può essere impiantato in arboreti specializzati o lungo strade, fossi, confini, come avveniva un tempo, in un sistema che anticipava già l’agroforestazione moderna (sistema agricolo promiscuo in cui nello stesso appezzamento aziendale, si coltivano alberi e altre colture agrarie o si pratica l’attività zootecnica).

Il baco da seta e l’ambiente
La bachicoltura è un’attività integrativa di altre colture agricole che ha caratteristiche compatibili con l’ambiente. Il gelso assorbe e accumula grandi quantità di carbonio per la sua rapida crescita e la lunga durata dell’impianto. In terreni declivi o lungo le scoline consolida il terreno, in ambienti periurbani o industriali assorbe inquinanti nelle foglie, oltre ad avere funzione ombreggiante e frangivento. Viene coltivato in regime di agricoltura biologica per evitare l’utilizzo di prodotti che danneggino il baco da seta, vero e proprio rilevatore ambientale per pesticidi di varia natura.
Cosa si ricava dal baco da seta
Il baco, anche se addomesticato principalmente per ottenere filato di seta, è un animale d’allevamento a molteplice attitudine produttiva, proprio come la pecora, che produce lana, carne e latte. Infatti, la seta è utilizzata non solo come fibra, ma anche per le caratteristiche delle proteine che la compongono: biocompatibilità, biodegradabilità e integrabilità con altre molecole che ne funzionalizzano le proprietà già molto interessanti. L’industria cosmetica, biomedica e dei nuovi materiali ha sviluppato applicazioni innovative di grande importanza tecnologica, che, sebbene non richiedano grandi volumi produttivi, rappresentano mercati di nicchia con prospettive interessanti. La crisalide (lo stadio intermedio fra larva e farfalla all’interno del bozzolo) è fonte di proteina e di olio per alimentazione umana e zootecnica e per finalità cosmetiche. I sottoprodotti del gelso possono essere utilizzati come biomassa per scopi energetici, estrazione di bioattivi, bioplastiche e fibre vegetali. Per approfondire meglio i prodotti della filiera sericola: https://morusup.it/prodotti-filiera-serica/

