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giovedì, 9 Aprile 2026

Raccontare la qualità: la sfida di ARSIAL con i vini del Lazio 

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Dal 2023, la regione Lazio, su iniziativa dell’assessore all’Agricoltura, Giancarlo Righini, ha avviato una efficace strategia per riqualificare e rinnovare lo “storytelling” del suo agroalimentare, in particolare dei vini, che stanno vivendo una parabola ascendente all’insegna della qualità. Abbiamo chiesto al Presidente di ARSIAL, Massimiliano Raffa, di spiegarci i segreti di questo nuovo “rinascimento” culturale, economico ed enogastronomico. 

Presidente, parliamo dei vini del Lazio, prima e dopo la cura “Raffa”: cosa è cambiato sul fronte della narrazione? E su quello della qualità? 

 “È cambiato soprattutto il modo in cui il Lazio guarda a se stesso e quindi si racconta. In questi due anni ho lavorato per dare al settore vitivinicolo del Lazio un’impostazione più organica, più coerente, più strutturata: non più una somma di attività separate, ma una vera filiera di valore, dal campo alla tavola. Dentro questo percorso, quello che io ho definito Modello Lazio ha messo al centro l’imprenditore e i suoi fabbisogni: il cosa lo ha deciso l’imprenditore, il come lo ha costruito Arsial. Ma è cambiata molto anche Arsial e sta ancora cambiando. Il passaggio da ente percepito come assistenziale a partner di progetto non è stato semplice: non lo è stato dentro Arsial, per il lavoro di riposizionamento del team e non lo è stato nemmeno per il tessuto produttivo. Però era un passaggio necessario, perché solo così si costruisce un rapporto più maturo, più credibile e più utile alle imprese”. 

Come avete fatto? Qual è stata la vostra strategia? 

“La strategia è stata mettere in connessione tutti i passaggi della filiera. Abbiamo lavorato sulla ricerca in campo, sull’innovazione, sulla tutela delle denominazioni, sulla promozione, sulla presenza nelle fiere, sul posizionamento sui mercati, sul rapporto con la ristorazione e, infine, sull’incontro con il consumatore. In una formula: dal campo alla tavola. È questo il metodo che ho voluto imprimere al lavoro di Arsial: meno frammentazione, più visione, più connessioni, più continuità. E così anche la spesa pubblica smette di essere soltanto costo e diventa investimento, perché accompagna obiettivi chiari, costruiti sui fabbisogni reali delle imprese e orientati a risultati concreti”. 

Prossimi passi? 

“Adesso bisogna consolidare questo percorso. Voglio rafforzare ancora di più il posizionamento dei vini del Lazio, accompagnare i produttori sui mercati, aumentare reputazione e riconoscibilità delle denominazioni e portare sempre di più il vino del Lazio nei ristoranti e nelle carte dei vini, a partire da Roma. Perché è lì che il vino si consolida davvero come esperienza riconoscibile del territorio e come valore economico per tutta la filiera”. 

 
In questo quadro, qual è il ruolo della ricerca, in particolare quella del CREA? 

“La ricerca ha un ruolo decisivo, perché senza ricerca oggi non costruisci né qualità né competitività. In questi due anni abbiamo rafforzato il lavoro sulla ricerca in campo, attraverso i vigneti sperimentali e le attività tecnico-scientifiche, lavorando su innovazione varietale, sostenibilità, resilienza e qualità. È da qui che passa la capacità del vino laziale di crescere in modo solido e duraturo. E in questo quadro il contributo del CREA è fondamentale, perché il collegamento tra ricerca, istituzioni e imprese è la condizione per rendere più forte tutto il sistema”. 

Giulio Viggiani 
Giornalista pubblicista e componente dell’Ufficio Stampa CREA  

Laureato in Scienze Politiche, ha conseguito un Master In Comunicazione Pubblica e Relazioni Istituzionali. Svolge attività di branding, media relations, implementazione ed aggiornamento contenuti dell’area stampa del sito CREA, pianificazione eventi, rassegna stampa press e audio-video; news e comunicati stampa su seminari, convegni, eventi, studi e attività scientifiche. Cura la sezione storica del sito web CREA. 

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