La tecnologia digitale può giocare oggi un ruolo fondamentale nella zootecnia di precisione. Le informazioni che può fornire attraverso sensori, macchine e robot, permettono di limitare o prevenire gli errori gestionali, di calcolo e valutazione fino a sostituirsi all’uomo grazie all’automazione di alcune funzioni. È proprio sui temi dell’automazione e della migliore performance degli allevamenti zootecnici, anche in termini di sostenibilità, che si sono focalizzati i progetti AutoFeed e SostFeed, promossi dalla Regione Lombardia e coordinati dal CREA.
La zootecnia di precisione ha l’obiettivo di gestire la variabilità che esiste all’interno dell’allevamento per mezzo della tecnologia. La variabilità si manifesta in moltissime fasi di un allevamento. Basti pensare che gli animali non sono tutti uguali e alcuni possono ammalarsi, il microclima della stalla ha ampie oscillazioni giornaliere e stagionali, gli ingredienti della razione alimentare variano molto in funzione della loro provenienza, stato di conservazione, trattamento (per esempio la trincia-miscelazione di una razione unifeed), ma anche il comportamento degli operatori può variare a seconda del loro grado di preparazione e formazione e può provocare degli errori, spesso involontari.
Quindi, perché la tecnologia – in particolare quella digitale – può giocare oggi un ruolo fondamentale? Proprio perché può fornire agli operatori i dati, quegli elementi decisionali sempre più importanti negli allevamenti moderni che hanno grandi dimensioni e che, in misura crescente, devono fare i conti anche con la sostenibilità dettata dai limiti fisici scanditi dall’ambiente e dalle risorse naturali. Le informazioni che vengono fornite dalla tecnologia (ad esempio i sensori, le macchine, i robot) permettono di ridurre o prevenire gli errori fino a sostituirsi all’uomo per quei compiti ripetitivi che non richiedono grandi decisioni grazie all’automazione di alcune funzioni.
È proprio sui temi dell’automazione e della sostenibilità degli allevamenti zootecnici che si sono focalizzati i progetti AutoFeed e SostFeed, promossi dalla Regione Lombardia e coordinati dal CREA.
AutoFEED – Automazione dell’alimentazione per gli allevamenti bovini della Lombardia è un progetto che prevede l’inserimento e la valutazione di sistemi automatici – parziali o totali – per l’alimentazione unifeed negli allevamenti bovini.
Il progetto, della durata di tre anni e sei mesi, è stato coordinato dal CREA – Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria in collaborazione con la Fondazione CRPA Studi Ricerche e cinque allevamenti bovini da latte e da carne della Regione Lombardia e con le consulenze dell’Università degli studi di Milano per gli aspetti energetici, della società Lombarda Zootecnica per la gestione dei dati dei robot e la ditta Panoramic per la comunicazione e disseminazione dei risultati, con l’obiettivo di fornire linee guida agli allevatori.
L’iniziativa è stata finanziata dal Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR) Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 attraverso la sottomisura “Sostegno per la costituzione e la gestione dei Gruppi Operativi del PEI in materia di produttività e sostenibilità dell’agricoltura”.
SostFEED – La sostenibilità dei sistemi automatici di alimentazione nell’allevamento di grandi e piccoli ruminanti, è un progetto che prevede la diffusione e la condivisione di conoscenze ed esperienze innovative relative alla zootecnia di precisione.
Il progetto, della durata di un anno e mezzo, è coordinato da CREA – Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria in stretta collaborazione con CRPA – Centro Ricerche Produzioni Animali Soc. Cons. p. A e ARAL – Associazione Regionale Allevatori della Lombardia per il trasferimento di innovazioni tecnologiche agli allevatori.
L’iniziativa è finanziata dal Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR) attraverso il Complemento di Sviluppo Rurale del Piano Strategico della PAC della Regione Lombardia 2023-2027 – Intervento SRH05 – Azioni dimostrative per il settore agricolo, forestale ed i territori rurali.

