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giovedì, 29 Gennaio 2026

Pesce allevato: sfatiamo le FAKE NEWS

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Il pesce italiano che arriva in tavola non è più solo pescato: sempre più spesso è allevato in acque controllate, fresco, sicuro e sostenibile. Dalle trote al caviale, dalle spigole alle orate, l’acquacoltura italiana unisce qualità, innovazione e benessere animale, con antibiotici ridotti al minimo e rigorosamente controllati. Sfatare i miti sul “pesce allevato” significa scoprire un settore moderno che protegge l’ambiente, garantisce tracciabilità e offre prodotti di stagione, pronti a conquistare palati e mercati, rispondendo alla domanda globale di proteine senza depauperare i mari. 

Per chi ancora non lo sapesse, il pesce di acquacoltura è quello allevato in ambienti controllati, sia marini che di acqua dolce, secondo protocolli rigorosi che ne garantiscono qualità, tracciabilità e sicurezza. Si tratta di una forma di produzione alimentare in forte espansione a livello globale, nata per rispondere alla crescente domanda di proteine ittiche e per ridurre la pressione da pesca. 

Il pesce d’acquacoltura in Europa, e soprattutto in Italia, è caratterizzato da elevati standard di sicurezza alimentare: tutte le fasi della filiera, dalla riproduzione alla crescita, fino alla pesca e commercializzazione, sono sottoposte a controlli costanti. Inoltre, un vantaggio poco noto è la freschezza: il pesce allevato viene raccolto solo su richiesta del mercato, quando serve davvero, ad esempio in estate nelle località turistiche o durante le festività natalizie. Questo garantisce un prodotto “fresco di giornata”, non surgelato e, potremmo dire, sempre di stagione. 

In Italia l’acquacoltura è un settore di eccellenza, con produzioni di alta qualità sia nel comparto delle acque interne, dove spiccano le trote e il pregiato caviale di storione, sia in quello marino, che vede protagonista spigole, orate, ombrine. Gli impianti sono distribuiti lungo tutta la penisola, dal Nord al Sud, e operano nel rispetto di rigorosi standard di qualità, benessere animale e tutela dell’ambiente. 

Eppure, spesso al banco del supermercato o della pescheria non è evidente la provenienza specifica del pesce allevato. Un consiglio semplice? Chiedetelo! Ai banchi, nei ristoranti, ovunque: sapere cosa mangiamo è un diritto del consumatore

Tra pregiudizi e fake news: facciamo chiarezza 

Nonostante i progressi e i vantaggi dell’acquacoltura, i pregiudizi contro il pesce allevato rimangono diffusi. Proviamo a smontare qualche mito. 

“Il pesce allevato è pieno di antibiotici” 

Falso. Nell’Unione Europea l’uso di antibiotici è rigidamente regolamentato, infatti ne è vietato l’utilizzo come promotori della crescita e non sono ammessi trattamenti preventivi di massa. In Italia l’uso di antibiotici in acquacoltura è basso, sotto forte controllo e inserito in una strategia di riduzione dell’impiego di antimicrobici per tutti gli animali d’allevamento, in linea con l’obiettivo UE −50% entro il 2030. I farmaci possono essere somministrati solo da un veterinario, e dal 2027 previa ricetta elettronica tracciabile anche per l’acquacoltura. Secondo i dati dell’European Surveillance of Veterinary Antimicrobial Consumption (ESVAC) e del Ministero della Salute, dal 2010 al 2022 le vendite totali di antibiotici per animali produttori di alimenti in Italia si sono ridotte di circa il 62,7%. 

Inoltre, per gli allevatori gli antibiotici sono un costo significativo e non conveniente se non assolutamente necessari. Grazie ai progressi nel settore, come vaccini specifici, selezione delle specie più resistenti, miglioramento dell’alimentazione e dell’ambiente di allevamento, con conseguente miglioramento del benessere dei pesci, l’uso degli antibiotici è diminuito drasticamente negli ultimi vent’anni. 

Distribuzione delle vendite di antibiotici negli animali destinati alla produzione di alimentazione. Fonte: Osservatorio Nazionale sull’impiego dei Medicinali. L’uso degli antibiotici in Italia. Rapporto Nazionale 2022. Roma: Agenzia Italiana del Farmaco, 2024. 

“I pesci allevati soffrono” 

La tutela del benessere animale è un pilastro dell’acquacoltura moderna. Negli impianti italiani si presta grande attenzione a: 

  • Qualità dell’acqua: costantemente monitorata per garantire ambiente pulito, ossigeno e temperatura ottimali. 
  • Densità di allevamento: calibrata per evitare stress e comportamenti aggressivi tra i pesci. 
  • Alimentazione bilanciata e naturale: studiata per riprodurre il più possibile la dieta in natura. 
  • Manipolazione e trasporto: gestiti con protocolli che minimizzano sofferenze o traumi. 

Un pesce che cresce in condizioni di stress non solo soffre, ma produce anche carni di qualità inferiore. È quindi nell’interesse di tutti assicurare il massimo benessere animale. 

“Il pesce allevato ha un sapore peggiore” 

Dipende. Il gusto del pesce, che sia allevato o pescato, è influenzato soprattutto dall’alimentazione: mangimi di qualità si riflettono in caratteristiche organolettiche migliori. Oggi esistono mangimi a base di ingredienti di elevata qualità, calibrati per le esigenze delle singole specie, dello stadio di sviluppo e della stagione. La maggior parte dei consumatori non riuscirebbe a distinguere alla cieca un pesce allevato da uno pescato. La vera differenza la fa il modo in cui viene trattato e conservato. 

Scegliere pesce allevato di qualità significa sostenere un settore innovativo e controllato e contribuire a una maggiore autosufficienza alimentare del nostro Paese. Oggi più che mai, è importante informarsi, chiedere, assaggiare e sfatare pregiudizi. La ricerca del CREA è un tassello fondamentale nella crescita del settore. 

Il Gruppo di lavoro di Acquacoltura è composto da sette unità: due primi ricercatori strutturati (Fabrizio Capoccioni e Domitilla Pulcini), tre ricercatori e tecnologi a tempo determinato (Arianna Martini, Marco Martinoli e Nicolò Tonachella), una assegnista post-doc (Teresina De Iorio) e uno studente di dottorato (Riccardo Napolitano). Lavoriamo con passione, competenza e spirito di collaborazione ai diversi progetti di ricerca dedicati all’acquacoltura, con l’obiettivo di crescere insieme e contribuire allo sviluppo sostenibile e innovativo del settore. 

Frase: Il modo migliore per avere una buona idea è avere tante idee. Linus Pauling, scienziato e vincitore di due premi Nobel per la Chimica (1954) e per la Pace (1962)  

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