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giovedì, 29 Gennaio 2026

Apicoltura: il tempo delle sfide  

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Apicoltura italiana: a che punto siamo? Tra sfide strutturali e globali, prospettive future e l’impegno della ricerca CREA, in prima linea con gli studi e i progetti condotti dal gruppo di Apidologia, eccellenza europea, in forza presso la sede di Bologna del centro Agricoltura e Ambiente.  

Un settore resiliente e vitale, ma che affronta gravi criticità strutturali: questo, in estrema sintesi, lo stato dell’arte dell’apicoltura italiana, che vive una fase contrastata. È strategica per l’impollinazione, con un valore stimato di 2 miliardi di euroe cresce il numero di apicoltori e aziende, sospinto soprattutto da un settore giovane e professionale nonché da una straordinaria biodiversità. Purtroppo, però, sta fronteggiando da tempo una grave crisi produttiva soprattutto a causa dei cambiamenti climatici, che rende il miele italiano sempre più dipendente dalle importazioni di prodotti a basso costo e di cui è difficile valutare l’autenticità.  

Punti di forza, criticità e prospettive del settore 

Punti di Forza: 

  • Crescita Numerica: Aumento costante di apicoltori (oltre 75.000 registrati nel 2023) e aziende, con forte professionalizzazione (80% gestito da operatori qualificati). Significativa la presenza di operatori con certificazione biologica.  
  • Ricchezza di Biodiversità: L’Italia vanta due importanti sottospecie autoctone (Ligustica e Siciliana e una grande varietà di mieli monofloreali, un patrimonio unico in Europa. Inoltre, la varietà climatico-vegetazionale del territorio e l’abilità degli apicoltori nel praticare il nomadismo consente di produrre oltre 30 mieli monoflora e diversi millefiori, fortemente caratterizzati dal punto di vista geografico.  
  • La Rete associativa: Presenza nella filiera di forti realtà associative che consentono dialogo qualificato con i diversi attori del settore 
  • Attrattività Istituzionale: Crescente attenzione e fondi (es. Piani di Sviluppo Rurale) per sostenere il settore. 
  • Posizione Europea: L’Italia è al 6° posto in UE per numero di alveari e al primo posto per produzione di api regine.  

Criticità e Minacce: 

  • Crisi Climatica: Eventi estremi (siccità, piogge intense) hanno causato crolli produttivi (fino al 75-90%) e carestia per le api. 
  • Importazioni Massicce: Il miele importato copre poco più del 50% del consumo nazionale, mettendo in crisi i produttori locali. Da un’analisi Coldiretti, oltre un terzo del miele importato in Italia nel 2025 proviene da paesi extra Ue.  
  • Contraffazioni e adulterazioni del prodotto: miele adulterato (miele che contiene zuccheri esogeni) e finto miele (sciroppi zuccherini di varia natura) importati dalla Cina e dall’Est Europa (comunitaria ed extracomunitaria) 
  • Basso Consumo Interno: Il consumo pro-capite è sotto la media europea, nonostante la biodiversità offerta. 
  • Rischio Estinzione Api Selvatiche: Circa il 24% delle specie autoctone è a rischio.  

Prospettive Future: 

  • Il comparto necessita di strategie mirate per affrontare i cambiamenti climatici e sostenere la produzione locale, valorizzando la qualità e la biodiversità italiana 

Le api in Italia: caratteristiche delle specie, dati produttivi e regioni di eccellenza 

Il parco apistico italiano si compone di circa 1,6 milioni di alveari gestiti da quasi 82.000 apicoltori, la maggior parte con meno di 150 alveari.  La diversità di ambienti naturali, su cui si adattano le colture agrarie, consente una produzione apistica differenziata  di mieli, contraddistinta da 30 varietà uniflorali. Al contempo, la produzione in regime biologico copre il13% circa degli apiari. L’Italia è la zona di origine di Apis mellifera ligustica, nota in tutto il mondo come “ape italiana”, e vanta il primato nella produzione europea di api regine: fino a 700 mila api regine l’anno, pari a circa un terzo della produzione complessiva dell’Unione. Ma è anche zona di origine di un’altra importante sottospecie: Apis mellifera siciliana, che ha caratteristiche di adattamento al clima caldo-arido della Sicilia, particolarmente interessanti. 

A livello geografico la produzione è diffusa in tutte le regioni del Paese. Le aree con più elevati volumi produttivi sono Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna, ma eccellenze di nicchia si trovano in Abruzzo (Parco Gran Sasso), Liguria (Strada del Miele), Basilicata (Miele d’Arancio) e Veneto (nel Trevigiano), ciascuna valorizzando la propria biodiversità, dal castagno in Toscana ai mieli di agrumi del Sud, riuscendo a coniugare tradizione e innovazione. Sebbene il Nord-Ovest (Piemonte, Lombardia) e l’Emilia-Romagna siano motori produttivi, il Centro (Toscana, Marche) e il Sud (Calabria, Sicilia, Basilicata, Abruzzo) offrono mieli unici legati alle loro peculiari biodiversità e tradizioni, con l’Abruzzo e il Trevigiano che emergono per premi e qualità specifiche.  

situazione di mercato nel settore, a causa dell’elevato livello dell’import che condiziona negativamente le vendite.  