Come si alleva il baco da seta
Per capire meglio come avviene l’allevamento del baco da seta è possibile consultare il “Manuale di buona pratica agricola sulla gelsibachicoltura”: https://www.masaf.gov.it/flex/files/8/7/c/D.60d46250dbc0314586d7/manuale_pratica_bach.pdf
Le criticità della filiera
La Cina produce circa il 53% della seta mondiale ed esporta la maggior parte della propria produzione in Europa. Nel distretto di Como c’è una filiera industriale di nobilitazione e finissaggio della seta molto attiva, che dà lavoro a circa diecimila di addetti, con un export di circa un miliardo di euro. Tuttavia, la mancanza di materia prima locale e un processo industriale controllato interamente dai brand della moda sono criticità importanti per questo settore.
Una nuova opportunità per la produzione di seta italiana è rappresentata dal fatto che il consumatore desidera sempre più acquistare capi di abbigliamento prodotti a km0, ambientalmente e socialmente sostenibili e di qualità elevata. Tuttavia, la filiera agricola deve essere organizzata in modo da gestire razionalmente le fasi di allevamento cooperativo delle prime età, essiccazione del bozzolo e conferimento all’industria di prima lavorazione.
Attualmente, la bachicoltura in Italia è praticata soprattutto nelle regioni Veneto e Calabria. In Veneto, le autorità regionali sostengono la filiera, soprattutto con fondi dedicati alla ricerca, favorendo la domanda di prodotto locale da parte di alcune industrie innovative. In Calabria, è stata mantenuta la produzione artigianale familiare, per la quale si è trovato uno sbocco turistico e on-line, tanto da attirare l’attenzione di un brand che ha investito nel territorio. Tuttavia, la filiera è ancora immatura in entrambe le regioni, poiché ha iniziato a svilupparsi solo una decina d’anni fa. Certamente, ha mobilitato un notevole interesse industriale, mediatico e comunicativo per la grande potenzialità e ha prodotto un rilevante livello di innovazione, grazie soprattutto ai progetti promossi da CREA (vedi riquadri).
| Morus up |
| CSR della Regione Veneto |
| Capofila: Agoris srl: Enti partner: CREA-AA/IT; Ez Lab srl; Veneto marketing srl; CIA Veneto; CIPAT Veneto; Aziende agricole partner: Az. Miotto Massimo; Az. Dametto Danilo; Az. Trevisan Diego; Cooperativa Cantiere della Provvidenza; Rete Bachicoltura Setica |
| Obiettivi: • Promuovere tecniche di allevamento innovative grazie a strumenti digitali e sistemi di rilevazione ambientale • Sostenere lo sviluppo della bachicoltura biologica, riducendo l’uso di sostanze chimiche e garantendo produzioni di alta qualità • Assicurare tracciabilità e autenticità tramite una piattaforma integrata blockchain dedicata alla gelsibachicoltura • Potenziare la competitività commerciale della filiera serica regionale con strategie mirate di valorizzazione. |
| AVISP1 |
| Convenzione con Veneto Agricoltura |
| Enti coinvolti: Veneto Agricoltura, CREA-AA, Regione Veneto |
| Obiettivi: Promuovere iniziative di promozione per il recupero e la valorizzazione delle tradizioni locali di carattere storico, turistico, didattico e culturale legate alla gelsi bachicoltura (manifestazioni fieristiche) |
| AVISP2 |
| Convenzione con Veneto Agricoltura |
| Enti coinvolti: Veneto Agricoltura, CREA-AA, Regione Veneto |
| Obiettivi: Identificazione e censimento delle piante di gelso, degli antichi filari e delle porzioni di filare; Istituzione, tenuta, aggiornamento e pubblicazione del “Registro dei Gelsi” sul sito web regionale a cura della Direzione Agroambiente, Programmazione e Gestione Ittica e Faunistico Venatoria |
| ARACNE (ADVOCATING THE ROLE OF SILK ART AND CULTURAL HERITAGE AT NATIONAL AND EUROPEAN SCALE ) |
| Progetto Horizon Europe |
| Capofila: CREA-AA Partner: Iniziativa Cube srl (Italy); Lepl State Silk Museum (Georgia); Nauchen Tsentar Po Bubarstvo Vratsa (Bulgaria); Piraeus Bank Group Cultural Foundation (Greece); Univerza V Mariboru (Slovenia); Ethniko Kai Kapodistriako Panepistimio Athinon (Greece); Instituto Murciano de Investigacion y Desarrollo Agrario y Medioambiental (Spain); D’orica S.r.l. Società Benefit (Italy); Chemins De La Soie – Des Cevennes aux Alpujarras (France); Sericyne (France); Partner associati: Universita degli Studi di Padova; Council Of Europe – Conseil de L’europe (FR); Mouseio Technis Metaxiou (GR) |
| Obiettivo generale: • Creare un ecosistema dell’innovazione della seta ampio e ben collegato che, partendo dal percorso storico seguito da Marco Polo nei suoi viaggi verso Oriente, includa anche le rotte di produzione e commercializzazione della seta in Europa nei secoli successivi. Obiettivi specifici • Miglioramento delle conoscenze e della memoria per la rinascita di un ecosistema europeo di innovazione nel settore della seta • Co-creazione di soluzioni creative basate sulla seta, incentrate sull’uomo e specifiche per il luogo, sfruttando le tecnologie digitali • Attuazione di strategie innovative, modelli di governance e finanziamento per le organizzazioni coinvolte • Sostenere la creazione di una Via della Seta europea, basata sul patrimonio culturale tangibile e intangibile legato alla seta. • Sensibilizzare l’opinione pubblica sui risultati, gli impatti e le aspettative di ARACNE per la costituzione di una Via della Seta europea. •Rafforzare l’identità culturale europea e potenziare la competitività europea per una società resiliente • Contributo al Green Deal europeo, al Nuovo Bauhaus europeo e agli Obiettivi di sviluppo sostenibile |

Dirigente di ricerca
Responsabile Laboratorio di gelsibachicoltura di Padova
#lafrase Uccidere il sogno è uccidere noi stessi. È mutilare la nostra anima. Il sogno è ciò che abbiamo di realmente nostro… (Ferdinando Pessoa)

Operatore tecnico laureato e dottore di ricerca – CREA, Agricoltura e Ambiente
Lavora presso il laboratorio di gelsibachicoltura di Padova
#lafrase Rispetto alla realtà tutta la nostra scienza è primitiva e infantile, eppure è la cosa più preziosa che abbiamo (Albert Einstein)

I Ricercatore CREA Centro Agricoltura e Ambiente
Laureato in Scienze Agrarie, dopo il dottorato di ricerca conseguito presso l’Università di Padova ha maturato esperienza nella modellistica degli agroecosistemi, con particolare attenzione ad agrometeorologia e fenologia vegetale, soprattutto nel settore vitivinicolo. Attualmente lavora alla conservazione delle risorse genetiche del gelso e segue progetti legati alla gelsibachicoltura e, più in generale, alla filiera serica.
#lafrase “La libertà che conta davvero richiede attenzione, consapevolezza e disciplina.” (D.F. Wallace)