In particolare, l’automazione dell’alimentazione unifeed (Figura 1) è inizialmente stata motivata dalla difficoltà a reperire manodopera specializzata, ma nel corso del progetto AutoFeed ha dimostrato di avere molti altri punti di forza come:
– la riduzione degli sprechi, grazie alla possibilità di utilizzare sensori (imbarcati sul robot o videocamere installate al di sopra della mangiatoia) che monitorano la presenza di unifeed in mangiatoia e suggeriscono se e quanto ulteriore alimento eventualmente distribuire;
– il miglioramento delle produzioni animali;
– il miglioramento (e il gradimento) delle condizioni operative dell’allevatore;
– l’interesse per la tecnologia delle giovani generazioni e la neutralità a livello di genere (cioè, la tecnologia digitale piace a ragazzi e ragazze)
– la flessibilità di installazione e uso che ci ha fatto osservare stalle automatizzate in condizioni estremamente diverse (pianura, montagna, produzione di latte o di carne, allevamenti bovini o ovi-caprini, uso di razioni particolari per la produzione di formaggi a lunga stagionatura come il Parmigiano Reggiano);
– la disponibilità di moltissime informazioni sul comportamento alimentare degli animali;
– la riduzione dei consumi energetici;
– l’accessibilità economica dell’innovazione, non solo se supportata da agevolazioni pubbliche;
– la possibilità di mantenere dei presidi produttivi efficienti e attraenti anche in zone marginali come la montagna;
– il benessere degli animali.
Su quest’ultimo aspetto il progetto ha analizzato il comportamento degli animali, confrontando quattro condizioni tecnologiche (dal carro miscelatore tradizionale al robot) e osservando, sia con sistemi di registrazione sia con osservazioni dirette, le modalità di accesso alla mangiatoia e le eventuali conflittualità tra animali. L’analisi ha dimostrato che l’elevata frequenza di distribuzione di un sistema robotizzato (anche 12 volte al giorno) riduce significativamente i conflitti per l’accesso alla mangiatoia. Una ricerca condotta dall’Università di Padova su vitelloni da carne, inoltre, conferma che i sistemi robotizzati grazie alla loro frequenza di distribuzione migliorano anche le condizioni di salute degli animali, come è risultato dalle indagini condotte sulle condizioni del rumine di due gruppi di vitelloni alimentati tradizionalmente oppure con robot. Non è un caso se anche i più recenti standard sul benessere animale si basano proprio sulle condizioni degli animali e che queste siano osservabili costantemente e oggettivamente solo grazie alla tecnologia.
Il progetto ha anche messo in evidenza la possibilità di iniziare ad automatizzare la propria stalla semplicemente con uno spingi-foraggio robotizzato (Figura 2) in grado di rendere costantemente disponibile la razione che normalmente gli animali allontanano nella ricerca degli ingredienti più appetibili; la loro frequenza di riavvicinamento può raggiungere anche le 18 volte al giorno, improponibile per un operatore anche se dotato di attrezzature meccaniche adatte.

Tutti i dettagli del progetto AutoFeed sono reperibili nelle linee guida scaricabili gratuitamente qui:
https://autofeed.crea.gov.it/wp-content/uploads/2023/04/LIBRO-BISAGLIA_05042023.pdf
Per quanto riguarda la sostenibilità, appare evidente che la riduzione degli sprechi in mangiatoia, la possibilità di limitare gli errori umani durante la preparazione della razione (grazie anche a sensori ottici imbarcati) la forte riduzione delle richieste energetiche e la possibilità di auto-produrre l’energia necessaria, innescata da motori elettrici, renderà le tecnologie per la zootecnia di precisione sempre più apprezzate e diffuse. A fronte di ciò, però, sarà necessario un cambio di approccio degli allevatori ed un costante aggiornamento professionale degli operatori.

Ricercatore CREA Centro Ingegneria e Trasformazioni agroalimentari di Treviglio (Bergamo)
Primo ricercatore presso il Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l’analisi dell’Economia Agraria – Centro di ricerca Ingegneria e Trasformazioni agroalimentari di Treviglio (Bergamo). Laureato in scienze agrarie e Dottore di Ricerca in Chimica Agraria.

Tecnologo CREA Centro Ingegneria e Trasformazioni agroalimentari di Treviglio (Bergamo)
Dirigente tecnologo presso il CREA, Centro di ricerca Ingegneria e Trasformazioni agroalimentari di Treviglio Ha competenze nel settore della meccanizzazione e automazione zootecnica e nella meccanizzazione agricola di precisione.
#lafrase “Non chi comincia, ma quel che persevera” (Leonardo da Vinci)