Le importazioni coprono circa il 50% del fabbisogno interno. L’Italia è il sesto paese al mondo per importazioni di miele. Il fabbisogno della domanda interna, infatti, è circa il doppio della produzione nazionale, che si attesta sulle 22000 tonnellate. Nel 2024 sono state importate 25.155 tonnellate di miele, con un aumento del 14% rispetto allo stesso periodo del 2023. Tra i principali paesi fornitori figurano l’Ungheria con 9326 tonnellate, in aumento del 35% rispetto all’anno precedente, la Romania con 2103 tonnellate, con un incremento del 28% e la Cina con 743 tonnellate.  

L’impegno del CREA  

Il gruppo di ricerca in apidologia del Centro di ricerca Agricoltura e Ambiente del CREA si appresta a festeggiare i 90 anni di storia, poiché raccoglie l’eredità dell’Istituto Nazionale di Apicoltura, già attivo negli anni ’20, ma formalmente costituito con il Regio Decreto n.1049 del 16 giugno 1938, sotto l’egida dell’allora Ministero per l’Agricoltura e le Foreste.  

Nel corso dei decenni, di pari passo con lo sviluppo del settore, le competenze del team dedicato alle api si sono ampliate le linee di ricerca dedicate alla patologia, alla nutrizione, alla genetica, al biomonitoraggio, all’ecotossicologia, agli apoidei selvatici e alla valorizzazione dei prodotti. Parte importante hanno anche le attività istituzionali e di servizio, quali la gestione di tre Albi nazionali (istituiti dal Ministero dell’Agricoltura), il laboratorio di analisi fisico-chimiche e i corsi di formazione avanzata. I tre registri comprendono l’Albo Nazionale degli Allevatori di Api Italiane, istituito nel 1974, l’Albo Nazionale degli Esperti in Analisi Sensoriale del Miele e l’Albo Nazionale dei Melissopalinologi, riservato agli specialisti che studiano il polline nel miele per determinarne l’origine botanica e geografica e, identificando i fiori visitati dalle api, certificano la purezza del prodotto, scoprendo eventuali contraffazioni. 

Attualmente, il gruppo apidologia del CREA Agricoltura e Ambiente partecipa o coordina 7 progetti di ricerca sugli imenotteri impollinatori.  

Nel box seguente, la descrizione di obiettivi e ricadute di ognuno di essi: 

PROGETTO OBIETTIVI RICADUTE 
Beenet Osservazione delle api italiane in tutto il territorio nazionale, per definire la qualità delle condizioni agroambientali, con due reti di monitoraggio: sugli impollinatori da allevamento e su quelli selvatici Dati sullo stato di salute delle colonie di api mellifere e sulla biodiversità delle api selvatiche, funzionali alla definizione della qualità ambientale alle aree indagate 
BeeGuards Pratiche innovative di gestione con arnie dotate di sensori digitali per studi immunologici, comportamentali, patologici, genomici ed ecologici. Gestione apistica sostenibile e messa a punto di nuovi strumenti digitali per l’adattamento ai cambiamenti climatici. 
GENAPIS.IT.3 Tutela delle popolazioni italiane di Apis mellifera tramite azioni di miglioramento genetico per aumentare la resilienza ai cambiamenti climatici; sviluppo di applicazioni digitali e upgrading di qualità e quantità delle produzioni  Salvaguardia di biodiversità e potenziale genetico per rendere le popolazioni di api più resistenti a patogeni e aggressori naturali 
MEDIBEES Studio sulle basi genetiche delle sottospecie di ape mellifera presenti nel bacino del Mediterraneo, per migliorarne l’adattamento alle nuove condizioni ambientali Azioni di formazione e divulgazione a favore di tecnici e apicoltori per la promozione delle buone pratiche di gestione e la valorizzazione dei prodotti dell’alveare. 
BEEWATCHING Progetto di citizen science per sensibilizzare il pubblico sulla salvaguardia delle api selvatiche. Creazione di un database sulla distribuzione delle popolazioni in Italia, attraverso le segnalazioni fotografiche Formazione di una comunità civile di supporto scientifico al censimento di tipologie e condizioni di salute degli impollinatori 
Stopvelutina Rete di citizen science, composta da ricercatori, apicoltori e cittadini coinvolti nel monitoraggio e contenimento del calabrone asiatico Vespa velutina e di Vespa orientalis del Sud Italia Strutturazione di uno strumento formativo e informativo molto utile per la ricerca scientifica in palinologia e melissopalinologia 
PollenAtlas Portale di fotografie e video da microscopia ottica in HD, che consente il confronto morfologico tra diverse specie polliniche, la simulazione visiva del lavoro al microscopio, la consultazione e lo studio di tavole iconografiche degli spettri pollinici dei mieli. Implementazione continua di un Atlante digitale delle piante e dei pollini analizzati e censiti 

Per saperne di più: https://apidologia.crea.gov.it/  

Giulio Viggiani  
Giornalista pubblicista e componente dell’Ufficio Stampa CREA  

Laureato in Scienze Politiche, ha conseguito un Master In Comunicazione Pubblica e Relazioni Istituzionali. Svolge attività di branding, media relations, implementazione ed aggiornamento contenuti dell’area stampa del sito CREA, pianificazione eventi, rassegna stampa press e audio-video; news e comunicati stampa su seminari, convegni, eventi, studi e attività scientifiche. Cura la sezione storica del sito web CREA 

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